giovedì, settembre 28, 2006

Vance(remo). Anzi, Vance Paul

(penaANSAepanico):
“Paul Vance, paroliere della canzone di grande successo Itsy bitsy teenie weenie yellow polka dot bikini, la cui morte è stata diffusa ieri dai mass media statunitensi, è più vivo che vegeto. “In verità”, riferisce il sito Internet Rockol.it, “il defunto Paul Vance, al secolo Paul van Valkenburgh, 68 anni, di Ormond Beach, Florida, sarebbe stato solo un millantatore, e non avrebbe avuto nulla a che fare con il vero Paul Vance, settantaseienne residente sempre nel Sunshine state, ma a Coral Springs. Il vero Vance ha dimostrato la propria autenticità mostrando alla stampa i bollettini di pagamento delle royalties della celebre hit, definita dall'autore una vera e propria "miniera d'oro". Ma l’altro Vance? Come ha potuto ingannare, oltre la stampa, la propria moglie per oltre 35 anni "vendendosi" come l'autore del brano? "Mi disse di non ricevere nulla perché decise di vendere la sua parte di diritti quando era giovane", ha dichiarato la vedova incredula e "devastata" dalla vicenda: "Se quest'uomo dice di essere chi e', o e' un bugiardo o lo e' mio marito". Il "falso" Paul Vance ebbe, comunque, una carriera nell'industria musicale fin dalla giovane età.
Se vi dicono che Penaepanico è sottoterra, diffidate.Thanks. Nano Nano
(nella foto Bb, che oggi compie 72 anni, in bikini)

martedì, settembre 26, 2006

inceneritevi

"Sei una cameriera da quattro soldi". E'quello che ha detto Domiziana Giordano ad Alessandra Pirelli, lì, sull'atollo dell'Isola dei Famosi. Liftata a festa, tirata come una bandiera che resiste al suo tornado, con gli occhi che sprizzano rancore e rimpianto come la spina fa con la birra, eternamente inalberata e rabbiosa come una regina che non ha mai avuto al sua corona, è meravigliosa. Sconfitta, persa, ultima. Un po' come sono io sul mio atollo che si chiama sopravvivenza. La trovo geniale snob e testona, rissosa e puerile, sola e disperata come una vera divina. Anche la Fallaci amava stare sola, dicono le cronache. E chissenefrega se per scelta o no. "Tu devi andare affanculo". "Tu devi annullarti". "Tu devi implodere". "Tu devi incenerirti". Lo vorrei scrivere sulle mie magliette. Tutte.Oppure...si può fare come ha fatto un gruppo folk napoletano all'aeroporto di Torino, rimasto a terra a causa dell'overbooking, che ha staccato un pezzo d'orecchio a un impiegato. Immagino, non per chiedere il riscatto. "Siamo stati provocati", ha detto uno dei linciatori. "L'addetto parlando al telefono, ci ha insultati, dicendo che c'erano dei napoletani di merda che volevano partire". Geniale. Se solo il tizio del check in avesse avuto una delle mie magliette con scritto "State boni, se no vi stacco il cranio" non avrebbe perso l'orecchio. Meglio prevenire che curare. O no?... Nano nano
(nella foto, Domiziana Giordano)

venerdì, settembre 22, 2006

Il fantasma

Alberta Marzotto, amica di mia sorella nell'arte e nella vita, parla di "fantasma dell'uccello" e "vibratori" sulla colonna del suo Pailettes sulle pagine di Affari e finanza (ogni lunedì con La Repubblica). Palestra. Oggi pomeriggio. Spogliatoio maschile. Dove vado io, per altro. Davanti a me un uomo in slip. Guardo bene e mi cade l'occhio sulla svolazzante maglietta della salute che spunta dalla scosciatura delle mutande. "O madonna. Ma questo ha la maglietta delle salute incastrata a modi pop-up dentro le mutande", penso. E mi è viene in mente quante volte ho visto uomini ravanarsi la minchia per far sì che la canottiere s' avvolgesse intorno all'uccello come una sciarpa intorno al collo. Dimostrazione empirica del fatto che il maschio è proprio una testa di cazzo. Io odio quelli che si infilano, a forza, cose dentro le mutande. A meno che non si tratti di mani. Sono lì belli impegnati a tirare la canotta, o T-shirt che sia, fino a renderla trasparente, e finchè non spunta fuori dal sotto a modi gonnellina. Mi fanno vomitare. Ma certo. Sono retaggi infantili di quando le mamme, per coprire la pancina, saldavano la canottierina alle mutandine. Sì ma si cresce....si cambia....ci si trasforma...belli miei. Su... Siete grandi ormai. Magari la mammina è anche sotto terra. La vecchiaia, ovviamente. Pensa la scena: togli le mutande ad uno e si srotola dalla maglietta, immagino, ingiallita il, magari, flaccido uccello. A modi, fantasma. Appunto. Bleh... Brave mamme...continuate così..... nano nano

giovedì, settembre 21, 2006

What's Up, Doc?

Ok. Vagoni, treni, amori, bang bang, hurrà, 1982, cc ecc. Sai che ve dico? Che me so sfracellato la minchia. Penaepanico cambia. E diventa pulp. Pulp come fiction, pulp come polpa (o palpa...boh), pulp come pulpit (pulpito), pulp come pulpy (flaccido, ahimè) palp come "Ma pulpà ti manda sola?". Non so cosa sia successo. Forse non è successo nulla. Forse quando la strizza mi ha detto: "sa che mi annoia?", non mi è piaciuto per niente. Forse ieri avevo le mani e i piedi troppo sudati e tutto mi sfuggiva di mano. Troppo. Deve essere cambiato il tempo e ora al posto delle mani e dei piedi ho due ventose così. Serve qualcuno per sturare cessi? Sono andato all'edicola a comprare una rivista e avrei preso l'edicolante a cartonate in faccia, almeno fino a quanto, non fosse finita sulla copertina di Cronaca Vera. Direttamente, senza passare dalla tipografia. Invece mi sono detto: "respira profondamente e rilassati". "Respira profondamente e rilassati?". L'ho fatto e non lo farò mai più. Ma va affanculo. Io non conosco i buoni sentimenti, "solo sospiri e lamenti lividi viola qua e là". Come cantava quel coglione di Zero prima di farsi prete. Quante parolacce ci sono in questo post? Mi fanno schifo anche quelle. Ma sono inevitabili. La signora riceve in casa. Prima di suonare però accertatevi con non abbia il matterello (o, come dice il mio dizionario dei sinonimi matterello) in mano...Meglio se lo ha altrove...Credetemi. Mia sorella, nell'arte e nella vita, mi ha invitato al cinema. Le ho risposto: "Perfetto. non vedo l'ora di prendermela con il vicino che fa rumore con i pop corn". Nano nano
(nella foto, la locandina Usa di Ma papà ti manda sola?)

ps
Chi è interessato ad avere il link del suo blog su penaepanico smolli l'indirizzo. Grazie)

Vagoni

Sono le due. Voglio scrivere qualcosa su questo blog. Voglio scrivere. Poi mi fermo. Mi blocco. Non ho idea di nulla. Suona il telefono. Ascolto in silenzio le parole che mi arrivano. Riesco a fermarne alcune. Mi piacciono. Muovono dentro di me qualcosa. Lentamente. Sale l'emozione mista alla voglia che avrei di stringerle. Di stringerlo. Paura, doccia, sporco, polvere, postino, carabinieri, tetti, Milano, palazzina...Mi ricordo solo queste. Vorrei ricordarle tutte. Vorrei che non fossero arrivate da una cornetta. Ma dall'altra parte del mio letto. Ci risono con il mio fottuto vorrei. Vorrei vorrei vorrei.... Vorrei riuscire stare senza. Vorrei riuscire e non volere. Vorrei riuscire a non volerlo. Vorrei riuscire ad amarlo e basta. E invece no. Non mi fermo e aggiungo, aggiungo e aggiungo. La mia parola amore è una locomotiva con dietro infiniti vagoni. Le aggiunte. Appunto. E io sono sempre sull'ultimo, quello più lontano. Ora la vaporiera non la vedo più... Sento che mi porta, ma non so dove, non so in che direzione, non so quale sarà la prossima fottuta fermata. Vorrei correre, aprire tutti gli scompartimenti ad arrivare alla testa del treno, alla testa del mio amore. Ci risiamo. Con i mie vorrei. Mi hanno detto che ho paura di amare. Ho paura di liberarmi dalla corazza che avidamente protegge me dagli altri. Come se fossi un imbalsamato da tenere lontano dall’aria. Ho chiesto perché? E mi è stato detto che forse è perché sono terrorizzato dall’idea che quello che c’è dentro la mia protezione non interessi a nessuno. E’già successo. Due volte. Per essere precisi. Poi ho capito il trucco. Così solo quando ho la certezza matematica che chi voglio vola in un’altra direzione, sono in grado di amare. Almeno credo che si tratti di quella sensazione che io chiamo amore. Paura, doccia, sporco, polvere, postino, carabinieri, tetti, Milano, palazzina... nano nano

domenica, settembre 17, 2006

Ma va?

La privacy priva di tutto....Quindi cambiamo i nomi.... Interno Mediatess (che non è la casa di mia sorella nell'arte e nella vita) a Calcagno Monzese. Mi chiamano. E' da due mesi che mi devono dire quando comincio a lavorare. A maggio vado a parlare con loro e chiedo cose ci sia d'alternativo a quello che sto facendo a Sguscia la sfitinzia. Mi offrono mari e monti. Da Merdissimo a Gladio aperto passando per tutte le baraccate che producono loro. Alla base della mia richiesta di cambio voglio solo una certezza: non andare al Tgcoma. Loro me lo garantiscono. "Ma si figuri, assolutamente no mi dicono....". Settimana scorsa mi chiamano. Fumata bianca. "Sappiamo dove sistemarla. C'è un posto tutto per lei. Sarà contentissimo. Le si apriranno nuove possibilità. Farà un'esperienza eccezionale". "Come si chiama la testata scusi?". "Tgcoma, perche?". "Ah, ecco...mi sembrava. Interessante, molto, mmhhh a saperlo rientravo a lavorare a giugno e non facevo neppure le ferie...Evviva. Che emozione. Sono tutto un brivido". Il resto della mia vita come va? Da Dio... sono innamorato pazzo, per la prima volta dopo anni. Penso tutti i momenti a lui, quando non c'è conto le ore che ci dividono, lo aspetto, non faccio nulla se lui non c'è... Nulla.. Ah, a proposito...il mio conteggio è arrivato a 216 ore. Visto che è da nove giorni che non lo vedo perché lui non mi vuole più... Nano Nano
(nella foto, l'uomo non voluto)

martedì, settembre 12, 2006

Bang bang hurrà...

Ho capito. Sto capendo. Forse ci sono. Non ho capito. Non sto capendo. Non ci sarò mai. Passo da una certezza piena di albagia ad una insicurezza stracolma di timidezza. Comunque... Il problema, se è un problema, è semplice: il mio modo di amare si racchiude in una solo parola: resistenza. Amo chi mi sbatte in guerra: subito e immediatamente. Sono malato. Lo so. Ma questo è. O qualcuno mi insegna come si può amare in un clima di pace, o lascio perdere. E continuerò a trovarmi amanti armati fino ai denti, pronti a difendere il loro territorio come fottute leonesse ruggenti a caccia di carcasse per i loro piccoli. Sbranatemi. Io sono la carcassa per le vostre insicurezze. Divoratemi. Sono qui. Ma non ditemi che amare significa, per esempio, "non dovere mai dire mi dispiace" (non so perché mi è venuta in mente stà minchiata). Non ce la faccio. Non posso pensare che l'amore sia ricevere sms pieni di dolcezze, frasi sussurrate dall'altra parte del filo, rispettabili propositi vestiti a festa, encomiabili gentilezze al sapore di ammorbidente. Ci ho provato. Ve lo giuro. Non ce la faccio. Queste cose mi possono andare bene, ma solo tra una battaglia e l'altra, solo se so che subito dopo ritorno in trincea a difendermi e a sparare, a colpire il mio bersaglio per poi curarlo e rianimarlo tra le mia braccia. Sono una bestia. Lo so. E come tale non posso che amare i miei simili. Bestie accartocciate dentro la loro paura di amare. Paura. Forse è questa la droga di cui ho bisogno. Forse solo quando ho paura la mia mente lancia scariche di adrenalina che mi inebriano, mi eccitano, mi animano, mi fanno volare. Lo so. Sono all'inferno e le ali, ogni volta, si bruciano facendomi cadere a terra tramortito. Ma ogni volta riesco sempre a farcela. E rantolante cerco un altro pusher in elmetto e pantaloni mimetici. Bang bang hurrà. Nano nano

lunedì, settembre 04, 2006

la signora riceve in casa

La signora cantava il blues, strimpellava qualche annetto fa FossatiIvano. La signora riceve in casa proclama ora PanicoePena. Stop. Si gira pagina. Me volete incontrà? Mandate la vostra richiesta a penaepanico@hotmail.it. Con foto annessa se è la prima volta. Me volete sentì? Andate su skype e digitate penaepanico. Me volete vedè? Sempre hotmail con richiesta di cam. Niente di male no, se non ho più tanta voglia di trascinare le ossa in locali noiosi e fastidiosi come tanti abbinamenti cromatici che si vedono in strada addosso alla gente?. Basta orpelli. Andiamo alla sostanza. Alle 17 c’è il tea. Alle 19 l’aperitivo. Alle 21 si mangia. Alle 23 si beve qualcosa. A casa Penaepanico. Fuori non lo so e neppure mi interessa. La signora riceve in casa. La signora è esausta. La signora deve pensare al suo botox scaduto. La signora non ha più l’età (pur essendo giovanissima, per carità). La signora ne ha pieni i coglioni. Non facciamone una tragedia. Per carità… Il prossimo step va da sé: la signora è murata in casa. Nel frattempo preparo i mattoni. Ah, per il muratore pensateci voi. Nano nano
(nella foto, la signora che riceve in casa)

domenica, agosto 27, 2006

Sydney. Taormina. Rimini. Giglio. Banca

Sydney. Taormina. Rimini. Isola del Giglio. Banca. Mi sa. Eccomi. Volevo tornare a farmi vivo il primo di settembre quando penaepanico, il blog, compie un anno. Volevo fare il figo. Dopo un anno me la tiro ancora di più. Mi sento Pitt e la Jolie insieme. Da eliminare. Comunque, è due mesi che non faccio nulla. Mi sono preso tutte le ferie che avrò nei prossimi sette anni. Sono rilassato, abbronzato, riposato. Fin troppo. Sono felice. Abbastanza felice. I miei propositi post Australia stanno resistendo. "La signora riceve in casa", vorrei scrivermi sulla fronte. Anche se la voglia di uscire si fa sentire. Almeno finché l'abbronzatura regge. Il botox se ne è già andato. Ma nessuno se ne accorgerà... Vero? Che dire... Che lo amo? Forse sì. Anzi, ho paura ad ammetterlo, ma la risposta è: sì. Io amo 1982. Amo i suoi occhi, la sua insicurezza, la sua dolecezza, il suo corpo sul mio, la sua schiena, la sua mente contorta, la sua solitudine, la sua intelligenza, la sua (im)maturità. E poi mi ricorda me, mi ricorda lui, mi ricorda noi. Amo tanto di lui. Non è servito a nulla andare lontano. Non so dove mi porterà questo amore non ricambiato. Sicuramente non all'inferno dove ci sono già da anni. A Taormina, durante una notte di musica in una discoteca in riva al mare con la luna "appesa alla parete", mi sono detto: "Sono precipitato in un inferno. Non so cos'è. So solo che è un inferno". Il coming out tardivo con mia sorella vera mi è servito molto. O meglio. Sono molto contento di averlo fatto. Credo che passata l'euforia da grande passo (mah, forse più che grande necessario) tutto, dentro di me, tornerà come prima. Vedremo... Dicevo...sono felice perché lo amo. Che non vuol dire che non viva più. Vuol dire che quando lo vedo mi lascio risucchiare da lui. Non faccio resistenza a quello che provo. Sparisco da me. E come se rimanessi nudo davanti a lui. Che è fantastico. Se volesse potrebbe disintegrarmi con i suoi aculei. Aculei che io non tiro più fuori. Non mi servono a nulla. L'ho capito solo ora. Va bé... Penaepanico e tornato. Kiska sei pronta? Qualcosa è stato fatto e ti arriverà... Baronetto sei insostituibile... Nano nano

sabato, agosto 05, 2006

coming out (tardivo)

Penaepanico ha fatto coming out con sua sorella (quella vera, non quella nell'arte e nella vita). Dopo che amici, ex morose, amanti, complici e sa il cazzo mi hanno ormonato per anni e anni, ho fatto il passo. La mia strizza sarà contenta. Spero. Non ho ancora capito se lo è stata anche mia sorella. Mah....

"Carissimi
vi scrivo, ma leggete tutto questo con molta ironia, vi prego, prima che questa farsa si trasformi in qualcosa di grottesco. So che sapete. So che non chiedete per rispetto. So che mi sono anche rotto il cazzo. So che non vi ho mai detto nulla per una semplice pigrizia mentale. Comunque alla domanda: “Sei frocio?”, tranquillamente rispondo “Sì”. Hai un fratello frocio, sorella mia…. Fattene una ragione, va. Ma tanto non credo che nessuno si meravigli. Il mio vero coming out l’ho fatto quando ero con Laura e spesso ci chiedevano: “ma siete fratelli?” Bazzecole ormai. Ho le spalle larghe anche se qualcuno non se ne è ancora accorto. (...)"


Breve, rapido, chiaro. Grazie sorella vera. So che mi capisci perfettamente. L'unico errore che ho fatto è di darti l'indirizzo di questo blog... Mi sa....
Nano nano

venerdì, luglio 28, 2006

Sviluppi imprevisti (dentro di me)

Sudo. Ho caldo. Come tutti del resto. Immagino. Stanotte ho dormito da cani. Il jet lag. Ma non è vero... Non è il jet lag. Sogno. Vorrei tante cose. Mi sento più forte di prima. Non è vero. Ma chissenefrega. Ho Sydney nel cuore. Vele nella retina. Emozioni dentro il corpo. Pulsa tutto all'unisono. Anche il mio cervello. Il sangue arriva e si porta con se tutte le disperazioni che incontra. A volte non vanno d'accordo, credo. "Ciao io sono disperazione da: 'vorrei avere ma non ho', tu chi sei?". "Io sono disperazione da: 'devo fare la spesa ma non ne ho voglia'". "Beh, io sono più importante di te, scusa ma mettiti dietro...". "Guarda che se quello non mangia andiamo tutti a fare in culo", dice grezzamente disperazione da spesa che è più furba dell'altra. "Ok, allora stai davanti....e io aspetterò il turno", dice goffamente disperazione da vorrei avere ma non ho. Lei effettivamente non ha molto cervello. E per quello che rimane sempre per ultima. Non avrà mai soluzione se non si dà una mossa. Credo. Va be...
Gita a Milano2.
E' venuta finalmente a trovarmi mia sorella nell'arte e nella vita. "Qui c'è il Tg4, qui Studio Aperto, qui il Tg5, qui Striscia, qui il cesso che è la cosa più interessante". Poi siamo andati a bere l'aperitivo in centro. Il cameriere ha qualcosa che mi piace. Ci è simpatico. Ad agosto rimane a Milano. Anche io.
Virginie e Kiska questa foto è per voi. Il vostro libro ha toccato l'Australia. Il tuo racconto me. Il boomerang entrambi.
nano nano.
(Nella foto il libro Sviluppi imprevisti, tra i boomerang all'areoporto di Sydney)

giovedì, luglio 27, 2006

Vienna, 27th of july

Ovviamente mi sono pentito di essere tornato. Ovviamente mi sto chiedendo: “che cazzo ci faccio qui” in questo miserabile aeroporto ad aspettare il volo S511. Ovviamente sto maledicendomi. Ovviamente…
Penso a Cairns, al mio cow boy che la mattina alle 8 si è presentato al bar per dirmi “ciao, a presto”, al suo collo rugoso, alle sue mani ossute, alle sue esclamazioni monosillabiche (mh, oh, ah,)espresse all’ambulante di una bancarella mentre gli spalmava su un braccio olio e sull’altro crema e gli spiegava in dettaglio le specificità. Penso a tim che quando l’ho salutato si è commosso ed è fuggito dietro il bancone del bar dove lavora, mentre io lo guardavo con una dolcezza da spot pubblicitario. Penso a mel, la ragazza inglese da cui ho vissuto, che si è messa a piangere mentre salivo sul taxi che mi avrebbe riportato da dove sono venuto (da dove sono venuto, per altro, da una fogna che si chiama Milano d’estate?). Penso a me al bar la sera prima ad ingollare gin tonic e birre con vanessa, l’amica lesbica di mel, che mi guardavo intorno e mi chiedevo: “ma questo è proprio quello che vuoi?” Penso a tony che mi ha chiesto quando torno a Milano per passare una serata di quelle che dice lui, penso a dario che vuole sapere quando finirà la mia vacanza, a paolo che mi aspetta a torino, a mia sorella che vuole che la porti via, a simone che mi dice che vorrebbe aver più tempo per me, ad avreivoluto che mi mandato un tenerissimo sms qualche settimana fa, ad alessandro che mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere rivedermi quando rientravo dalla vacanza. Penso a kiska che non ho mai visto ma è come se la conoscesi da una vita, a giorgio che mi legge tutte le mattine, a baronetto e alle sue cose meravigliose che mi scrive, a paciugo e tutti quelli che passano di qui. Penso a betty, francesco, roberta e laura che mi aspettano in sardegna, toscana, romagna e trentino. A lui che non ci sarà mai più nella mia vita come vorrei io. A tutti gli altri che entreranno, e ancora non lo sanno. Penso a quelli che mi passano vicino e non conosco. Penso alla ragazza americana di 21 anni conosciuta in aereo che tornava a casa sua dopo 5 mesi di Australia. A jeff (o charls, o daniel, o giuseppe) che ha confessato a aaron (il ragazzo figo che vive a casa di Mel) che sono stato il primo uomo della sua vita (puttana eva, na botta de culo ha avuto il povero). A tutti quelli che ho sfiorato senza sapere i nomi. Al ragazzo della palestra che mi ispira tanto sesso. Agli amanti milanesi incontrati per casa (mia). Alle serate che non voglio più fare… a tutti quelli che mi hanno amato. Penso a tobia che adesso è al mare aggrappato a sua madre e al salvagente. Di nuovo a tim che mi ha appena chiamato per dirmi che a Sydney il tempo è stupendo... Penso a me, in a mezzo a voi e sorrido. Grazie di esistere. (Non ce l’ho fatta….troppo ruffiano sto post). Nano nano

mercoledì, luglio 26, 2006

Sydney, 25th e 26th of july

Lo dico subito. Ho bleffato. Torno giovedì. In realtà ho cambiato idea nell'arco delle ultime 24 ore, 24 volte. Vado in tilt in queste occasioni. Come quando amo. Con la sicurezza di optare sempre per la soluzione peggiore. Ieri, quando sono tornato da Cairns mi è venuto un malumore a mille. “Ok”, ho pensato. “Damani se vola in direzione Milano”. Ora, a stento trattengo le lacrime. E' stata una vacanza stupenda, irripetibile, indimenticabile. Ma io rimango un disastro. Penaepanico vorrebbe tornare nuovo come Sonia Braga quando, in Dancing’s Days, ritorna a Rio dopo una vacanza in Europa. I miei punti di riferimento sono questi. Dovrei farmi una lobotomia: via tutti i ricordi devianti. Via le Sonie Braghe, le Lordane Bertè, le Domeniche in, i Renzi Arbori, i Fantastici, i Flashdance, i Ritorni al futuro, le Raffaelle Carrà. Via tutto. Tabula rasa. Si ricomincia. Iniettatemi una dose di bei momenti, ricordi tranquillizzanti e sereni. Tipo….Tipo….Tipo…. Tipo quelle cose lì, insomma. Cosa vorrei trovare a Milano? Per esempio lui che mi dice: “Io voglio stare con te. Punto e basta…” e io che lo interrompo dicendogli: “Io ti amo, lo sai?”, mia sorella nell’arte e nella vita che mi viene a prendere in gonna di renna e stivali abbracciata a chi sa lei, una mail con scritto che cazzo farò da settembre, e p. felice e sorridente come non lo visto mai. Per esempio. Lo so. Non succederà nulla di tutto questo. Qualche mese fa a questa fottuta domanda avrei risposto: “Qualcuno che mi porti via”. Ora, più semplicemente: “Qualcuno che si fermi con me”. Sono un disastro. Ma ce la farò. Lo sento. Le mie vacanze sono finite. Torno nel mio girone. Ade mi aspetta. Del resto mi chiamo Pena e Panico. Per tutti gli altri: “Felicità”. Come diceva Loretta Goggi ogni venerdì sera su Raidue in Loretta Goggi in quiz (c’era anche Fabio Fazio). Vi prego... lobotomizzatemi. The neno nano (metà e metà, visto che sto tornando).
PS
Kiska...fatto...

lunedì, luglio 24, 2006

Cairns, 24th of july

10 minuti. Ho. Sto imprecando con questo cazzo di internet point che ga schifo. Qui e' pomeriggio, sono appena tornato. Stamattina partenza ore 7.45, destinazione barriera corallina. Interessante... Ma cos'e'precisamente? Cazzo ce fanno tutti quei pesci? E soprattutto che pesci sono? Io anche anche in queste occasioni mi agito... Guardo, osservo con la mia bella maschera e mi vengono 2250 domande nello stesso tempo... Troppe per rilassarmi guardando i colori del mare e dei pesci. Quindi buttato, nuotato tre minuti e ritornato sulla barca a pigliare il sole. Grazie. Stupendo, ovviamente. Ieri sera grande festa al resort con la barbecoa. E poi tutti vicino al fuoco. Io non avevo voglia di seguire un ragionamento uno. Ho scoperto che quando siamo in tanti non importa la lingua che si parla, non segue punto e basta. Troppa fatica. Lo faccio anche quando si parla in italiano. Notizie sul cow boy?.... Oggi non lo ho ancora visto... Ma so gia' che mi invitera' a bere il solito aperitivo nella sua stanza....Che noia... The neno neno.
ps Genietto del male ha spostato la data di ritorno... Non ci vedremo mai piu' amici miei...

domenica, luglio 23, 2006

Cairns, 23th of july

Ho solo 11.50 minuti. Giornata intensa. Mattinata a Port qualcosa (una localita' turistica a 20 minuti da qui)dove abbiamo fatto colazione e ci siamo spaparazzati il mercatino della domenica. Mi sembrava di essere, non so perche', in un telefilm old america stile La casa nella prateria. Pomeriggio sole a picco in spiaggia. Da Dio. Quattro ore borderline tra sonno e veglia (non funebre, ovviamente). Poi doccia e aperitivo da lui. Il cow boy dalla pelle rugosa e dai modi burberi. "You are a man" gli ho detto. Lui non so se ha capito ma io si'... Sei un uomo. Puttana Troia esistono anche i froci uomini. Evviva. Ne avessi trovati di piu' nella vita non sarei nell'inferno in cui mi sono perso. O al limite farei la parte del diavolo. I nostri dialoghi sono da lesson one: "the book is over the table..." ma chissenefotte. Non che ultimamente parlassi di massimi sistemi... Kiska, ti ho pensato due giorni fa. Arrivo in spiaggia, attacco l'Ipod e la Nannini mi piomba nelle orecchie con America. Subito dopo arriva In alto mare cantata da Berte' e Zero. Sorellina nell'arte e nella vita. Ci sei anche tu. Come potresti non esserci? Simo, anche io vorrei avere piu' tempo ma mi rifaro' quando torno. In agosto a Milano e' tutto chiuso. A cominciare da casa mia. Con me dentro pero'. The neno neno

sabato, luglio 22, 2006

Cairns, 22th of July

Cazzp. Ho solo 3 minuti per scrivere questo post che sara' pieno di refusi.... Tempo di merda. Spiaggia da paura. Sole che si alterna alla pioggia. Protezione 30 ovunque. Anche sul pisello. Il sole qui si prende nudi. Arrivo in spiaggia verso le 11. Lo avevo gia' visto ieri. Tra gli age' il meno age' non e' per nulla male. Va be... Non posso parlare solo ed esclusivamente di sesso in questo cazzo di blog.... Scaduto il tempo. The neno neno

venerdì, luglio 21, 2006

Cairns, 21th of july

Sono al mare. Sono al nord. Sono in un resort gay friendly. Friendly... Arrivo dopo tre ore di aereo da Sydney. Penso. Mi faccio il mio solito film pieno di amozioni e adrenalina. Con parsimonia, ovviamente. Ormai ho capito che e' meglio aspettarsi poco dalla vita. Pochissimo rispetto a quanto vorrei. Alla reception trovo un ragazzo carino, gentile che mi mostra il resort, la spa, la piscina. Mi sembra ottimo. E' buio ma capisco che sono finito in un paradiso. Senza Broke, ma lo stesso in paradiso. Che bello penso... Nella sala da pranzo c'e un tavolo... Gli ospiti mangiano tutti insieme... Very good. I love this... Guardo meglio. Li focalizzo. Vedo tanti capelli bianchi intorno a me. Puttana eva.... No... Non ci posso credere... L'eta, media si aggira attorno ai 70 anni... Eppure il sito internet mostra solo foto di bonazzi abbracciati. Conosco una coppia. Uno ha 84 anni. L'altro 76. Sono stupendi. Insieme da 45 anni. Uno e' malato, ha l'alzaimer (che non si scrive cosi', ma lui ce l'ha lo stesso). Penso a me. Penso alla mia vita. Penso al mio futuro. Mi amo. Tanto. Troppo. Loro sono stupedi... Lo vorrei essere anch'io.... The neno neno

giovedì, luglio 20, 2006

Sydney, 20th of july

Piove ancora. Domani parto per il nord. E' previsto brutto per quattro giorni. Giusto i giorni in cui sto via io. Mi affitterò un'automobile. Mi metterò il costume. Sparerò a mille l'aria calda. Mi sdraierò. E farò finta di essere in spiaggia. Oggi ho passato il pomeriggio con lui. Very fanny boy. Come direbbero qui. E' la prima volta che ho a che fare con un ragazzo dai capelli rossi, pieno di lentiggini e con la pelle bianca come il latte. Quando parla faccio una fatica a pazzesca a capirlo. Ma è meglio così... meglio non capire.... meglio non sentire.... meglio vivere il proprio film ... Certo a forza di film si corre il rischio di trovarsi in una multisala e non ricordarsi più per quale film si è pagato il biglietto. Perché qualcosa da pagare comunque c'è... Troia di una eva. Sydney è davvero una splendida città. La gente è tranquilla. Nessuno che grida. Che spacca la minchia. Che si agita. I ragazzi del mio corso, nel pomeriggio lavorano quasi tutti, dicono che gli australiani sono lazzari a mille. E questo mi piace da morire. Effettivamnete al bar, anche se ci sono due gatti e oridini un caffè, ti fanno aspettare una vita. Domani provo ad ordinare anche due fidanzati (uno per me e uno per una mia parente). E' una vita che lo aspetto. Magari qui arrivano insieme al caffè. Il ragazzo dai capelli rossi fa il barista. Ma è anche pittore. Un artista, insomma. Come i miei amici conigli. Con le dovute differenze...of course. I conigli non se toccano. Che altro dire. Che con l'inglese continuo ad essere negato. Pesantemente. Un po' come quando non mi ricordo le trame dei film e vado in tilt. Dei miei film. Però. The neno neno

mercoledì, luglio 19, 2006

Sydney, 18 and 19 of july

Tempo di merda. Piove da due giorni. Sono in un internet point perche' a casa abbiamo problemi con la rete. Ok. Buongiorno. Cosa e' successo in queste 48 ore? Tremo a pensarci... Nulla? Impossibile. Nulla. Oh Madonna... mica staro' gia' cambiando. E' vero... Ho ricevuto la solita telefonata che mi ha vomitato addosso tutto cio' che in questi giorni non avrei proprio voglia di sentire. E invece... Ho sentito tutto. Grazie sorellina nell'arte e nella vita, grazie Paolo, mi mancate...Sydney e' il mio purgatorio. Quando torno ci sara' il paradiso. Lo so. Lo sento. Lo vedo. Venerdi' vado al mare. Caldo, sole, bagni... spero. Nella scuola di inglese che sto frequentando, verso la fine dei corsi, ti danno un foglio con scritto il tuo nome dove i compagni di classe ti salutano e ti lasciano mail e cose varie... Una delle 125 insegnanti che abbiamo avuto mi scrive qualcosa del tipo: "Sei una bella persona, con un senso dell'umorismo eccezionale e una grande personalita'. Sono sicura che il futuro ti riservera' grandi cose...". Quando l'ho letto ho riso. Non ce la faro' mai a venirne fuori, non ce la faro' mai a smetterla di voler piacere a tutti... non ce la faro' mai... Mai... Ma, mi chiedo, cose grandi tipo metastasi gigantesache? Nooooo vero? Stamattina ho dato il mio numero di cellulare australiano al cameriere che lavora al bar dove la mattina vado a fare colazione... E' carino, sorridente e simpatico. E poi continuava a guardarmi. Mi sembrava gentile da parte mia... Quando gliel'ho dato mi ha detto: "Thanks". E' bastato per pensare che potrebbe diventare l'uomo della mia vita. Che testa di cazzo che sono.... Ma quando la smettero'? Kiska bentornata. Baronetto sei insostituibile. Anonimo mai piu' sul mio blog. Grazie. Questo posto e' sacro. The neno neno

lunedì, luglio 17, 2006

Sydney, 16th and 17th of july

Cioè domenica e lunedì. Con questa storia del fuso orario non ho ancora capito nulla. Punto uno: domani chiamo per vedere se rieseco a spostare il volo di ritorno. Punto due: venerdì vado al nord, cioè al caldo, per quattro giorni. Il nome del posto non me lo ricordo qualcosa come Cans.
Chissenefotte mica devo guidare io l'aereo e leggere le indicazioni. Punto tre: continuo a essere cagato solo da cessi. E anche in grande quantità. Porca troia. E' bello tagliarsi barba e baffi e accorgersi che nessuno ci ha fatto caso. Cosa che ho letto come: "sei talmente figo che non importa se hai peluria o meno in faccia....". Tacete. Coglioni. Domenica sera mi trascinano alle ore 5 di pomeriggio in un pub. Serata gay. Fuori dalla tristezza di Oxfort street, sta orribile zona (ma l'ho capito solo dopo due settimana) piena di locali per turisti con Spartacus sotto il braccio, e mi rendo conto che gran parte delle persone le ho già incontrate o la sera prima o in palestra. Na botta de vita.... Tra i tanti che pullulano in questo bar c'è anche un argentino, accompagnato dal fidanzato che ha conosciuto in chat due giorni prima, assomigliante a un tipo che ho beccato al plastic quest'inverno, con cui mi scambio il numero di telefono. Carino. Con una faccia di cazzo che la metà basta. Per questo mi è simpatico. Altro da dire? Oggi sono stato a vedere la biennale d'arte e alcune opere non sono nulla male. Tra cui questa nella foto. Sono infinite statuette in terracotta fatte fare da gente che il tizio ha incontrato durante 15 anni. Quando ho visto l'istallazione (tra l'altro situata in una specie di darsena risistemata e trasformata in un museo vicino al mare) ho pensato: "Ma io non avrei mai avuto la pazienza di metterle tutte in piedi una vicino all'altra". Ma cosa vuol dire? E che ne so... Ok vado a nanna, come dice mia sorella nell'arte e nella vita qui a Milano è notte. Lì a Sidney come butta? Domani mattina devo essere pimpante che genietto del male (alias penaepanico), che fa male solo a se stesso, ne sta combinando un'altra. The neno neno.
(nella foto, Asian Field di Antony Gormley)