...tornato oggi da Cuba. Da La Havana, per essere più precisi. Che dire? Che La Havana mi ricorda qualcuno che conosco molto bene. Che tutte quelle case che cadono a pezzi mi sembrano le mie certezze che non rimangono più su. Che la soppravvivenza quotidiana di tanti dei suoi abitanti non si discosta dalla mia quando penso a quello che vorrei e che non ho. Che quella città, mi sa, è come l'Africa ti innamori e ti viene il male quando non ci stai. Che i cubani sono cubani e questo vuole dire esser un mondo a parte. Che mi sto paragonando ad una della città più belle del mondo, guarda che caso. Che quando i due ragazzi italiani ci hanno detto: "questo è Carlos, il giornalista, un figo pazzesco" e ho pensato: "mi fa cagare", mi sono sbagliato di grosso. Che anche io tendo a prostituirmi in attesa che qualcuno mi porti via da me, sapendo perfettamente che da sè stessi non si può scappare mai. Che amare La Havana deve essere come amare la vita: si deve prendere tutto senza chiedere nulla. Che adesso sono qui e dalla mia finestra non vedo il malecon, non vedo le luci fioche della vie sgretolete, non vedo bottiglie vuote di rum, non vedo gente che lancia i propri sogni verso l'infinito. E sorrido... Nano nano companeros...
lunedì, marzo 05, 2007
Aragosta a colacion
...tornato oggi da Cuba. Da La Havana, per essere più precisi. Che dire? Che La Havana mi ricorda qualcuno che conosco molto bene. Che tutte quelle case che cadono a pezzi mi sembrano le mie certezze che non rimangono più su. Che la soppravvivenza quotidiana di tanti dei suoi abitanti non si discosta dalla mia quando penso a quello che vorrei e che non ho. Che quella città, mi sa, è come l'Africa ti innamori e ti viene il male quando non ci stai. Che i cubani sono cubani e questo vuole dire esser un mondo a parte. Che mi sto paragonando ad una della città più belle del mondo, guarda che caso. Che quando i due ragazzi italiani ci hanno detto: "questo è Carlos, il giornalista, un figo pazzesco" e ho pensato: "mi fa cagare", mi sono sbagliato di grosso. Che anche io tendo a prostituirmi in attesa che qualcuno mi porti via da me, sapendo perfettamente che da sè stessi non si può scappare mai. Che amare La Havana deve essere come amare la vita: si deve prendere tutto senza chiedere nulla. Che adesso sono qui e dalla mia finestra non vedo il malecon, non vedo le luci fioche della vie sgretolete, non vedo bottiglie vuote di rum, non vedo gente che lancia i propri sogni verso l'infinito. E sorrido... Nano nano companeros...
lunedì, febbraio 19, 2007
domenica, febbraio 04, 2007
Tre orizzontale?
1 orizzontale: si pensava fossero solo due, purtroppo sono milioni (8 lettere). 7 verticale: il mondo è pieno. Anche i bagni (cinque lettere). 17 verticale: senza negazione, rifiuto e diniego non ha senso (cinque lettere). 23 orizzontale: non little, non renis ma lo stesso piccolo piccolo (quattro lettere). 18 verticale:in Flashdance c'è il più bello. A new york ce ne sono una valanga, in alcune foto sarebbe stato meglio non vederlo (4 lettere, sorellina nell'arte e nella vita quanto ti amo?). 29 orizzontale: Perro de la andalusia de las orejas de la segretaria del cabron del las canarias que la pariò, detto anche? (sei lettere). 32 orizzontale: meglio prenderla che trovarla. O perderla? (sette lettere). 36 verticale: quando ci entri devi accendere i fari. Quando ci precipiti aspettare un miracolo (sei lettere). 41 orizzontale: quando il flipper ci andava si perdeva qualche spicciolo, ora si rischia di non ritrovarsi più (4 lettere). 45 verticale: mantra mattutino che mette buon umore (2 parole). 47 verticale: sopra cresce l'erba, sotto si sta da dio (4 lettere). 52 orizzontale.... (andate pure avanti voi, va...) nano nano
giovedì, gennaio 18, 2007
Biglietti agli amici
Due di notte. Sono in casa. Chiamo Mel su Skype, la ragazza Australiana da cui ho vissuto a Sydney a luglio. Ci vediamo in cam. Mi racconta gli ultimi sviluppi della sua vita privata: il ragazzo delle Fiji che ai tempi era la sua tragedia vivente (anche per questo essere sotto terra è stupendo) è felicemente diventato il suo nuovo fidanzato. Stanno bene, sono già stati in Thailandia per una vacanza ecc ecc. Io qui sotto, invece, mi sto ancora chiedendo: "ma perché non mi lascia neanche un mazzo di fiori con scritto ho sbagliato tutto, dove sei?", che rinasco in tre secondi invece di impiegare tre giorni? A questo punto sono quasi certo che su quella crosta terrestre fottuta, popolata da croste fottute c'è qualche fottuto bastardo che dispensa bigliettini con scritto "happy end". Se lo becchi, sto qualcuno, hai risolto tutti i tuoi problemi e puoi continuare ad essere un povero cristo (come lo siamo tutti, del resto) che tanto....chissenefotte: il lupo o torna con le orecchie basse o viene ucciso dal cacciatore (e sparisce per sempre). Facendo i dovuti calcoli, mi sembra di capire che sti bigliettini non sono poi così difficili da avere visto che più o meno tutti quelli a me cari si sono sistemati. Più o meno. Evviva. Bravi. Da qui, vi amo ancora di più. Me chiedo: ma il mio dispensatore de biglietti, solo per curiosità visto che ora non mi serve più, non è che si è perso al Parco Nord? Se così fosse, e se qualcuno mentre se lo inchiappetta lo riconosce gli ricordi la fine che mi ha fatto fare... va...Lui e il suo fottuto bigliettino. Nano nano
giovedì, gennaio 04, 2007
Non più pulp
"Poche cose si avvicinano alla morte come l'amore corrisposto", sostiene Ivan Klìma (e Bauman in Amore liquido). Che genio sono che nel post precedente sono morto? Ho deciso che per un po' penaepanico diventa penaepanico (six feet under). Sono morto e non ho intenzione di resuscitare. Vediamo come butta da sotto terra, visto che da sopra buttava da schifo? Alla fine il mio spillonatore (non sei tu, non ti preoccupare) mi ha dato un'idea esagerata. Scomparire dalla faccia della terra. Via. Nulla di che. Ne scompaiono tanti. Uno in più, uno in meno. Chissenefotte. Pensavo al 2006 (non resisto, i bilanci di inizio d'anno sono come i saldi: anche se al 50% devono essere fatti), a Sydney, alle mie vacanze, alle mie (nel senso capitate a me) defezioni, a chi se ne è andato, a chi non ha mai voluto restare, alla mia mente tortuosa, alle mie e-mail spedite, alle telefonate fatte annoiando il mondo sui miei temi preferiti (le partenze senza ritorno). E poi penso ai miei tragitti solitari, alle lacrime che ho versato, ai desideri che non si sono avverati per nulla, alla mia psicanalisi, agli incontri di una sera, di una notte, di un'ora, di pochi minuti. Ho pensato a tutto questo e mi sono detto: come si sta bene, qui sotto. Ora. Nano nano
venerdì, dicembre 22, 2006
Chiamatemi Ken
Va bene. Mollo il colpo. Non attacco la pippa sui propositi di inizio e fine anno. Una sola cosa però la vorrei dire: nel 2007 pregherei quello/a che si è preso/a cura di pigliare una bambolina a mia immagine e somiglianza (na Barbie per esempio, il punto vita è quello) e infilzarla di spilloni appuntiti ogni qualora mi incontra, pensa, sogna o sa il cazzo, di lasciarmi stare. Ignorami. Sono morto. Considera che il mio funerale è stato fatto cinque giorni fa e ora sono sottoterra divorato dai vermi. Hanno poco da mangiare, avendo un fisico senza maniglie dell'amore, grassi e quant'altro. E sono incazzati neri. Anche loro. Sono morto. Morto. Sulla tomba ho voluto questo epitaffio: "Nella vita avrebbe voluto avere solo corpi e cervelli, ma ha sempre dovuto accontentarsi di coglioni". Quindi, lasciami perdere. Pensami così: lì al buio con i capelli che continuano a crescere bianchi e stopposi. Per l'eternità. Molla la bambolina. Non piangere per la mia dipartita. Non importa. Nessuno lo ha fatto. Siamo soli su questa terra e amici non ne avevo. Non fiori, ma opere di bene. Tutto qui. Fallo, ti prego. E sono sicuro che il mio anno nuovo sarà fantastico. Chiametemi Ken...almeno fino al 31 dicembre... Nano Nano e buone feste a tutti. Vi amo (spillonatore compreso...)
venerdì, dicembre 15, 2006
Du baffi e via.....
Serata Replay (non c'entra nulla s.). Io, mia sorella nell'arte e nella vita e un nugolo di corpi che andavano su e giù per le scale con super alcolici e champagne in mano. Qualcuno si fermava sul terrazzo a fare chiacchiera. Nessuna starletta, nessuna passaparolina, nessun modello dallo sguardo al photoshop. Musica a mille. Dj da non perdere mai di vista (sopratutto quando raggiungerà la maggiore età) e sguardi luminosi come le luci natalizie che cadevano dalle pareti. Ore 23.30 dopo quattro gin tonic la festa è finita (almeno per noi). Lei barcolla verso il taxi, io verso la mia motoretta. In testa un solo commento: "vorrei vivere dentro ad un party". Eppure non è successo nulla. Ma la sensazione che qualsiasi cosa avrebbe potuto succedere era forte. Fortissima. Ed è questo quello che amo. Quando si replica? nano nanomartedì, dicembre 12, 2006
Prima di Kate....
Quando vedo pubblicità stampa di uomini e donne interessanti le strappo e le conservo. E' una cosa che ho iniziato a fare da poco. E che non so quando finirà. Per ora in pole position c'è il tizio di Guess man, al secondo posto quello della Safilo al terzo la sempreverde Kate Moss, al quarto Jonathan Rhys Meyers (Versace) al quinto quello di Trussardi al sesto il baffetto di Valentino pour homme. Non male neppure i polacchini Crasnsley di Church's. Che non c'entrano nulla ma mi fanno sesso. Evito di strappare tutto quello che mi provoca lo stesso effetto. Per il bene della natura. Nano nano.
martedì, dicembre 05, 2006
Nella cdl, mai più
mercoledì, novembre 22, 2006
Il cuore di Bette
Il vestito da sposa di Giorgio Armani disegnato per Kate Holmes fa cagare. Si può dire o no? Il matrimonio con Tom Cruise non ho capito a chi interessi. La fiction della figlia lesbica di Lino banfi, che non ho visto, immagino faccia schifo come tutte le altre. Chissenefrega di che parla. Ieri in compenso, mi sono rivisto in dvd Che fine ha fatto Baby Jane? In inglese e con sottotitoli in inglese. Capito poco. Ma l'avevo già visto più di una volta e quindi è stata "na passeggiata". Vedere Bette Davis è di per sè un'esperienza nirvanica. Sentirla è un'emozione che ti tocca il cuore. Per chi ce l'ha. Ovviamente. Nano nano
lunedì, novembre 13, 2006
Il diavolo veste Prado
Fine settimana a Madrid. Con mia sorella nell'arte e nella vita. Sole, cielo azzurro, caldo, cose belle, domande belle, storie belle. Sentite, raccontate, vissute. Fa lo stesso. Tanto sono storie. Ma non è questo il punto. E' inutile dire che nella capitale spagnola si sta bene. Sarebbe come dire che questo è il periodo dei panettoni (oh Madonna) e delle luminarie. Banalità.Museo del Prado. Davanti a noi, dopo un orgia di santi, re, principi e duchesse, ci compare Cupido. Con lui Adone e Venere. E' un nano secondo immedesimarsi nei personaggi davanti astanti. Ma noi siamo in due. Nel dipinto sono in tre. Uno rimane senza immedesimante (si dice così?). E' il fottuto Cupido. Basterebbe avere questo dipinto davanti agli occhi, almeno dall'età della ragione, per capire che lassù in cielo nessuno aiuta i cuori solitari e che quello di innamorarsi è uno sporco lavoro. Purtroppo qualcuno deve farlo. Da solo. Guardate la faccia del marmocchio, concentratevi sullo sguardo e deducetene le intenzioni: secondo voi questo ha la voglia de lancià frecce e di fare innamorare gli umani? Secondo me non gliene può fottere di meno. E ride sornione davanti alla sicumera di Adone e alla voluttuà di Venere. Come dire: "Ma dove credete di andate coglioni?". Il diavolo non veste Prada, credetemi. Veste Prado. Nano nano
(nella foto: Venere, Adone e Cupido di Annibale Caracci, 1595, Museo del Prado)
venerdì, novembre 03, 2006
La solita gag
venerdì, ottobre 27, 2006
Cellulite tua sorella
Robbie che quando si drogava ha fatto sesso ovunque si trovasse, Cayetano Rivera Ordonez che a suon di muleta sta facendo impazzire la Spagna, il testimonial del profumo Gess man e l'apparecchio acustico leopardato. Sono queste le notizie più interessanti dei magazines di oggi. Ieri riunione gruppo new media, al quale io appartengo. Parlano un po' tutti quelli che contano. Anzi che sanno contare. Almeno fino al 3. Qui è già abbastanza per avere incarichi dirigenziali. Discorsi molto interessanti che strizzano l'occhio al futuro. Del tipo: Internet è il domani. Sì, e Gina Lollobrigida deve ancora nascere. Va beh. Questi sono i livelli. Il più interessante di tutti era un tizio in fondo, seduto in un angolo, munito di Ray Ban a specchio, ingrugnito con la vita e con il mondo che lo circonda. Io. Comunque, mi chiedevo: ma se si ravana nella parrucca della Gina salta fuori un ovetto de dinosauro o che? Grandiosa: si sposa con un tizio che ha 34 anni meno di lei. Sembra che le infileranno una spina nel culetto e che si accenderà tutta. Così risparmiano sulle decorazioni della torta nuziale. Lui è un semi cesso, Alejandro Inarritu, invece, non è male per nulla, vero? Ho passato due giorni a Rimini. Giornate stupende. Riposato. Ritemprato. Al lavoro una collega mi ha chiesto: "ma hai la cellulite?" Le ho risposto: "La cellulite l'avrai tu. E comunque non ho neppure le mestruazioni, caso mai fosse la successiva domanda che vuoi farmi". Ultima cosa poi stacco: qualcuno sa dirmi, a parte al cinema, dove posso incontrare Gael? Nano Nano (nella foto, Gael Garcia Bernal)
lunedì, ottobre 23, 2006
Il pastorello di Fit(ima)
Vorrei immobilizzare tutti quelli che ho vicino e catapultarmi come un kamikaze (produzione Mattel) sui suoi aculei di peluche . E’ un grande. Perchè riesce ad essere tremendo e dolcissimo in meno di un nano secondo. E io puntualmente vado in tilt come se fossi da Zara il primo giorno di saldi. Non può essere tutto così pesante. Non può essere tutto un lamento. No. In fondo non sta facendo nulla di male: non mi vuole. Cosa ci sarà mai di strano? Voglio alleggerire il clima. Voglio portare la temperatura da –36 gradi a +2. Che per il mio termometro dei sentimenti e come essere ai tropici. Mi avvicino e mi rivolgo al fascio di luce bianca che mi inonda quando lo guardo. “Vuoi prendere un aperitivo con me?”. “Non ci penso nemmeno”, sentenzia la sua voce. Non so se lui c’era quando gli ho fatto questa domanda. Forse stava già camminando su qualche acqua o resuscitando qualche morto, o moltiplicando qualche pesce. No, cazzo i pesci no. Lo amo. Lo amo. Lo amo. Sono la sua croce? Puttana troia e allora che si inchiodi a me. Poi ci penseremo. Mi giro e torno da dove sono venuto. Sono sicuro che quello che trasmetto non è quello che vorrei. Lo so. Ma sempre dopo. Depongo la mia scimitarra, mi metto davanti allo specchio per uscire per sempre dalla sua visuale e capisco che quel bastardo di Cupido mi ha rifilato delle frecce avariate. Fanculo anche a lui. Mina, di cui la mia collega ha il numero di cellulare, ma lasciamo perdere, canta: “Ti ho trovato un giorno sotto casa e mi hai detto scusa senti io non penso ormai che a te dimmi solo se hai voglia di un momento insieme a me o io posso sparire adesso una foglia che alza il vento”. Ecco, in quel cesso di spogliatoio mi sono sentito la foglia che se ne sta andando a fare in culo, alzata dal vento. Poi, però, mentre nudo come un topo di fogna mi spalmo la crema, lo vedo allo specchio e sento: “Ciao Alberto”. A quel punto mi giro, almeno credo, e vedo di nuovo la luce. Accecato sibilo anche io un saluto. Ave, Maria...(senza accento, in questo caso). A quel punto contemporaneamente: mi vesto, sbatto tutto dentro la borsa, controllo di non aver dimenticato nulla, faccio le scale, accendo la moto, esco dalla palestra. Trafelato aspetto di ricompattarmi. Poi, mi guardo in giro. Ma lui non c'è. Non mi sta aspettando. Se ne è andato. Sono talmente pirla che mi illudo che mi stia spiando da qualche parte. Mi faccio tenerezza da solo. Purtroppo. Nano nano.
martedì, ottobre 17, 2006
...ma chi veste H&M non è coglione
Due cagate in due sere è troppo. Anche per chi è in versione pulp. Anche per chi è in versione "non me ne fotte nulla di niente" anche per chi ha paura di volare. C'entra nulla ma ci sta da dio. Il diavolo veste Prada e Scoop. Il primo non ho capito dove e perché faccia ridere. La battuta più bella rimane: "Ma Gabbana si scrive con due b?", tanto improbabile quanto divertente. Il resto è un tritacarne di banalità che cominciano con la prima apparizione di lei Anne Hathaway, ovvero la Julia Roberts dei poveri che poi alla fine diventa l'Elisabetta Gardini dei benestanti. Immaginatevi il cambiamento. Da toccarsi i coglioni appena si trasforma. Meryl Streep sembra la caricatura di Glenn Close quando interpreta Crudelia DeMon ne La carica dei 101. Vedete un po' voi il risultato. Non commento i dialoghi. Le seicento signorine della moda, appena sbarbate per l'occasione, che erano lì imbambolate davanti al megaschermo, sicuramente avrebbero fatto molto meglio. Anche a domandarle una battuta a testa. Sorvolo sulla trama che è la stessa identica cosa che hanno fatto gli sceneggiatori. Mi sa. Scoop invece è la versione liofilizzata dell'altra semi minchiata che ha diretto l'anno scorso Woody Allen: Match point. Con la differenza che qui la vista sul Tamigi, la casa e lo sguardo di Jonathan Rhys-Meyers, il fratello gemello separato alla nascita di Monica Bellucci, valevano i sette o otto euro spesi. Il culone sformato della 21enne Scarlett Johansson, un po' meno. Allen, poi, sembra sempre di più Oreste Lionello che probabilmente non si è limitato solo a doppiarlo ma lo ha sostituito in tutto. Interpretazione e scrittura compresa. Che la regia sia di Pingitore e nessuno ce l'abbia detto? Bah. Non sapete cosa fare? Bene. Rimanete nel dubbio e poi andate a letto. Il diavolo vestirà anche Prada, ma questo non significa che chi veste H&M sia coglione. Nano nano(nella foto, Jonathan Rhys-Meyers)
giovedì, ottobre 12, 2006
Nulla in direzione nord
Non ho capito come si fa a pubblicare i link di altri blog in questo formato. Se qualcuno è capace me faccia un fischio va... Niente di nuovo in direzione nord, mi verrebbe da scrivere. Nulla di interessante. La solita noia. Il solito schifo. Il malumore oggi è oceanico. Ne ho pieni i coglioni. Di me, di tutto il mondo. Esausto si dice? Bene. Per il resto: fanculo a tutti. Viva Domiziana Giordano. Nano nano
mercoledì, ottobre 04, 2006
Spazi erotici
Ci sono luoghi più o meno erotici. E non parlo di parti del corpo. Ma di spazi, vuoti e volumi. Di luoghi fisici. Appunto. Fisici? Ok, mollo il colpo... Comunque. Essendo un uomo Mediaseeeeeet posso permettermi l'abbonamento interclub della mia palestra, che significa poter girare in tutti i club, sono 4 o 5, mi sembra, presenti a Milano. Risultato? Mi fanno cagare tutti. Ma non importa. Domenica, dopo essermi fatto un'ora di sauna, bagno turco, sala relax, fanghi, e quant'altro mi è caduto il pensiero sugli spogliatoi cercando di capire il perché alcuni sono altamente erotici e altri bassamente stimolanti. Non dipende dai soggetti che ci sono, neppure dal suono degli elastici della biancheria intima indossata o tolta che si sente e nemmeno dal fatto che alcune docce siano divise da una lastra di vetro e altre da un muro. No. non dipende da nulla di tutto questo. Eppure alcuni spogliatoi, anche vuoti, pullulano di sesso, altri zero. Perché? nano nano(nella foto penaepanico by Kiska)
giovedì, settembre 28, 2006
Vance(remo). Anzi, Vance Paul
(penaANSAepanico):“Paul Vance, paroliere della canzone di grande successo Itsy bitsy teenie weenie yellow polka dot bikini, la cui morte è stata diffusa ieri dai mass media statunitensi, è più vivo che vegeto. “In verità”, riferisce il sito Internet Rockol.it, “il defunto Paul Vance, al secolo Paul van Valkenburgh, 68 anni, di Ormond Beach, Florida, sarebbe stato solo un millantatore, e non avrebbe avuto nulla a che fare con il vero Paul Vance, settantaseienne residente sempre nel Sunshine state, ma a Coral Springs. Il vero Vance ha dimostrato la propria autenticità mostrando alla stampa i bollettini di pagamento delle royalties della celebre hit, definita dall'autore una vera e propria "miniera d'oro". Ma l’altro Vance? Come ha potuto ingannare, oltre la stampa, la propria moglie per oltre 35 anni "vendendosi" come l'autore del brano? "Mi disse di non ricevere nulla perché decise di vendere la sua parte di diritti quando era giovane", ha dichiarato la vedova incredula e "devastata" dalla vicenda: "Se quest'uomo dice di essere chi e', o e' un bugiardo o lo e' mio marito". Il "falso" Paul Vance ebbe, comunque, una carriera nell'industria musicale fin dalla giovane età.
Se vi dicono che Penaepanico è sottoterra, diffidate.Thanks. Nano Nano
(nella foto Bb, che oggi compie 72 anni, in bikini)
martedì, settembre 26, 2006
inceneritevi
"Sei una cameriera da quattro soldi". E'quello che ha detto Domiziana Giordano ad Alessandra Pirelli, lì, sull'atollo dell'Isola dei Famosi. Liftata a festa, tirata come una bandiera che resiste al suo tornado, con gli occhi che sprizzano rancore e rimpianto come la spina fa con la birra, eternamente inalberata e rabbiosa come una regina che non ha mai avuto al sua corona, è meravigliosa. Sconfitta, persa, ultima. Un po' come sono io sul mio atollo che si chiama sopravvivenza. La trovo geniale snob e testona, rissosa e puerile, sola e disperata come una vera divina. Anche la Fallaci amava stare sola, dicono le cronache. E chissenefrega se per scelta o no. "Tu devi andare affanculo". "Tu devi annullarti". "Tu devi implodere". "Tu devi incenerirti". Lo vorrei scrivere sulle mie magliette. Tutte.Oppure...si può fare come ha fatto un gruppo folk napoletano all'aeroporto di Torino, rimasto a terra a causa dell'overbooking, che ha staccato un pezzo d'orecchio a un impiegato. Immagino, non per chiedere il riscatto. "Siamo stati provocati", ha detto uno dei linciatori. "L'addetto parlando al telefono, ci ha insultati, dicendo che c'erano dei napoletani di merda che volevano partire". Geniale. Se solo il tizio del check in avesse avuto una delle mie magliette con scritto "State boni, se no vi stacco il cranio" non avrebbe perso l'orecchio. Meglio prevenire che curare. O no?... Nano nano (nella foto, Domiziana Giordano)
venerdì, settembre 22, 2006
Il fantasma
giovedì, settembre 21, 2006
What's Up, Doc?
Ok. Vagoni, treni, amori, bang bang, hurrà, 1982, cc ecc. Sai che ve dico? Che me so sfracellato la minchia. Penaepanico cambia. E diventa pulp. Pulp come fiction, pulp come polpa (o palpa...boh), pulp come pulpit (pulpito), pulp come pulpy (flaccido, ahimè) palp come "Ma pulpà ti manda sola?". Non so cosa sia successo. Forse non è successo nulla. Forse quando la strizza mi ha detto: "sa che mi annoia?", non mi è piaciuto per niente. Forse ieri avevo le mani e i piedi troppo sudati e tutto mi sfuggiva di mano. Troppo. Deve essere cambiato il tempo e ora al posto delle mani e dei piedi ho due ventose così. Serve qualcuno per sturare cessi? Sono andato all'edicola a comprare una rivista e avrei preso l'edicolante a cartonate in faccia, almeno fino a quanto, non fosse finita sulla copertina di Cronaca Vera. Direttamente, senza passare dalla tipografia. Invece mi sono detto: "respira profondamente e rilassati". "Respira profondamente e rilassati?". L'ho fatto e non lo farò mai più. Ma va affanculo. Io non conosco i buoni sentimenti, "solo sospiri e lamenti lividi viola qua e là". Come cantava quel coglione di Zero prima di farsi prete. Quante parolacce ci sono in questo post? Mi fanno schifo anche quelle. Ma sono inevitabili. La signora riceve in casa. Prima di suonare però accertatevi con non abbia il matterello (o, come dice il mio dizionario dei sinonimi matterello) in mano...Meglio se lo ha altrove...Credetemi. Mia sorella, nell'arte e nella vita, mi ha invitato al cinema. Le ho risposto: "Perfetto. non vedo l'ora di prendermela con il vicino che fa rumore con i pop corn". Nano nano(nella foto, la locandina Usa di Ma papà ti manda sola?)
ps
Chi è interessato ad avere il link del suo blog su penaepanico smolli l'indirizzo. Grazie)
Vagoni
domenica, settembre 17, 2006
Ma va?
La privacy priva di tutto....Quindi cambiamo i nomi.... Interno Mediatess (che non è la casa di mia sorella nell'arte e nella vita) a Calcagno Monzese. Mi chiamano. E' da due mesi che mi devono dire quando comincio a lavorare. A maggio vado a parlare con loro e chiedo cose ci sia d'alternativo a quello che sto facendo a Sguscia la sfitinzia. Mi offrono mari e monti. Da Merdissimo a Gladio aperto passando per tutte le baraccate che producono loro. Alla base della mia richiesta di cambio voglio solo una certezza: non andare al Tgcoma. Loro me lo garantiscono. "Ma si figuri, assolutamente no mi dicono....". Settimana scorsa mi chiamano. Fumata bianca. "Sappiamo dove sistemarla. C'è un posto tutto per lei. Sarà contentissimo. Le si apriranno nuove possibilità. Farà un'esperienza eccezionale". "Come si chiama la testata scusi?". "Tgcoma, perche?". "Ah, ecco...mi sembrava. Interessante, molto, mmhhh a saperlo rientravo a lavorare a giugno e non facevo neppure le ferie...Evviva. Che emozione. Sono tutto un brivido". Il resto della mia vita come va? Da Dio... sono innamorato pazzo, per la prima volta dopo anni. Penso tutti i momenti a lui, quando non c'è conto le ore che ci dividono, lo aspetto, non faccio nulla se lui non c'è... Nulla.. Ah, a proposito...il mio conteggio è arrivato a 216 ore. Visto che è da nove giorni che non lo vedo perché lui non mi vuole più... Nano Nano (nella foto, l'uomo non voluto)
martedì, settembre 12, 2006
Bang bang hurrà...
Ho capito. Sto capendo. Forse ci sono. Non ho capito. Non sto capendo. Non ci sarò mai. Passo da una certezza piena di albagia ad una insicurezza stracolma di timidezza. Comunque... Il problema, se è un problema, è semplice: il mio modo di amare si racchiude in una solo parola: resistenza. Amo chi mi sbatte in guerra: subito e immediatamente. Sono malato. Lo so. Ma questo è. O qualcuno mi insegna come si può amare in un clima di pace, o lascio perdere. E continuerò a trovarmi amanti armati fino ai denti, pronti a difendere il loro territorio come fottute leonesse ruggenti a caccia di carcasse per i loro piccoli. Sbranatemi. Io sono la carcassa per le vostre insicurezze. Divoratemi. Sono qui. Ma non ditemi che amare significa, per esempio, "non dovere mai dire mi dispiace" (non so perché mi è venuta in mente stà minchiata). Non ce la faccio. Non posso pensare che l'amore sia ricevere sms pieni di dolcezze, frasi sussurrate dall'altra parte del filo, rispettabili propositi vestiti a festa, encomiabili gentilezze al sapore di ammorbidente. Ci ho provato. Ve lo giuro. Non ce la faccio. Queste cose mi possono andare bene, ma solo tra una battaglia e l'altra, solo se so che subito dopo ritorno in trincea a difendermi e a sparare, a colpire il mio bersaglio per poi curarlo e rianimarlo tra le mia braccia. Sono una bestia. Lo so. E come tale non posso che amare i miei simili. Bestie accartocciate dentro la loro paura di amare. Paura. Forse è questa la droga di cui ho bisogno. Forse solo quando ho paura la mia mente lancia scariche di adrenalina che mi inebriano, mi eccitano, mi animano, mi fanno volare. Lo so. Sono all'inferno e le ali, ogni volta, si bruciano facendomi cadere a terra tramortito. Ma ogni volta riesco sempre a farcela. E rantolante cerco un altro pusher in elmetto e pantaloni mimetici. Bang bang hurrà. Nano nano
lunedì, settembre 04, 2006
la signora riceve in casa
La signora cantava il blues, strimpellava qualche annetto fa FossatiIvano. La signora riceve in casa proclama ora PanicoePena. Stop. Si gira pagina. Me volete incontrà? Mandate la vostra richiesta a penaepanico@hotmail.it. Con foto annessa se è la prima volta. Me volete sentì? Andate su skype e digitate penaepanico. Me volete vedè? Sempre hotmail con richiesta di cam. Niente di male no, se non ho più tanta voglia di trascinare le ossa in locali noiosi e fastidiosi come tanti abbinamenti cromatici che si vedono in strada addosso alla gente?. Basta orpelli. Andiamo alla sostanza. Alle 17 c’è il tea. Alle 19 l’aperitivo. Alle 21 si mangia. Alle 23 si beve qualcosa. A casa Penaepanico. Fuori non lo so e neppure mi interessa. La signora riceve in casa. La signora è esausta. La signora deve pensare al suo botox scaduto. La signora non ha più l’età (pur essendo giovanissima, per carità). La signora ne ha pieni i coglioni. Non facciamone una tragedia. Per carità… Il prossimo step va da sé: la signora è murata in casa. Nel frattempo preparo i mattoni. Ah, per il muratore pensateci voi. Nano nano (nella foto, la signora che riceve in casa)
domenica, agosto 27, 2006
Sydney. Taormina. Rimini. Giglio. Banca
sabato, agosto 05, 2006
coming out (tardivo)
"Carissimi
vi scrivo, ma leggete tutto questo con molta ironia, vi prego, prima che questa farsa si trasformi in qualcosa di grottesco. So che sapete. So che non chiedete per rispetto. So che mi sono anche rotto il cazzo. So che non vi ho mai detto nulla per una semplice pigrizia mentale. Comunque alla domanda: “Sei frocio?”, tranquillamente rispondo “Sì”. Hai un fratello frocio, sorella mia…. Fattene una ragione, va. Ma tanto non credo che nessuno si meravigli. Il mio vero coming out l’ho fatto quando ero con Laura e spesso ci chiedevano: “ma siete fratelli?” Bazzecole ormai. Ho le spalle larghe anche se qualcuno non se ne è ancora accorto. (...)"
Breve, rapido, chiaro. Grazie sorella vera. So che mi capisci perfettamente. L'unico errore che ho fatto è di darti l'indirizzo di questo blog... Mi sa....
Nano nano
venerdì, luglio 28, 2006
Sviluppi imprevisti (dentro di me)
Sudo. Ho caldo. Come tutti del resto. Immagino. Stanotte ho dormito da cani. Il jet lag. Ma non è vero... Non è il jet lag. Sogno. Vorrei tante cose. Mi sento più forte di prima. Non è vero. Ma chissenefrega. Ho Sydney nel cuore. Vele nella retina. Emozioni dentro il corpo. Pulsa tutto all'unisono. Anche il mio cervello. Il sangue arriva e si porta con se tutte le disperazioni che incontra. A volte non vanno d'accordo, credo. "Ciao io sono disperazione da: 'vorrei avere ma non ho', tu chi sei?". "Io sono disperazione da: 'devo fare la spesa ma non ne ho voglia'". "Beh, io sono più importante di te, scusa ma mettiti dietro...". "Guarda che se quello non mangia andiamo tutti a fare in culo", dice grezzamente disperazione da spesa che è più furba dell'altra. "Ok, allora stai davanti....e io aspetterò il turno", dice goffamente disperazione da vorrei avere ma non ho. Lei effettivamente non ha molto cervello. E per quello che rimane sempre per ultima. Non avrà mai soluzione se non si dà una mossa. Credo. Va be...Gita a Milano2. E' venuta finalmente a trovarmi mia sorella nell'arte e nella vita. "Qui c'è il Tg4, qui Studio Aperto, qui il Tg5, qui Striscia, qui il cesso che è la cosa più interessante". Poi siamo andati a bere l'aperitivo in centro. Il cameriere ha qualcosa che mi piace. Ci è simpatico. Ad agosto rimane a Milano. Anche io.
Virginie e Kiska questa foto è per voi. Il vostro libro ha toccato l'Australia. Il tuo racconto me. Il boomerang entrambi.
nano nano.
(Nella foto il libro Sviluppi imprevisti, tra i boomerang all'areoporto di Sydney)
giovedì, luglio 27, 2006
Vienna, 27th of july
Penso a Cairns, al mio cow boy che la mattina alle 8 si è presentato al bar per dirmi “ciao, a presto”, al suo collo rugoso, alle sue mani ossute, alle sue esclamazioni monosillabiche (mh, oh, ah,)espresse all’ambulante di una bancarella mentre gli spalmava su un braccio olio e sull’altro crema e gli spiegava in dettaglio le specificità. Penso a tim che quando l’ho salutato si è commosso ed è fuggito dietro il bancone del bar dove lavora, mentre io lo guardavo con una dolcezza da spot pubblicitario. Penso a mel, la ragazza inglese da cui ho vissuto, che si è messa a piangere mentre salivo sul taxi che mi avrebbe riportato da dove sono venuto (da dove sono venuto, per altro, da una fogna che si chiama Milano d’estate?). Penso a me al bar la sera prima ad ingollare gin tonic e birre con vanessa, l’amica lesbica di mel, che mi guardavo intorno e mi chiedevo: “ma questo è proprio quello che vuoi?” Penso a tony che mi ha chiesto quando torno a Milano per passare una serata di quelle che dice lui, penso a dario che vuole sapere quando finirà la mia vacanza, a paolo che mi aspetta a torino, a mia sorella che vuole che la porti via, a simone che mi dice che vorrebbe aver più tempo per me, ad avreivoluto che mi mandato un tenerissimo sms qualche settimana fa, ad alessandro che mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere rivedermi quando rientravo dalla vacanza. Penso a kiska che non ho mai visto ma è come se la conoscesi da una vita, a giorgio che mi legge tutte le mattine, a baronetto e alle sue cose meravigliose che mi scrive, a paciugo e tutti quelli che passano di qui. Penso a betty, francesco, roberta e laura che mi aspettano in sardegna, toscana, romagna e trentino. A lui che non ci sarà mai più nella mia vita come vorrei io. A tutti gli altri che entreranno, e ancora non lo sanno. Penso a quelli che mi passano vicino e non conosco. Penso alla ragazza americana di 21 anni conosciuta in aereo che tornava a casa sua dopo 5 mesi di Australia. A jeff (o charls, o daniel, o giuseppe) che ha confessato a aaron (il ragazzo figo che vive a casa di Mel) che sono stato il primo uomo della sua vita (puttana eva, na botta de culo ha avuto il povero). A tutti quelli che ho sfiorato senza sapere i nomi. Al ragazzo della palestra che mi ispira tanto sesso. Agli amanti milanesi incontrati per casa (mia). Alle serate che non voglio più fare… a tutti quelli che mi hanno amato. Penso a tobia che adesso è al mare aggrappato a sua madre e al salvagente. Di nuovo a tim che mi ha appena chiamato per dirmi che a Sydney il tempo è stupendo... Penso a me, in a mezzo a voi e sorrido. Grazie di esistere. (Non ce l’ho fatta….troppo ruffiano sto post). Nano nano
mercoledì, luglio 26, 2006
Sydney, 25th e 26th of july
PS
Kiska...fatto...
lunedì, luglio 24, 2006
Cairns, 24th of july
ps Genietto del male ha spostato la data di ritorno... Non ci vedremo mai piu' amici miei...
domenica, luglio 23, 2006
Cairns, 23th of july
sabato, luglio 22, 2006
Cairns, 22th of July
venerdì, luglio 21, 2006
Cairns, 21th of july
giovedì, luglio 20, 2006
Sydney, 20th of july
mercoledì, luglio 19, 2006
Sydney, 18 and 19 of july
lunedì, luglio 17, 2006
Sydney, 16th and 17th of july
Cioè domenica e lunedì. Con questa storia del fuso orario non ho ancora capito nulla. Punto uno: domani chiamo per vedere se rieseco a spostare il volo di ritorno. Punto due: venerdì vado al nord, cioè al caldo, per quattro giorni. Il nome del posto non me lo ricordo qualcosa come Cans.Chissenefotte mica devo guidare io l'aereo e leggere le indicazioni. Punto tre: continuo a essere cagato solo da cessi. E anche in grande quantità. Porca troia. E' bello tagliarsi barba e baffi e accorgersi che nessuno ci ha fatto caso. Cosa che ho letto come: "sei talmente figo che non importa se hai peluria o meno in faccia....". Tacete. Coglioni. Domenica sera mi trascinano alle ore 5 di pomeriggio in un pub. Serata gay. Fuori dalla tristezza di Oxfort street, sta orribile zona (ma l'ho capito solo dopo due settimana) piena di locali per turisti con Spartacus sotto il braccio, e mi rendo conto che gran parte delle persone le ho già incontrate o la sera prima o in palestra. Na botta de vita.... Tra i tanti che pullulano in questo bar c'è anche un argentino, accompagnato dal fidanzato che ha conosciuto in chat due giorni prima, assomigliante a un tipo che ho beccato al plastic quest'inverno, con cui mi scambio il numero di telefono. Carino. Con una faccia di cazzo che la metà basta. Per questo mi è simpatico. Altro da dire? Oggi sono stato a vedere la biennale d'arte e alcune opere non sono nulla male. Tra cui questa nella foto. Sono infinite statuette in terracotta fatte fare da gente che il tizio ha incontrato durante 15 anni. Quando ho visto l'istallazione (tra l'altro situata in una specie di darsena risistemata e trasformata in un museo vicino al mare) ho pensato: "Ma io non avrei mai avuto la pazienza di metterle tutte in piedi una vicino all'altra". Ma cosa vuol dire? E che ne so... Ok vado a nanna, come dice mia sorella nell'arte e nella vita qui a Milano è notte. Lì a Sidney come butta? Domani mattina devo essere pimpante che genietto del male (alias penaepanico), che fa male solo a se stesso, ne sta combinando un'altra. The neno neno.
(nella foto, Asian Field di Antony Gormley)
domenica, luglio 16, 2006
Sydney, 15th of july
venerdì, luglio 14, 2006
Sydney, 13th e 14th of july
"......
Sono carne in mezzo alle macerie
voi le macerie
tra un fiore di loto
decido io cosa fare
decido io dove andare
decido io da quale parte stare.
Ora sono una cicala
e spreco il mio corpo
sulle vostre mani
.........."
E così accontento anche Heather. "Delle cicale cicale cicale cicale, della formica che invece non cica le mica...." The neno neno. Alla prossima.
giovedì, luglio 13, 2006
Sydney, 12th of july
mercoledì, luglio 12, 2006
Sydney, 11 th of july
Tutto bene. Anzi no. A pensarci attentamente però sì. Qui è bellissimo. Davvero. Certo, se avesssi lasciato dietro di me il paradiso al posto dell'inferno... La mente va... Non riesco a controllarla... Ma è giusto così. Sono a due passi dal giardino botanico: a destra il sole che tramonta a sinistra ho la luna che arriva. Il cielo è terso. I turisti scattano foto. Il vento mi entra negli occhi e ferma le mie lacrime. Di gioia. Probabilmente. Sono qui. Sono io. Riconosco tutti i pezzi. Sono i soliti, del resto. Il mio corso d'inglese è una bomba. Le persone con cui condivido 4 ore ogni giorno mi sono simpatiche. Spiaccicassi quattro parole in più sarebbe meglio. Ma va bene così. Ho scarpinato come una bestia e alle 10 di sera precise precise mi sono addormentato. Giornata tranquilla. Ordinaria. Normale. Come vorrei essere io. Come sono io, in fondo. Non ho ancora capito se mi farei sbattere da un giapponese per almeno una nottata o no. Spero di risolvere il dilemma entro breve. Perché a me sti nipponici in fondo mi hanno sempre ispirato.... Va beh, domani ho qualcosa a cui pensare. The neno neno
lunedì, luglio 10, 2006
Sydney, 9 and 10th of july
Ore 3 del mattino. Sveglia per andare a vedere la partita. A Leichhardt. Il solito quartiere latino. Le due strade principali pullulano di bar ancora aperti, accessibili solo se si paga l'ingresso, (italian do it better), dotati di maxi schermi al cardiopalmo. Soprattutto quando si arriva ai rigori. La ragazza vicino a me, che peserà 86 chili e sarà alta un metro e cinquantacinque, grida: "Fate li corni, fate li corni". Io sorrido, mentre mi mangio le unghie e penso: "Vorrei che Zidane mi riempisse di testate, così...tanto per... Lo amo". Ad un certo punto sento che qualcuno sospetta che tifi per la Francia. Semplicemente perché conscio di quanto giochino meglio degli italiani, temo che ogni volta che sono nella nostra area facciano goal. Non sarà così. E Leichhardt, come l'Italia con i suo satelliti in giro per il mondo, esplode. Mi dispiace non essere a Milano. In queste occasioni, mi dispiace. Davvero. Penso ai miei amici che si stanno sgolando, mi viene un po' di magone. Penso al mondiale del 1982 quando avevo 15 anni (ora però ne ho 34...non si capisce perché). Ma il cellulare aiuta... Viva l'Italia. Viva sti quattro stronzi di azzurri. E soprattutto "facciamo li corni". Quelli che io non ho fatto prima di mettere piede nella mia scuola popolata praticamente solo da studenti giapponesi. Anzi, no. Ci sono anche 2 brasiliane e un brasiliano... Di cui non parlerò. Dio mi sta già punendo abbastanza...porca troia. Ultima minchiata poi vado a nanna. Sono andato in palestra. Ambiente, direi, interessante. Ma sto cambiando... Non voglio più piacere a tutti e a tutti i costi... Sto camb.... Mi sto sforzando di farlo. Domani vorrei anche cominciare le visite culturali... Culturali? Oh Madonna... Che fatica cambiare. The neno neno
Sydney, 8th of july
sabato, luglio 08, 2006
Sydney, 7th of July
Sono le tre del pomeriggio e sto ancora dormendo. Mi sveglio e ho la bocca impastata da troppe sigarette e birre ingollate. "Sono solo. Sono ancora solo", penso. Qui, a Milano, ovunque. Anche se ieri notte non lo sono stato. Ma lì è facile non esserlo. Troppo facile. Mangio una zuppa di verdura con lei, la ragazza dai capelli rossi che alla fine mi ha offerto di rimanere in questa splendida casa, situata nella parte più splendida della città, abitata da tre inglesi (lei, appunto e altri due di cui uno, ma me ne accorgerò solo domani, ispira a mille). Quello che volevo trovare prima di partire. Il mio ideale di convivenza. "I'm a lucky man" le ho detto mentendo spudoratamente. Ma forse neanche tanto. La mia stanza è una sorta di ripostiglio ricavato nell'angolo del loft. Molto radical chic. Poco chic e molto radical come mi ha suggerito lei. Giornata splendida. Il cielo è azzurro. Dopo la zuppa di verdura vado al solito Hyde Park. Devo inventare un test per un lavoretto che mi hanno chiesto in Italia. Mi siedo su una panchina. Non è che voglio raccattare ad ogni costo, ma in questa città fa molto meno freddo fuori casa che dentro. Puttana eva. Mi perdo nel mio Ipod. Mi perdo a rileggere le cose che ho scritto in questi giorni. Mi perdo negli occhi degli australiani. Mi perdo, ma nessuno viene a cercarmi. Chissenfrega. La sera raggiunggiamo un gruppo di amici in un locale stupendo con terrazze, verande e sale su diversi livelli. Stringo non so quante mani. "Hi, my name is Alberto. How are you?" e via con l'abc dell'inglese. Ricomincio a bere. Di colpo ritorno a parlare nella loro lingua. Incastro una ragazza che ha visssuto in Germania e le biascico, mentre passo con disinvoltura dalla prima alla seconda e poi alla terza birra, di tutto. Nulla rispetto ai loro standard. Sono sconvolto da quanto trincano questi. Uomini e donne senza differenza. Se avessero i marsupi li userebbero per cacciarci dentro birre fredde e barman ponti a preparargli cocktails di ogni tipo. Sono felice. Mi guardo in giro. Mi piace. Soprattutto un suo amico. Va beh....ma questo è un altro discorso. "Non vedo l'ora di togliermi da dosso questo fottuto sonno", penso prima di risalire sul taxi in direzione casa mia. Ora lo posso dire. The neno neno (Virgine, solo quando ho visto il boomerang ho capito... E tre giorni che mi arrovellavo e dicevo: "Mah...").
venerdì, luglio 07, 2006
Sydney, 6th of July
mercoledì, luglio 05, 2006
Sydney, 5th of july
Ho la testa in giù. Come mi ha scritto mia sorella. Sydney è dall'altra parte del mondo. Fa freddo. Soprattutto nelle case che non hanno riscaldamento. Ho voglia di lei. La voglio sentire mia. Cammino per Hyde Park. Sono appena arrivato. Il sole se ne sta andando. A differenza dello sguardo di un ragazzo biondo dagli occhi azzurri che non mi vuole mollare. Lo faccio io. Sono troppo stanco per dare ossigeno alle mie solite malefatte sentimentali. Non riesco mai a stare sul dolore. Neppure questa volta che è più forte del solito. Non riesco. Non ce la faccio. E' la mia difesa. Sopravvivo. Forse è per questo che non riesco a volare. Amen. Mi sento più forte. Non so perché. Mi sento pronto a divorare questa città di grattacelli e night club, di spiagge congelate e saune per soli uomini. Domani vado in palestra. Comincio da lì la mia corsa. Ieri mattina mi sono svegliato alla 5 e ho raggiunto Leichhardt il quartiere italiano dove sono stati messi dei maxi schermi per seguire la partita Italia Germania. I miei occhi sono stati rapiti per 1 minuto da un ragazzo giovane, ricciolo e con gli occhi neri come il carbone. A un certo punto ha detto qualcosa al suo amico, e lì ho scopro che sono italianissimi, del tipo: "quello con la giacca di pelle mi sta fissando mi ha preso per finocchio?". E l'altro gli risponde: "Finché non ti bacia lascialo fare", o qualcosa del genere. Poesia, per le mie orecchie da mesi abituate ad altro. Viva l'Italia. Viva Totti. Viva i canguri con l'accento calabrese. The neno neno è tornato. Hip hip ultrà(nella foto, festeggiamenti a Leichhardt)
venerdì, giugno 30, 2006
Vero sorellina?
Fuori si schiatta. Dentro si muore. Il caldo mi fa mancare l'aria. Quello che ho dentro il respiro. Sono abituato alle mie estati torride. Peccato che non bruciano mai tutto. Cosa mi metto nella valigia per andare a Sydney? Sto facendo la cosa che più amo fare: sfidare me stesso. Le mie paure, le mie insicurezze. La mia voglia di fare e disfare contemporaneamente prende una pausa di circa un mesetto. Me ne vado nella terra dei canguri con l'idea di non vederne neppure uno. Odio la natura e gli animali. Se ad un certo punto comincio a scrivere in inglese significa che mi avete perso. Non succederà. Purtroppo. Ok. In fondo sono fortunato: non parto mai solo. Ci sono anche loro: pena e panico. So già cosa mi aspetta: passerò i primi tre giorni a piangere e poi di colpo comincerò a stare bene. Lo faccio sempre. Anche quando mi sposto da Milano a Brescia. Poi, superato il jet lag, la depressione da arrivo, quella da abbandono, e circa altre 32 patologie non ancora individuate dalla medicina contemporanea comincerò a rilassarmi e a chiedermi: Ma cosa ci torno a fare a Milano? Sono un inferno... Vero sorellina? nano nano
giovedì, giugno 22, 2006
Bugie
lunedì, giugno 12, 2006
C'è il nulla. Si parte
(da Agua Viva, di Stella Fraga Simpson. Edicion Copa Cabana)
martedì, giugno 06, 2006
Nanos nanos
Vedere Carmen Maura che fa la nonna è un colpo per chi come me è cresciuto sotto le grida di donne al bordo di un attaco di nervi (eravamo nel 1988). La stessa cosa è successa quando quest'anno ho visto Jessica Lange, per me rimasta per sempre sospesa sulla punta dell'Empire per mano dello scimmione, riportato sul grande schermo nel 1976, in Broken Flowers dove fa una delle donne del tizio protagonista. Un colpo quando Carmen Maura appare con i capelli lunghi, opachi, bianchi, le mani rugose e il viso segnato. Quanti cazzi di anni sono passati? Ho pensato. Volver. Un'altra poesia di Almodovar. Un'altra storia di donne raccontata con la solita leggerezza del regista spagnolo che sfiora temi pesantissimi e te li soffia addosso come tanti coriandoli colorati. Ognuno con un dramma appesso. Come gli amori di Traslocando. Una poesia che si racchiude tutta in una frase. Quella finale che recita: "I fantasmi non piangono". Come dire: se ci sei, se vivi non puoi evitare di piangere. E si esce dalla sala con tanta, tantissima voglia di sciogliersi in lacrime. E non importa se non si fa perchè si ha paura a farsi vedere. Ieri ho scoperto la mia patologia. Sono ego timido. Che è come dire autistico ipercinetico. Credo. Va beh... lasciatemi piangere. Che oggi sono felice. Nanos nanos(nella foto, Penelope Cruz in Volver)
mercoledì, maggio 31, 2006
Mi vedo
giovedì, maggio 25, 2006
Chiuso per inventario
Melanie Moore a Markette parla di scarpa e vagina. Su ItaliaUno quelli di Lucignolo stanno facendo il solito viaggio nel mondo della notte tra sesso a pagamento, corpi da masticare avulsi da diete e chirurgia estetica. La voce fuori campo parla di carne che si vende. Anche io, come gran parte del mondo, vendo la mia al mio datore di lavoro. Ma nessuno grida allo scandalo. Nessuno viene qui con una telecamera a sbirciare la mia vetrina. Chiuso per inventario. Eterno. Nano nano. (Nella foto, Macelleria, Annibale Carracci, 1580)
venerdì, maggio 19, 2006
Le fil rouge
"Io odio l'estate. Tornerà un altro inverno. Cadranno mille petali di rose. La neve coprirà tutte le cose e forse un po' di pace tornerà....". Sudo. Sento le zanzare. Sotto il piumone del letto, che non ho voglia di togliere, fa un caldo bestia. E di toglierlo per due fetide lenzuola non mi viene neppure in mente. Almeno ora. Ci siamo. Inizio a dormire male, senza abbracci, a non avere voglia di uscire, di finire le giornate a guardare dal terrazzo il cortile interno del palazzo dove abito e pensare: "Dio bono, un'altra estate, altri mesi grondanti di sudore a dire che cazzo ci faccio qui a Milano, perché non sono ai tropici, ad Ibiza, in un dammuso pantesco a fottere come una puttana con la persona che amo". Sì, d'estate dormo da cani e odio uscire. Troppo vociare per le strade. Troppe ali nell'aria. Troppe domande a cui rispondere. Oggi mi arriva un sms che mi chiede educato: "come va?". "Bene", rispondo. "Ho appena trombato. Ed essendo sesso dipendente e vuoto come un otre appena mi riempiono ritrovo il sorriso. Il dramma è quando finisce l'effetto. E tu?". Pochi minuti dopo ne arriva un altro simile. Digito: "Bene. Come sempre. Mi sembra di essere in mezzo ad una piazza fermo e davanti a me un dedalo di strade. E io che non so quale mi piacerebbe prendere. Neanche quale prendere. Ma quale mi piacerebbe prendere. Per il resto da dio. Il problema è che non ho capito bene cosa sia il resto. Ti voglio benissimo...". Non mi ha ancora risposto. Deduco che abbia fatto una pennica prima di arrivare in fondo. Come biasimarla. Con 1982 abbiamo parlato di sogni, di amori ideali, di principi e principesse scarlatte con sotto la tutina azzurra. Fino a poco tempo fa volevo farci entrare in questa smilza tutina azzurra gli amori distratti e caracollanti che mi passavano accanto e che catturavo all'ultimo momento. Ora non faccio altro che sistemare, allargare, plissettare, questo dannato cencio scolorito affinché chi ho vicino ci entri e si senta coperto. Protetto, avrei detto in un altro momento. Ma mi sa che i risultati sono gli stessi. Vacui, inani, vuoti. Un po' come me, forse. Noi siamo il fil rouge della nostra vita. Ecco perché gli unici che hanno capito tutto sono Dolce e Gabbana. Oggi (ieri) è il compleanno di mia sorella nell'arte e nella vita. Ha ricevuto un mazzo di fiori. Ed è tornata rabbiosa. Ed è il regalo più bello che poteva farmi. Lei a me. Ovviamente. Essendo il suo compleanno. Senza di lei la mia vita sarebbe una merda. Non mi stancherò mai di dirlo. A proposito di compleanni , è venuto in mente che il mio è ad agosto. Agosto. Che è estate... nano nano
lunedì, maggio 15, 2006
Artisti carogne
Periferia di Milano. Nord. Nord-est per la precisione. Bicocca. Che detto così fa molto quartiere romano. Sabato pomeriggio. Fa caldo. C'è una brezza primaverile che quando ti soffia addosso sembra che si porti via tutte le nefandezze che hai dentro. Non è così. E' un vento bastardo capace di ingannarti ogni volta. Quintali di mattoni e cemento vestiti di nuovo sostengono a fatica un'area urbana rivalorizzata a suon di tecnigrafi e frasi ad effetto. Qui ci sarà il futuro. Qui ci sarà il domani. Qui ci sarà sempre il sole. Qui ci sarà eternamente la bella stagione. Dicevano. Non so se è così so solo che è sabato pomeriggio. Fa caldo. C'è una brezza primaverile che quando ti soffia addosso sembra che si porti via tutte le nefandezze che hai dentro. Ma in giro non c'è nessuno. Neppure intorno al gigantesco contenitore di schermi. Vicino, carcasse di fabbriche abbandonate, alte, grandi, vuote e buie. E alberi. Alberi che hanno visto passare sotto le loro fronde migliaia di esseri umani pronti a sacrificarsi per far crescere un sogno. Lo stesso che diceva: questo è il futuro. Questo è il domani. Questo è il sole. Questo è la bella stagione. Ora, cioè domani, uno di questi parallelepipedi infiniti è diventato una galleria d'arte. Contiene mostre, vernissage, esposizioni. Prima conteneva mani sporche, tute da lavoro, acciaio e corpi sudati. A questo punto, forse ha ragione Marx. Forse il signor Cipputi è un artista e forse la storia delle grandi metropoli lo sta confermando. Del resto finora non è mai successo il contrario: nessun museo si è mai trasformato in una fabbrica. Artisti carogne tornate nelle fogne. Potere operaio. Nano Nano(nella foto, Università degli studi di Milano, Bicocca)
venerdì, maggio 12, 2006
Voglio i tuoi occhi
"...Per tornare a noi, ogni tanto capita di non fidarsi più, le persone si trasformano, nella tua mente in marionette, come pupazzi, ai quali fai eseguire i movimenti che vuoi. O meglio, le tue paure muovono queste marionette, questo tuo teatrino interiore, secondo una sceneggiatura preordinata, che termina puntualmente con la realizzazione del tuo dramma preferito: scomparire dalla faccia della terra. Così, prendendo coscienza di questo, capita che io ti trasformi in un burattinaio sadico e ti odi. Ma poi tu torni a consolarmi, mi capisci e mi ami; e poi guardo i tuoi occhi, in fotografia, rassicuranti come l'ultima volta. Stringo un patto con il diavolo, voglio i tuoi occhi, di nuovo e a tutti i costi. Fumo una sigaretta per sancire questo patto, amore mio, ma poi scopro atterrito, che sei tu il diavolo...". Pier Vittorio Tondelli, Camere separate, 1989.
(Nella foto, Robert De Niro interpreta Louis Cyphre in Angel heart, 1987)
lunedì, maggio 08, 2006
Atrapado
..."Atrapado, moribundo con esta gana de bailar contigo....Dame jaleo aleo aleo aleo oooo"... Sono stato al concerto di Ricky Martin. Solo il giorno dopo mi sono ricordato che canta. Mica mi ero accorto durante il florilegio di movimenti di braccia, collo, gambe, bacino, pettorali, muscoli a cui ha assistito lo strapieno DuchForum di Assago. Rapito dal portoricano devo avere annullato tutti i miei sensi per concentrarmi sull'unico che meritava di essere lì con me: la vista. Comunque.... Dopo la Cucca è arrivato Ricky. Per fortuna Cristina D'Avena non è in tour... Ieri pomeriggio c'è stato quel convegno sugli anni '80. A parlarne c'eravamo io (penaepanico), Ivan Cattaneo, Max Novaresi, Francesco Specchia (Libero) e Luca Dondoni (La Stampa). Che detto così fa molto Bulgaria. Replay, che c'era, mi ha confidato che avrebbe voluto chiedere: "il fatto che il 60 per cento di voi sia gay a qualcosa a che vedere con il decennio che state rappresentando?". E io ho pensato: "60%?". Sono un ingenuo dal cuore d'oro che fa il duro per non morire. Forse come lo è 1982 che qualche giorno fa mi ha mugugnato: "...non vedi che sono solo un bulletto di periferia?...". Non posso stare senza di lui. Nano Nano(nella foto, Ricky Martin con il suo personal trainer)

