venerdì, maggio 23, 2008

Universi paralleli

Informazione numero uno: "Universo parallelo, ossia un universo ipotetico separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso. L'insieme di tutti gli universi paralleli è detto multiuniverso. Alcune teorie cosmologiche e fisiche dichiarano l'esistenza di universi multipli, forse infiniti, in alcuni casi interagenti, in altri no". (Wikipedia)

Informazione numero due: "John Titor è un sedicente crononauta che si è fatto conoscere esclusivamente attraverso internet. Il suo primo post, con nick TimeTravel_0, è del novembre 2000. Titor ha affermato di provenire dall'anno 2036. Soldato reclutato per un progetto di viaggi nel tempo, è stato inviato nel passato, precisamente nel 1975 per recuperare un esemplare del primo pc commercializzato: l'Ibm 5100, il quale conterrebbe la soluzione per risolvere un bug di Unix". (Wikipedia)

Informazione numero tre: "Franco Simone, il poeta della canzone italiana, ha ricevuto, durante la sua partecipazione al programma in diretta "El Baile" (in onda in prima serata sulla Televisione Nazionale Cilena), il doppio disco di platino per le recenti vendite del cd Grandes exitos en castellano. Il cantautore si è già guadagnato in passato altri 10 dischi (tra oro e platino)". (Ansa)

Domanda: In quale universo parallelo il 6 giugno canterò sul palco di SanSiro? E soprattutto come si fa a passare nell'universo parallelo dove Berlusconi è ancora il costruttore abusivo di casette (con laghetto di fronte e tavernetta annessa) nella periferia di Milano? Nano nano

martedì, maggio 06, 2008

Tú estabas dormida bajo la luna

La situazione è la seguente: palestra, spogliatoio, varia umanità. Io e un tizio che conosco, con cui scambio due chiacchiere due ogni tanto, parliamo del più e del meno. Tipo: "Come va?". "Tutto bene grazie". "Bene". "Certo, bene...insomma diciamo che non possimao lamentarci...". "Che è già qualcosa...". "Certo si potrebbe stare meglio...". Cose di questo genere, insomma. Non so perché ma questa volta dopo il "certo si potrebbe stare meglio..." il discorso ha cominciato a prendere una piega strana che neppure un giapponese con un pezzo di carta in mano sarebbe stato in grado di replicare. Io: "Per esempio se vivessi in un'altra città. Vedi..." E lui in contemporanea a me: "...il problema che vogliamo tutti qualcosa che non abbiamo , qualcosa di irraggiungible. Vogliamo avere, avere, avere. Quando siamo fidanzati vorremmo essere soli. Quando siamo soli vorremmo essere fidanzati. E poi vorremmo...." E io nel frattempo: "...credo che la territorialità sia come le storie d'amore. A volte durano per sempre a volte finiscono. Ecco io in questo momento per esempio vorrei non vivere a Milano. Vorrei essere altrove ma visto che non si può scegliere tutto, resto qui faticando per la mia felicità. Bisognerebbe avere il coraggio, come succede con le storie d'amore appunto, di cambiare ...". E intanto lui continuava con il suo solipsismo sudato e tonico: "...per poi non parlare di quelli che hanno qualcuno ma ugualmente cercano altro, qualcosa in più non rendendosi conto che alla fine perdono tutto e rimangono soli". Sul "soli" ci siamo salutati: "Alla prossima". "Ciao buona serata". Io con i miei sensi di colpa da cattivo ragazzo non ho fatto in tempo a girare l'angolo (ero più o meno nella zona phon) che ho pensato: "ma stava parlando di me?". Pensiero sopraffatto in un nano secondo da qualcosa di più sorridente e sereno. Che più o meno fa così: "...Tu historia, una vez, nos la contó, dios, tu hermanito con su guitarra, tú estabas dormida baja la luna, tú estabas feliz, pequeña Remedios..." La prossima volta non mollo l'I pod neppure sotto la doccia. Lo giuro. Nano nano
(nella foto, la virgen de los Remedios)

giovedì, maggio 01, 2008

"Luciano, andiamo nel particolare"

Il primo maggio lavoro. Ma non succede nulla e quindi me guardo youtube. La Ocone quando fa Veronika è na 'bbomba. La parodia della televenditrice mi fa morire. Cucchiò è il top come direbbe la Ventura prima di dire anche: "sono pazza di te". E' il primo maggio, siamo al quinto mese dell'anno e io ho voglia di pensare: "ma ora che si fa?". Dove ora sta per: ferie, fine settimana estivi, festa di compleanno e, sono positivo, anche l'ultimo dell'anno. Eppure qualche idea l'avrei. Saprei cosa fare perfettamente e precisamente. E questo mi fa incazzare ancora di più. Sapere e non potere. Che è come avere in tasca le chiavi di un'automobile senza benzina che non ti può portare da nessuna parte. E tra le altre cose me chiedo anche: "'ndo cazzo sta il benzinaio?". Porca troia. "Luciano... annammo a vedere er particolare....." (come direbbe Veronika) Nano nano
(nella foto, Lucia Ocone)

giovedì, aprile 17, 2008

Berlusconi è gay

Mi strafaccio di cioccolato e sono convinto di essere informe. Sono un potenziale anoressico in cerca di una svolta radical-bulimichic. Che è meglio di chic. Abbiamo perso le elezione e lui, lì, quello di Arcore è tornato a Palazzo Chigi. In attesa che si trasferisca al Viminale, naturalmente. Credo che Berlusconi sia gay. Ho avuto l'illuminazione quando a Striscia hanno fatto vedere il Pippo poco Franco della politica italiana alle prese con un ragazzo munito di pelo sul cappuccio in una giornata primaverile (anzi primavirile). E lui, il nano dai tacchi mansardati, lo ha guardato dicendo (più o meno) "Ma che fai con il pelo in testa con questo sole? Guarda me", mostrandogli che sotto la camicia non portava la canottiera. Come dire: "sono un uomo vero". Beno, non ci vuole Freud e forse nemmeno mamma Ebe, per capire che le ossessioni spesso sono paure mascherate (in questo caso come mascarate), da riciclare come sicurezze da sbattere in faccia a chiunque. Un uomo sano di 71 anni non può così essere ossessionato dalla virilità e dalla figa (come direbbero a Oxford). A un uomo senza complessi e senza paure non può venire in mente di fare un intervento del genere di fronte ad un adolescente con il pelo sul cappuccio della giacca come ce ne sono milioni in Italia. Di lui, si dice sia un uomo di pancia. Appunto. Istintivamente la pancia lo porta a sbattere in faccia al mondo quello che lui crede e vuole essere a tutti i costi, ma che con buone probabilità non è. La pancia lo porta istintivamente a proteggere il suo battacchio scoperto. Ragiona con la pancia ed è giustamente influenzato dalla minchia lì vicina. Mica quella starà zitta tutto il tempo...no? Berlusconi è un cripto gay a cui piacciono donne tettute e vistose che gli ricordano la baracca che c'è in lui. Più sono rifatte più si rivede nella loro fintaggine. Scommettiamo? Nano nano

martedì, aprile 08, 2008

Per sempre

Ho rottamato la moto. Ce l'ho fatta, finalmente. Fare qualsiasi cosa, ultimamente mi costa un'enorme fatica. Non ho voglia di noie e vorrei vivere dentro un rave party eterno pieno di lsd ed exstasy omeopatiche. Lo sfasciacarrozze è alla casa di Dio, sotto la tangenziale, dopo quintali di cemento industriale con dentro i suoi fantasmi che lì ci hanno lasciato intere vite e simulato respiri altrove, in condomini fragili e popolosi, tra pareti di cartone da pagare rateizzate in centinaia di mesi. Lì, prima c'era l'Innocenti, ora vetri rotti, chilometri di muri, orti trasandati e la sede nuova di pacca della Porsche. Incastrato tra questi vuoti lo sfasciacarrozze. Arrivo in moto, mi fermo, parcheggio, entro. Lui sta lavorando, sta strappando lo scibile da un'auto incidentata fino allo sfinimento. Penso a Bruno che non c'è più da oltre vent'anni, e sorrido al suo ricordo. Mi affascina questo posto stracolmo di carrette e scheletri di lamiere, a modo suo ordinato. Mi piace essere lì e respirare l'odore delle coppe dell'olio e della carrozzeria arrugginita. Pago, mollo la motoretta e mi incammino a piedi verso la lontana fermata dell'autobus. Sono l'unico pedone e per questo l'unico ad essere abbordato da una macchina guidata da un canuto signore dai jeans aderenti e dalla catena d'oro che scintilla da sotto il pomo d'Adamo. Sono un signore, faccio finta di nulla. Lo ignoro, e cammino. Cammino fino alla fermata dove sono travolto da un nugolo di bambinetti musulmani e da due madri. Li ho contati: otto bambini e due donne, una con l'hijab e l'altra no. Sono giovanissime, uno dei piccoli e ancora nel passeggino. Il più grande avrà 8 anni. Gli altri lì in mezzo. Giocano si rincorrono, fanno il suk. Ma loro da lì vengono. Le madri li controllano a vista e iterloquiscono in italiano e in arabo contemporaneamente. Loro fanno altrettanto. Guardo uno dei bambinetti, mi fa ridere e non so perché ma attira maggiormente la mia attenzione. Ad un certo punto si avvicina a sua madre e le chiede la borsetta, che lei gli dà, che lui prende, che si mette al braccio e se la tiene con sè. Io a questo punto sorrido ancora di più. Lui vuole aprire il suo tesoro pieno di balocchi glitterati e lei lo rimbrotta. Ma lui non molla il colpo e trattiene il suo scrigno di elegante similpelle. Arriva la 54, saliamo tutti e lui rimane attaccato alla sua borsetta finché la madre non lo richiama per farsela ridare. Sorrido alla scena. Lui è meraviglioso. Anche la madre lo è. Dentro di me spero che lo sia per sempre.... nano nano

domenica, marzo 30, 2008

A meno che non facciano le rockstar

Premessa: detesto i vecchi. Tolti quelli con le facce da nonnini di altri tempi teneri e raggrinziti, gli altri, che sono il 98% della popolazione anziana, cioè il 98% degli italiani mi stanno sul cazzo. Tantissimo. A meno che non facciano le rockstar. Bene. Sono sull'autobus, sono le 10,30 di mattina, sono comodamente seduto. E sto leggendo Neve il libro di Orhan Pamuk. Ad un certo punto sale un'orda di vecchiacci, che guardo con aria insofferente e penso: "Diobono ora devo anche cedergli il posto, che due maroni...". Tendo a farlo quando sono di buon umore e quando cioè non non cripto nelle facce che ho di fronte quell'espressione da : "tutto mi è dovuto perché sono anziano", che aborro. E quella mattina, sentendomi in ottima forma, ero di buon umore. Quindi quando mi si avvicina uno di questi canuti e ingrigiti individui, lo guardo e gentilmente chiedo: "Vuole sedersi?". E lui fissandomi mi dice: "No, si figuri posso però dirle una cosa?". E mentre penso : "no, non può dirmela di quello che le gira in testa non me ne fotte nulla e se a casa sua nessuno le dà retta perché è vecchio e coglione se non so cosa farci", rispondo: "mi dica....". E lui: "Sa che lei è un po' antico e superato. Ormai non si fanno più sedere gli anziani ma i bambini. Le parti si sono invertite. La gente si alza quando vede un bambino. Sono loro i padroni dei posti sugli autobus. Su, si modernizzi, mi sa che è rismasto un po' indietro". Io allibito lo guardo e non capisco se è serio, ironico, polemico o spiritoso. Tutte situazioni che da un senile se non fossi stato di buon umore non avrei gradito. Non faccio in tempo a sorridere e accennare un : "Sì, effettivamente ha ragione..." che lui è già sceso alla fermata e io scoppio a ridere da solo. E penso: "Spiritoso l'odioso vecchietto". Chissà se qualche tram lo avrà poi investito. Io spero di no....Ovviamente. Nano nano
(nella foto, Tina Turner)

martedì, marzo 18, 2008

Odio essere buono

Abbattetemi. Anche in tempi brevi, se potete. Nel mio delirio di neo buonismo sta recuperando punti anche Paolo Bonolis che ho sempre detestato. Temo che fra un po' comincerà a piacermi anche lui. Cenni tremolanti ci sono già stati. Stanotte mentre tornavo dal lavoro in automobile dalla radio parlava lui e io lo ascoltavo Bene. Aspettiamo che anche Bonolis entri nel mio mondo e poi mi abbandonerò definitivamente nell'infelicità eterna. Intanto cerco di sopravvivere in questa giungla cartonata fatta di poco. Ogni tanto mi capita di pensare al mio mondo. Ah il mio mondo. Ora si sta riducendo a davvero poche cose, ma che tengo strette come fossero gli unici giochi trovati da un bambino sopravvissuto ad una cataclisma di cui non ho capito l'origine ma di cui sicuramente apprezzo il risultato. Via. Ripuliamoci. Fermiamoci. Ogni tanto costa, ma serve. Per alleggerirci, per stare meglio, per riprendere il volo in direzione nord. Non so perché, devo averlo già scritto da qualche parte, ma in fondo è quella la mia direzione. Nord. Oh Madonna e se fra un po' comincio ad apprezzare anche Umberto Bossi? Odio essere buono... Lo odio... Nano nano
(Mi chiedevo: Miguel Bosè vive al nord?)

martedì, marzo 04, 2008

Dissociative fugue

Si chiama dissociative fugue e in sintesi altro non è che una turba comportamentale legata a uno o più episodi anche traumatici e non necessariamente apparenti che porta l'essere umano a mollare tutto e a scoparire dalla faccia della terra senza lasciare traccia. Il fenomeno è prettamente anglosassone (lo dice Io donna) e coinvolge soprattutto uomini over 40. Dentro, quindi ci potrei essere anche io. Leggo: "è una forma di psicosi moderna alla quale nessuno è immune". E aggiungo: "è una forma di psicosi moderna alla quale nessuno è immune ma purtroppo ancora poco diffusa". Domenica ero al parco Folanini a prendere il sole. Poi è arrivata l'invasione di cani e bambini accompagnati da genitori, o nonni, o zii, o fidanzati o sa il cazzo. So per certo che almeno il 70% delle facce adulte che ho visto se sapessero dell'esistenza della dissociative fugue invocherebbero dio tutte le sere di esserne affetti in tempi brevi. Adoro i bambini. Molto meno i cani. Per nulla, ahimè i genitori. Vorrei raccogliere le firme per creare zone isolate per single. All'estero adori i parchi. A San Francisco ho praticamente vissuto a Dolores Park. Qui la gente riesce a farmi odiare anche quelli. Anzi... riusciva a farmi odiare anche quelli. Ora ora che sono diventato buono e romantico sorrido e sorvolo. Nell'attesa che la dissociative fugue mi travolga e mi porti con se. Nano nano
(nella foto, la locandina di Into the wild)

sabato, febbraio 23, 2008

Fiori, fiori e ancora fiori

Palestra. Incontro un ragazzo che avevo conosciuto ad una festa. Lui era con il fidanzato. Io con "mia sorella nell'arte nella vita". Pensavo fosse una storia di anni, da come si guardavano, come si sorridevano, come si baciavano con gli occhi. Erano invece insieme da solo tre mesi. Erano, perchè ora non lo sono più. Me l'ha detto lui in palestra. Si sono lasciati via sms il 14 febbraio, dopo che lui, il ragazzo che ho incontrato, gli ha confezionato un cuore di rose rosse e gli ha inviato via cellulare la foto, visto che l'altro era via per lavoro. "L'ho fatto con le mie mani", ha tenuto a precisare. Un tempo, quando ero cattivo avrei pensato: "Beh davanti a un cuore fatto di rose lasciarti è il minimo che poteva fare, io ti avrei anche mandato anche un kamikaze a stringerti la mano". Ora che sono più buono, invece, penso all'ultima volta che sono stato romantico. Gli avevo comprato una serie di oggetti, ognuno impacchettato e munito di dedica che insieme ricostruivano un po' la nostra storia e auspicavano a un futuro insieme pieno di cose belle. Fu un disastro totale. Venni accusato di qualsiasi cosa: anche di aver comprato i regali a caso e poi in modo raffazzonato avergli appiccicargli addosso un concept dignitoso. Va beh. Chiusi con il romanticismo giusto un secondo dopo averlo conosciuto. In realtà io sono un grande romantico, malato di sogni e fottuttamente terrorizzato di essere deluso. E quindi eludo il rischio fuggendo il romanticismo pratico e dandoci dentro, invece, con quello mentale, solipsista e solitario che non porta a nulla. Ecco perché sono ancora convinto che un giorno vivrò in un castello.
Dopo quel incontro in palestra, sul messanger la stagista velina (unica e mia preferita per sempre) mi chiede cosa può regalare al suo fidanzato. Io propongo dei dvd della serie tv che lui ama di più. E lei nella sua infinita dolcezza mi dice: "ma non è romantico". E io, mentendo spudoratamente rispondo: "Tutto può essere romantico, dipende come viene fatto". Ma non è vero. Non è vero nulla. Anche nel romanticismo l'oggettività deve avere il sopravvento sulla soggettività perché altrimenti è la fine. I fiori sono romantici, un panino con la mortadella non lo è. Punto. Voglio questo necrologio: "Per lui fiori, fiori e ancora fiori, non opere di bene". Quelle lasciatele a chi nella vita è stato romantico. Nano nano


(nella foto, Hanging Heart di Jeff Koons venduto all'asta di Sotheby's, a New York, per oltre 23 milioni e mezzo di dollari, il prezzo più alto mai pagato per l'opera di un artista vivente)

giovedì, febbraio 14, 2008

San Pisello

Fanculo va... Fanculo... La scena è questa. Torno dal lavoro alle 9. Sono senza auto, con il taxi, infreddolito. Ho una giacca leggera. Il sole per me significa caldo. E punto. C'è il sole, tolgo la giacca. E che se ne fotte se siamo a febbraio e farà freddo almeno per altri due mesi o tre. La scena è questa. Scendo dal taxi e ho una fame boia. Telefono alla pizzeria qui vicino e ordino una pizza. Che puntualmente dopo 15 minuti arriva accompagnata dal ragazzo che me la consegna in mano. Non ho sogni proiobiti. Conosco i garzoni della pizzeria e so che non ha senso sprecare neppure un secondo per una qualsivoglia fantasia. Pago. Lascio la mancia. Mi siedo. Apro una birra, apro la scatola che contiene la mia cena e scopro che la pizza è a forma di cuore. Rido. E' San Valentino. Penso: "ma se la pizza è una sola ed è a forma di cuore è una presa per il culo o è un buon auspicio?". Rido. Poi mi viene il malumore a mille. Ma dura poco. Rido di nuovo. E me ne fotto. E penso: "Voglio un santo dedicato ai piselli così almeno in quel giorno la pizza che ti portano ha la forma di minchia". Tanto per dire. Buon san Valentino a tutti. Nano nano
(Nella foto Francois Sagat)

martedì, febbraio 05, 2008

Alberto? Passato

Piango e rido ogni volta che lo rivedo. Amici complici amanti. Così si chiama il film. E credo abbia su di me un effetto placenta tanto da riuscire a trasformare tutti i miei pensieri malsani in un nostalgico buonumore in grado di farmi vedere la vita dalla parte giusta. Che non è mai quello che faccio nelle mie giornate indemoniate che ultimamente sono tornate a farsi sentire. Sarà il buco dell'ozono... Sabato sono stato al Plastic. Era una vita che non ci andavo. Una vita. Mi è piaciuto: mi sembrava di essere sul letto di morte del mio divertimento. Nel senso che mi sono visto passare davanti situazioni, persone, luoghi, ricordi che mi hanno fatto compagnia per un po'. Che bello. Mi sembrava tutto meraviglioso e mi sembrava di aver vissuto tutto così intensamente da aver lasciato un segno lì tra qui divani, tra quella musica, tra quelle ombre, tra quei baci ancora sospesi ad aspettarmi. E loro, i ricordi, questa volta erano sorridenti e felici e mi raccontavano storie che la memoria indemoniata di questi giorni stava dimenticando. Ma questa volta l'ho fregata. Io. Piccolo e fragile di fronte al cataclisma che si chiama passato. Io e il mio passato. E caracollante e instabile sgomitava anche lui, il fottuto presente che come un gatto nero attacato ai maroni sembra non darmi tregua. Ma ho scoperto peteticamente sabato scorso che il trucco sta nel farlo diventare il più presto possibile passato. E confondendolo con la vita riesci a dare un senso anche a lui. Al prossimo appello non risponderò più "presente" ma "passato". Nel senso che più presente di così si muore. Appunto. Nano nano amici, complici e amanti....

giovedì, gennaio 24, 2008

La fiducia

La domanda è: "Per essere presi sul serio quanto coglioni bisogna essere da zero a cento?". Mi spiego meglio: se si è circondati da coglioni, come si fa a guadagnare la fiducia senza trasformarsi in coglioni ? Io sono il re dei coglioni e per questo vivo borderline tra un out e un coming, tra un mi piacerebbe e un non saprei, tra una nuance e un pendant, eternamente. Quindi mi auto elimino. Mi auto sospendo. Mi auto nomination. Ma non pensavo a me. Io sono febbricitante in tensione infinita ed eterna. Come il moto perpetuo. O come la Sagrada familia. Vedete un po' voi... Penso a tutti gli altri: tutti quelli che da 15 anni a questa parte non ci sono, non sono mai arrivati, non si sono mai visti, nessuno ha mai parlato di loro. Penso a tutti quelli che avrebbero potuto fare qualcosa. Semplicemente.... fare qualcosa. E quando smetto di pensare a loro mi viene in mente la melassa in cui viviamo, invece che continua a produrre "ordinary people", gente comune di cui onestamente mi faccio volentieri il bidet. La gente comune quando mi piace (e sottolineo quando) mi piace incontrarla per strada, al supermercato, sul pianerottolo del palazzo dove abito. Non sui giornali, in televisione o tra gli scaffali di una libreria. La gente comune sa di vecchio come il comodino della nonna. Sapete cosa penso? Che per essere presi sul serio bisogna essere coglioni centomila. Ecco spiegato il perché da 15 anni a questa parte l'Italia sforna solo coglioni... Ed ecco perché io non prendo mai sul serio nessuno... detesto i coglioni... Nano nano

mercoledì, gennaio 16, 2008

Il suo sternocleidomastoideo

Davanti a me ho un corpo muscoloso e nudo da fare paura. E' bianco. I suoi muscoli mi inondano la retina. Li vedo da ogni prospettiva e da ogni punto di vista. Vedo tutto. Anche la pelle tesa che li trattiene a steto. Il suo corpo è davanti a me, sotto di me, alla mia destra, alla mia sinistra. Sopra. E vola. Si contorce, spasima, grida, sputa, ansima, boccheggia. E i suoi muscoli, tutti i suoi muscoli si muovono all'unisono se lui si piega. Se lui salta. Se lui si trascina altrove. Li guardo e mi sembra di conoscerli tutti. Vorrei presentarmi ad uno ad uno da quanto mi piacciono: "Piacere Alberto", "Piacere grande gluteo", tanto per citarne uno a caso. Sono lì , li vedo, li scruto, la mia retina si infila tra loro per capire dove sta l'armonia e trovarne un difetto. La mia retina odia l'armonia se non è riflessa su una parete a specchio. La mia retina ama i difetti quando non sono riflessi su una parete a specchio. Anche lei ha i suoi limiti. Domanda: meglio un corpo da perdere i sensi e una faccia orrenda o una faccia da perdere i sensi e un corpo orrendo? Dubbi che mi sono venuti quando davanti a me, sotto di me, alla mia destra, alla mia sinistra, sopra ballavano Nigel, Adrian, Mike e Itay (quello dal corpo scultoreo chi cazzo sarà stato?).
Fuori piove a dirotto e la mia retina non vuole mollare la presa. Secondo me si è persa tra il trapezio e lo sternocleidomastoideo di Nigel, Adrian, Mike o Itay. Beata lei.... Nano nano

(nella foto Nigel Charnock...e il corpo non era il suo...)

lunedì, gennaio 07, 2008

La Medusa

"Quando una fitta improvvisa, mi riporta indietro ad una grande offesa e rimango delusa, ad un filo fragile rimango appesa. Passa il tempo ma c’è una cosa, che mi brucia dentro come una medusa". Poesia trash. Dovrebbe essere lo striscione da utilizzare in questi giorni nel napoletano. Lì la monnezza impera. Ma non la poesia. "Quando la tua colpa resta senza accusa, non si può chiedere nemmeno scusa", continua la canzone. La trovo meravigliosa nel suo nulla. Che è quello in fondo che spesso fluttua nelle relazioni: il nulla, appunto. "Sono stata impietosa, e adesso son davanti ad una strada chiusa". L'anti eroina per eccellenza che fa della sconfitta e della perdita il suo inno. Per poi, ed è qui l'apogeo trash dire: "Dammi forza per guardare i tuoi occhi e non tremare. Dammi forza per andare continuare a camminare. Dammi forza per mentire che è più facile morire, non poterti chieder scusa brucia come una medusa". Dove la grande verità sta, o dovrebbe stare, in quel: "Dammi forza per mentire che è più facile morire". Ma pur troppo non è così. La bugia è diventata un'altra verità a cui ci si attacca per non rimanere... soli per esempio. Confondendosi. Nano nano
(nella foto Donatella Versace a capo della Medusa)

lunedì, dicembre 17, 2007

Sorriso privato

"Al ragazzo con il giubbotto verde che era sul tram 16 lunedì 2.12.2007 : sono la ragazza con il cappotto nero. Ci siamo guardati per tutto il viaggio. Mi piaci "."A Elena di medicina: il tuo sorriso a istologia mi mette di buon umore, pronto a studiare tomi e tomi, sei più bella di una sinapsi. Ciao da Matteo". "Rosa mi manchi tanto! Perché non ti fai viva? Attilio".
Trovo geniale questa pagina anche se non fosse vera. Sto parlando della sezione Lettere, messaggi e pensieri d'amore di Leggo, il quotidiano gratuito. Mi piace l'idea che mentre viaggi e ti accorgi che qualcuno ti piace puoi rivolgerti a questa pagina per lanciare il tuo grido d'amore. O quello che è. Trovo meravigliosa questa cosa. Fissi qualcuno, ti fai un film e poi mandi la tua trama, riassunta in una manciata di battute, al 340-4351435. Che meraviglia. Mi vedo già a smanettare con il mio cellulare: "Ragazzo dal sorriso privato sceso in piazza San Babila, dove andavi senza di me?". Oppure: "Ragazzina che mercoledì 10 dicembre eri a pagano alle 10,57: i tuoi capelli ricci e lunghi sono stupendi, come il piercing sul naso. Ma gli occhi neri di tuo fratellino ancora di più. Quando compie 18 anni mi avvisi?". O ancora: "Signora intabarrata nella sua pelliccia, salita in Duomo sabato ics alle 17,50 mi ha fatto commuovere. Lo smalto viola però, mi creda era troppo". Trovo questo romanticismo contemporaneo meglio della mostra di David Lynch. Vorrei immergermi in una piscina colma di acido ialuronico e uscire con la pelle liscia di un ventenne che ne dimostra 17 per nascondermi anche io dietro un sms: "Ti ho visto scappare con una rosa in mano. Ma il tuo sguardo è rimasto incastrato nel mio e mi ha parlarto di te...Eravamo a Cadorna ed era un giovedì pomeriggio".

Senza le rughe i miei 40 anni non saprebbero dove riposarsi quando mi rincorrono. E così scivolerebbero via. Come i miei amori alle fermate della metroplitana. Buon Natale a tutti. Nano nano

mercoledì, dicembre 05, 2007

Che querelle... the best(emmia)

La bestemmia. Parliamo un secondo della bestemmia. Che a me ogni tanto scappa. Mi dà soddisfazione. Forse perché ho passato mezza vita con qualcuno che che mi rimbrottava ogni due minuti: "se ti sento bestemmiare ti spacco la faccia". E ora che la faccia me la spacco da solo e posso scegliere quando e in che modo farlo, ho deciso che non sarà di certo perché bestemmio. Il dramma è che io odio chi bestemmia. Rimango male. Non mi piace. Ma quando sono io a farlo mi sfogo che è una meraviglia. Se poi vedo intorno a me guardi smarriti mi sento cappuccetto rosso nel bosco. Anche un po' coglione alla fine. Ma credo sia dovuto all'educazione. In fondo la bestemmia è la cartina di tornasole del senso di colpa: quando si impreca il signore fottendosene vuol dire che si è guariti e non si è più vittime di quella cosa orrenda che è il senso di colpa. Che non significa necessariamente che bestemmiare sia un segno di intelligenza. L'ho già detto. Credo sia una prova di grande ignoranza. Ma a me piace essere consapevole dei miei limiti. Per superarli appunto. E il mio primo limite è il senso di colpa. Quindi prima supero quello, poi penserò ad altro. Una querelle the best...emmia, insomma.Nano nano
(nella foto una scena di Querelle the brest)

venerdì, novembre 30, 2007

Speriamo siano fighi...va

Ho il frigorifero vuoto come la testa di Paris Hilton, ma non voglio più uscire di casa. Vivo nella schizofrenia della creatività e vorrei avere tre blog (ogni per ogni tipo di umore più frequente), un laboratorio per costruire lampadari e un giornale tutto mio per lavorare con chi voglio e fare quello che voglio. Questa melassa dolciastra e filistea in cui siamo precipitati mi infastidisce. Se poi lavori a in un'azienda nata, cresciuta e diventata grande a Cologno Monzese, beh la medietà diventa il free pass per l'accesso. Sì, lo so, le grandi aziende sono tutte uguali, ma credetemi se le grandi aziende nascono alla periferia di Milano non possono che essere un po' peggio delle altre. Lapalisse. O tout court se preferite (ma anche Dr. House non andrebbe male). Vivo in bilico tra le mie psicosi che cerco di sedare con buoni propositi e buoni proposito che cerco di annientare con esiziali pensieri. Che sono quelli a cui a tutti i costi voglio tendere per esorcizzare le mie paure, ma che in fondo neppure mi appartengono tanto. Ieri ho visto un pezzo piccolo piccolo (come il suo diavolo) di Roberto Benigni. Parlava di Calderoli. Più o meno diceva: "Per quei bambini che hanno preblemi di crescita, poverini, quelli che dicono alla mamma 'non ce la farò mai, le sfide della vita, sono indietro, non ci arrivo', c'è Calderoli. Basta che la madre accenda la televisione lo veda e dica: 'Amore mio, vedi quello lì, lo vedi? Quello lì è al senato è il vice presidente, ce la puoi fare anche tu', per ridare al figlio sicurezza di sè". Trovo in questa battuta una grande verità. Con un dubbio: ma tutti i Calderoli che ci sono ora, quante ne arriveranno dopo? Puttava eva... Speriamo almeno siano fighi...va.... Nano nano
(Nella foto Matt Damon)

lunedì, novembre 19, 2007

Nani nani

...E se mi addormentasi e mi svegliassi il 25 dicembre? Magari tra un bue e un asinello. Felice soprattutto di volare rapidamente al 6 gennaio. Arrivano quei tre, giusto? E arrivano dall'Oriente, giusto? E portano cose pregiate, giusto? Va beh. In questa stanza ho 17 gradi e si gela. Il calorifero è troppo piccolo e il divano e troppo grande. Ci vorrebbero i re magi, appunto. Non ho mai amato l'autunno. Ora, invece, mi piace da morire. Il freddo, le foglie che cadono il sole che quando c'è, se c'è mi fa venire in mente Amsterdam, Copenhagen, Berlino, Istanbul, Madrid, per esempio. Tutti posti che amo e che se ci vivessi amerei più di Milano, credo. Qualcuno mi ha spiegato che dalla vita bisogna prendere quello che arriva. Altri che bisogna lottare per avere quello che si vuole. E, onestamente come dice Crozza, non capisco il collegamento. E' un po' come quando ti accorgi, per la prima volta, "che la vita è dura" e ti chiedi: "ma per che cazzo di motivo mi avete fatto credere fino ad ora all'esistenza di principesse buone e bbone e a principi da perdere il fiato? O siete stronzi voi e sono una merda io". Con tutte le conseguenze che se ne ricavano dal rimanere impelagati in questo dubbio. Eppure basterebbe pochissimo. Basterebbe insegnare, fin da piccoli, concetti semplici, come questo: "La vita è una merda e per questo bisogna viverla fino in fondo, qualsiasi fondo sia, altrimenti aumentano le probabilità che ti fotta. I principi e le principesse non esitono e se esistono hanno i debiti in banca". Così uno si regola e sceglie di essere: o un pragmatismo individualista o un romantico altruista? E bona. Eludendo il rischio di essere pragmatico e romantico che è un binomio mortale. Nano nano. Anzi, nani nani (gli unici che esistono davvero e non solo nella favole) a tutti.

martedì, novembre 06, 2007

Penso, ahimè...

...penso a tutti quelli che mi hanno detto "ti voglio bene e te ne vorrò sempre". Penso a quante volte l'ho detto io. Penso a tutte le varianti che ci sono dentro a queste parole. Penso a un sarto di Kabul alle prese con stoffe e colori. Alle varianti, appunto. Penso che tempo fa, tanto tempo fa, mi bastava sentimi dire "ti voglio bene e te ne vorrò sempre" per sapere che quello che stavo facendo era giusto. Penso che invece non era giusto niente e che non avrei dovuto accontentarmi del "ti voglio bene". Penso di avere ragione e di non avere più voglia di nessun "ti voglio bene e te ne vorrò sempre". Penso che dietro il "ti voglio bene" ci sia sempre una fregatura, a meno che non sia detto da qualcuno che fa davvero parte della tua vita. E a questo punto penso a cosa voglia dire fare parte della vita di qualcuno. Far parte o averne fatto parte. Non importa. E penso a quante volte non ho fatto parte della vita di qualcuno o qualcuno non ha fatto parte della mia. Quindi, penso a quante volte inutilmente ho detto, o mi hanno detto: "ti voglio bene e te ne vorrò sempre". E' vero c'è sempre la seconda opzione: non pensare. Ma è la più faticosa. Ahimè... nano nano
(nella foto i coniugi Beckham)

lunedì, ottobre 29, 2007

A sparkling resume

L'ho letta e mi è piaciuta. Fa così: "I don't exactly have a sparkling resume" e più o meno significa: "non ho esattamente delle frizzanti credenziali". Ultimamente detesto le scale di casa mia. Mi sono stufato di farle da solo. Ultimamente mi è stato chiesto: "Cos'è la cosa che più le da fastidio di lei?" Ho risposto senza pensarci un secondo: "la mia fragilità". Ultimamente mi chiedo perché non si ha neppure più il diritto di voler essere magri senza passare per anoressici. Che non è il mio caso. Ma di tante donne che vedo felici nella loro salutare magrezza. Ultimamente mi sono accorto che molti distributori delle sigarette ti chiedono cose strane: carta di indentità, tessere varie ecc ecc con il risultato che diventa un problema anche fumare. Ultimamente non esco più di casa anche perché dopo le 2 di notte non si può più bere. Per evitare che la gente vada a trecento all'ora e ubriaca si schianti ammazzando cani e porci. Eppure continuo a vedere pubblicità di automobili che sfrecciano su strade bagnate e tortuose come un tronco d'ulivo. Ultimamente, che prendo più spesso i mezzi pubblici, sento gente che parla ad alta voce e spara cazzate grandi come il vuoto che hanno nello loro teste. Ma chissenefrega. Va bene così. Facciamo finta di nulla. Perché lamenatarsi, qui è stupendo. L'ho letta e mi è piaciuta. Fa così: "I don't exactly have a sparkling resume". Io. Gli altri invece... Nano nano

(nella foto il libro da cui ho preso la frase)