giovedì, novembre 27, 2008

Mai così feròci

Credo di essere l'unico che si diverte ancora a sentire e vedere i "Bellissimi anzi bellissimi" della Carrà mentre cantano le canzoncine che glis crive Gianni Boncompagni. L'ultima faceva così: "Siamo belli è un po' cattivelli, con gran belle voci e non siamo feroci" dove feroci nella testo in sovraimpressione era indicato così feròci, con la o aperta... tanto per non creare dubbi su cosa volesse realmente dire. Bene. Sentirli mi fa ridere. Poi, mi pento perché penso all'India e a tutte le cose brutte che ci sono nel mondo. Rido e mi pento. Il solito deleterio e devastante meccanismo. Ma la storia mi assolverà. Nano nano.

lunedì, novembre 17, 2008

Fidel Freud

Nella psicoanalisi l'impulso sessuale e le sue relazioni con l'inconscio sono alla base dei processi interpretativi. Lo dice Sigmund Freud. Nelle società avanzate non è la famiglia la base unica della società ma ci sono anche le istituzioni che si devono occupare dei giovani (che prima sono figli) fino all'età adulta. Lo dice Fidel Castro. Penaepanico, invece, dice entrambe le cose. Secondo lui se si capissero questi due elementari principi si starebbe molto meglio. Le frustrazioni dimuniurebbero, i livori anche e si starebbe più in forma. E invece no: insistiamo a perpetuare i nosti tabù e perpetrare i nostri legami che il più delle volte non sono che lacci emostatici atti a gonfiare vene in attesa di dosi allucinogene. Che però (e chissà se per fortuna o purtroppo) non arrivano mai. Più sesso e meno famiglia, gli verrebbe da dire. A penaepanico... Giusto l'opposto di quello che accade in Italia. Lo stesso chiamatelo Fidmund. Nano nano.
(nella foto, johnatan rhys meyers...e so dov'è il collegamento)

giovedì, novembre 06, 2008

La matita sotto gli occhi

La scena è questa: Alba Parietti con dei becchi sui capelli che mi aspetta in una delle reception Mediaset. Ci siamo accordati al telefono. Lei è lì per un'ospitata che deve fare in un programma pomeridiano di Canale 5. La chiamo. Bofonchio qualcosa al telefono del tipo: "Ok Alba, fammi sapere quando arrivi che io scendo con il cameraman e ti faccio l'intervista". Lei, ligia al dovere e alla sua smania di apparire ovunque, dopo un po' mi chiama e mi dice l'orario in cui dobbiamo vederci. Più o meno verso le 16,15. Io allerto il tizio che munito di telecamera mi deve seguire e aspetto l'ora giusta. Che già di per se mi sembra meraviglioso. Arriva l'ora giusta. La raggiungo. Lei è lì. Nervosa e ferma davanti all'uomo della reception. Ha dei becchi sui capelli. E' truccata alla perfezione. La trovo buffa. E' buffa. Mi vede, mi presento, lei mi dice: " Beh, sono qui e nessuno che mi caga. Mi sono già rotta, ma hai avvisato quelli del programma che mi dovevi intervistare anche tu?". Io la guardo e le dico. "Ma sì, non ti preoccupare, andiamo in camerino, seguimi". E nello stesso istante mi faccio dare dal tizio, lì alla reception, le chiavi del buco in cui deve lasciare le sue cose. Arriviamo. Camerino 22. Fuori c'è una scritta: Maurizio Mosca. E' il camerino che usa lui. Ma lei non ci fa caso visto che si è fermata al trucco per sistemarsi . Comincia il trucco. Io la raggiungo e mi siedo vicino. Vuole avere informazioni sulle elezioni: quali stati Usa da repubblicani sono passati a democratici. Chiamo un mio collega e me lo faccio dire. Ma lei non è troppo interessata, è più interessata alla linea della matita che ha sotto gli occhi. La guardo e rido. Poi , arriva una tizia della produzione. La Parietti la guarda e dice: "Beh, non mi ha cagato nessuno. Vorrei un caffè, grazie". A quel punto ho un'illuminazione. Anche la Parietti è come me. In cerca sempre di conferme. Certo, io non ho le sue extension. E me ne rammarico. Però la matita sotto gli occhi me la metto da Dio. Io. Nano nano.

mercoledì, ottobre 29, 2008

Lo amo, definitivamente

...Fuori la giornata è bellissima. Il cielo è terso. E' mattina presto, sono le 8. Lui è seduto in cucina con la sua mamma. Lui ha 4 anni. Insieme stanno facendo colazione. Le montagne sono verdi. Da casa loro si vedono bene. Sono lì davanti. Lui parlotta, lei è assonnata. Lui chiede e lei risponde buttando lì frammenti di frasi. Non fa freddo, ma dovrebbe esserci visto che l'esate è effettivamente passata da un po'. Lui ha finito di mangiare, ha finito il suo latte e i suoi biscotti. Prende un gioco, lo trascina vicino alla finestra e si sofferma a guardare il cielo. Passa uno stormo di uccelli. Lo fa notare alla sua mamma. E poi aggiunge: "Chissà dove andranno, forse a Milano da Alberto". Lei lo guarda e sorride. Io lo amo. Definitivamente. Nano nano.

lunedì, ottobre 27, 2008

La prova del fuoco

...Stiamo ragionando su cose poco interessanti... Sto ragionado su cose poche interessanti. Ma non è importante in qualunque caso i commenti che mi arrivano mi lasciano senza parole. Faccio finta di nulla, glisso, evito di pensarci ma poi non ce la faccio e ci penso. Ad alcune cose proprio non riesco ad abituarmi. Sono come la sinistra italiana, per questo continuo a perdere. In compenso sto scoprendo (vediamo quanto dura) il piacere dei fornelli. Un po' come la Clerici. Chiamatemi Antonellinooooo. Ieri, domenica ho sperimentato il creme caramel...Na bbomba... soprattutto grazie al caramello che ho steso "a modi griglia" su un pezzo di carta forno e l'ho infilato nel freezer. Come mi ha detto il mio "conoscente" Simone Valsecchi. Ora voglio provare con il budino al cioccolato. Voglio specializzarmi nei flan. Vediamo che succede. Ma sento che non basta. Sento che i fornelli non bruceranno il mio entusiasmo che ahimè non è quasi mai a Milano vicino a me. Ma sempre altrove...Bah... Nano nano

martedì, ottobre 21, 2008

Giulia & los Tellarini

Mette insieme tutto: amore, passione, inizio, fine, follia, rigidità, nord, sud, bionda e mora. Non è male, Vicky Cristina Barcelona non è male per nulla. In circa 9o minuti Allen ti costruisce un filmettino guardabile che riesce anche a farti meditare. Certo, nella sua solita glacialità. Woody non ipotizza mai soluzioni ai problemi esistenziali che affligono l'umanità pensante. No, lui li sottolinea solo, li amplifica e li sbatte sul grande schermo come fossero pornostar in bella mostra. E non fa nulla di più. Ok. Passiamo ad altro. Quanto figo è Javier Bardem? Perchè è cesso eppure ispira così tanto? Perché quando parla in spagnolo ti chiedi "ma dove cazzo ti posso trovare?". Perché?. Ok, chiuso il capitolo Bardem apriamo quello Cruz: cosa ha in testa? Sette chili di extension? Ho capito che è testimonial de L'Oreal ma la povera Johansson quando viene inquadrata insieme con lei sembra abbia l'alopecia. Ok. Ultima cosa: la canzoncina Barcelona cantata da Giulia & Los Tellarini è na bbomba. Ok. Nano nano.

sabato, ottobre 18, 2008

Non era Jonathan

Sto mollando le stampelle proprio ora che mi stavo abituando alle mie due compagne di viaggio. Sono un romantico a Milano come canterebbero i Baustelle, o un povere coglione di paese, come direi io. Ho accesso i caloriferi, odio questo tempo brumoso che non mi porta da nessuna parte: ne a sognare i tropici e neppure un letto su cui peccare. Questo tempo è mediocre come gli abitanti della città che mi ospita da oltre 20 anni. E alla mediocrità grazie a Dio è doveroso non abituarsi mai. Forse è per questo che continuo ad essere "solo come un cane in questo schifo di città". L'altro ieri sono stato a cena fuori. Ho incontrato un conoscente che era insieme con altra gente tra cui una ragazza che mi ha presentato. Appena l'ho vita le ho detto: "Sai che sei identica a Miss ics" (ma a lei ovviamente lo ho citato il nome vero). Non lo avessi mai pronunciato quel nome: di colpo il gruppo si è fatto bugio, e io ho capito che avevo sparato una minchiata ricordandomi che questa Miss ics aveva avuto una storia molto tormentata con la tizia a cui ho detto che le assomigliava. Credo di averle rovinato la serata. Un po' come questo tempo sta facendo con il mio fine settimana. Anche io in passato ho frequentato una persona a cui assomigliavo. O meglio... capitava che qualche imbecille ci prendesse per fratelli. Incestuosi, deduco. E aimè lui non era Jonathan Rhys Mayers ... Nano nano
(nella foto, Jonathan Rhys Mayers)

lunedì, ottobre 13, 2008

...con il piede per terra


...Un'altra settimana di stampelle. Più o meno. Nel senso che gradualmente devo cominciare ad utilizzare il piede offeso che non tocca terra da almeno 30 giorni. Quindi piano piano devo appoggiarlo sempre di più fino ad arrivare fra sette giorni a caricarlo completamente e dall'ottavo liberarmi dalle gambette di ferro posticce. Che non significa che devo metterlo a disposizione della polizia. Caricarlo in questo caso ha un altro significato. Penso al piede... che non ha toccato terra per 30 giorni... Eppure in questo mese mi sembra di essere stato pragmatico, razionale e concreto come mai nella mia vita. Che la fregatura stia tutta in un refuso? Non sono i piedi che devono stare per terra ma il piede: a scelta destro o sinistro, ma uno solo. Mediterò... E se me vedete zoppicare non fate domande... non è la frattura composta del mio calcagno che non mi da pace... Ma qualcosa d'altro... La vita è bella... e magari sulle punte di un piede lo è ancora di più... Nano nano
(nella foto, Rudolf Nureyev)

giovedì, ottobre 09, 2008

Voglio l'Isola

Non so se sto facendo la cosa giusta. Me ne vado dai miei qualche giorno. Non so se le stampelle mi serviranno per camminare o per sventrarmi il cranio da solo evitando così noie esistenziali da risolvere a suon di 80 mila lire all'ora dalla strizzacervelli. Bah. Tremo ma ormai ho deciso. Me sparo un po' di giorni sul laghetto e vediamo che succede. Spero di poter accedere liberamente ai tranquillanti di famigllia, se ci sono. I tranquillanti, dico. Ho già avvisato che causa noia da stampelle sono un po' nervoso. Ma conoscendo la coppia è come averlo detto al muro. Non di Berlino per altro. Quello almeno ad un certo punto si è arreso ed è crollato. Lo stesso, lo sento, sfracelleranno i maroni. E non è perchè sono anziani, ma perché è nel loro dna che credo non sia a elica ma a spirale, tipo mulinello risucchiante. Voglio andare sull'Isola, dove forse ci arriva anche la Bertè. Voglio andarci come guest star al posto della Marini. Tra le altre cose i miei perizomi sono anche più belli... Nano nano.

martedì, ottobre 07, 2008

Chissà perché?

Ho il piede offeso ma il resto di me non lo è: è meno permaloso. La battuta a me fa molto ridere. Agli altri, vedo, per nulla. O un po' meno. A seconda di chi ho di fronte. Questa lunga permanenza in casa mi ha reso ancora più politically uncorrect. Se prima vedevo bianco o nero ora vedeo nero o nero. Il bianco me sembra un abbaglio de stagione. "Marikaaaaaaaaaaaa quante telefonate mancano? Sento niente sento niente". L'importante e non perdersi d'animo e continuare a credere che lì fuori ci sia un mondo pieno di emozioni e colori. Non è così, lo sappiamo tutti. Del resto è un po' come vedere la Ventura in tv: è tutta finta ma va bene lo stesso. E' godibile, come direbbe Tinto Brass. Sono vivo. Murato, ma vivo. Questo volevo dire... che sto da Dio, tutto sommando, in questa condizione... Chissà perché? Ma il calcagno formicolante mi sarà andato in cancrena? Nano nano

martedì, settembre 30, 2008

Casco e machete

Sinossi: un tizio con casco integrale in testa e machete in mano si dirige verso la cassiera, le appoggia la sfetta di coltello al collo, questa apre la cassa e lui porta via con una manata tutti i soldi. Stessa scena con il secondo e ultimo cassiere presente.
Luogo: supermercato Standa sotto casa mia.
Premessa: dopo aver tentato tre volte di fare la spesa online con Esselunga ed essere stato sbattuto fuori dal sito mi viene in mente che la Standa sotto casa fa le consegne a domicilio. Che significa che tu ci vai, fai la spesa, paghi e loro poi te la portano. Con le stampelle e il carrello fare la spesa non è il massimo. Considerando che non c'è una persona in questa città, che deve sprofondare insieme con tutti i suoi abitanti, che ti chieda "signore vuole una mano?", sono arrivato alle casse, non dico isterico, ma diciamo psicologicamente su di giri. Con una voglia di litigare con quelle troie delle cassiere, a mille. Cosa che per altro avrei fatto se non fosse arrivato il tipo con il machete. Quindi, pago (nel frattempo le stampelle cadono, io impreco ecc ecc) riempio i miei sacchetti nell'attesa che una puttanella bionda che lavora lì venga a prendere i dati per la consegna dei quattro sacchetti di materiale commestibile, ed ecco che mi si palesa davanti l'uomo con l'arma bianca in mano. Io che vivo da anni in un altro contesto sociale, penso: "ma dai, i tipi del furgone portavalori non hanno più le pistole". Subito dopo, conscio della minchiata penso: "Staranno girando un film". Crollata anche questa infausta deduzione, penso: "Sarà uno scherzo di qualche collega". Perché non mi ha preso in ostaggio e abbandonato in una discarica? A volte sono stanco persino di me stesso.
Epilogo: Alla fine della scorribanda il tizio con grande calma e pieno di soldi in saccoccia se ne va, non prima di aver alzato il machete verso qualche demente che gli ha gridato: “Cosa stai facendo?”. Girando un film, pirla. Va beh, lì intorno gente sbigottita che non capisce cosa sia successo, cassiera minaccita in lacrime, l'altro cassiere imbecille che va avanti nel suo lavoro come se nulla fosse accaduto e un pirla in stampelle che aspetta qualcuno che gli porti la spesa al terzo piano. Uno spettacolo, insomma. Nano nano

mercoledì, settembre 24, 2008

Le cose mie

Ora che ho scanner, stampante e fotocopiatrice tutto in un solo strumento sono rinato. Nonostante il gesso al piede e nonostante il fatto che sia qui in maniche corte perché non capisco se fuori fa freddo o no. Per me è ancora estate e chissenefrega se fuori c'è la neve. In questa casa è estate. E lì fuori è noia. Quella che non ho più. E' sempre così: quando sono a casa malato (o come in questo caso azzoppato) i primi giorni mi sembra di annoiarmi, ma poi quando attacco a fare le mie cose rinasco. E di cose mie da fare ne ho parecchie. Appunto, ora anche scannerizzare le foto di quando ero piccolo. Le guardo, sorrido e penso: "Ai tempi mi vedevo un cesso (ma me sentivo come ora Brad Pitt), ora vorrei trovarne di cessi 26enni così". Che strana che è la vita. O lo specchio? Mah... Nano Nano....

mercoledì, settembre 17, 2008

...e del gesso sul mio piede


Tecnicamente si chiamano stecche, praticamente è uno stivaletto (ma senza tacco, ahimè) di gesso fisso. Tecnicamente ho una frattura composta al calcagno sinistro nella parte anteriore, praticamente non posso appoggiare il piede. Tecnicamente viaggio in stampelle, praticamente non si contano ostie e sacramenti. Tecnicamente il gluteo sinistro si affloscerà come le minne della Pamela Anderson prima di essere pompate, praticamente quello destro diventerà "de ferro" come se fosse di Michael Bolt. Stop. Di altro non ho nulla da dire a parte quelle due parole che iniziano rispettivamente con la lettera "d" e "p". Ieri al pronto soccorso, mentre il gessarolo (quello che mette il gesso) mi fasciava, la dottoressa mi chiedeva che lavoro facevo e dove lavoravo. Bene il risultato finale è stato che mentre uscivo distribuivo il mio cellulare al tizio (di cui non salverei neppure le preziose mani che mi hanno curato) già pronto a presidiare, nelle vesti generiche di "pubblico" ,qualche programma Mediaset. Non era solo, ovviamente. Infatti, mentre io ero alle prese con stampelle, ciabatta in tasca, radiografia tra i denti e quant’altro, si era formato un crocchio di uomini in camice verde che già sognava di spellasi le mani davanti a veline, ienine, maidiregoline e varia umanità. Ecco perché l'Italia è allo sfascio. Nano nano

mercoledì, settembre 10, 2008

C'è dell'assenzio nell'aria

Passo da momenti di euforia totale e fasi down che neppure sulle montagne russe ti verrebbe così bene. Mi chiedo se c'è dell'assenzio nell'aria. Boh... Sono un coglione. Lo sapevo da un po'. Ma era da tempo che la mia coglionaggine non si palesava in un'azione concreta, visibile, tangibile, osservabile. Il mio piede gonfio. Esatto. Ho il piede gonfio. Per colpa mia. Stavo andando in motoretta (che ora è unoscooter) e facendo il pirla con le gambe (tipo saltellando, piuttosto che cercare di grattarmi) mi è scivolato il piede mentre andavo facendo perno sulla strada con il conseguente stiramento o quello che è. E' successo ieri. Stavo andando al lavoro, un giorno in cui non volevo andare perchè avevo un po' febbre e un raffreddore a mille, con il risultato che ora sono a casa, al terzo piano senza ascensore, con il piede che si rifiuta di fare il suo sporco lavoro. E io che la sto mettendo giù dura a bestia. Ma sono un coglione. Lo so. Quando ho paura di qualcosa, per esorcizzare i miei timori, mi provoco. Da quando ha ripreso ad andare in moto, cioè da quando ho rottamato la vecchia motoretta e ne ho presa un'altra, è tutto un mettere giù il piede per cercare di convincermi che non è poi così pericoloso. Eccallà. Detto. E, porca troia, fatto. Con un unico risultato: che ora so perfettamente che la mia paura ha un senso: mettere giù il piede mentre si guida non porta a niente di bello. Punto. Lo so, ormai è così, lo so: rimarrò "solo come cane solo, solo come un cane". Nano nano
(nella foto un altro assenzio....)

giovedì, settembre 04, 2008

Amen


Premessa. detesto le battute da bar. Le odio. Sono le 22, minuto più minuto meno. Ho voglia di sigarette. Scendo a comprarle nel bar tabaccheria vicino a casa. Detesto la masnada di dementi che ci lavorano. Ma non importa. Arrivo. Entro. Chiedo un pacchetto morbido di Marlboro. Il tizio sulla cinquantina passata, grigio e baffuto mi guarda e mi dice: "Sono finite e abbiamo tutto duro". Lo guardo e mi viene la geniale idea di rispondere: "Beh, allora sono fortunate le vostre mogli". Che appena finito avrei voluto che la terra mi risucchiasse. E lui: "Chi ce le ha, le mogli". A questo punto entro nel panico (senza pena). La mia fottuta educazione cattolica mi porta subito sulla perniciosa strada lastricata di dolore e sofferenza e penso in ordine sparso: alla bara, alla chemio, a un funerale, a uno scontro a 200 chilometri orari, a un cuore che smette di colpo di respirare ecc ecc. Divento rosso paonazzo e non mi viene null'altro di meglio da dire che: "Beh, non ci sarà la moglie ma ci sarà sicuramente qualcun'altra". E lui, nella sua infinita finezza: "No, stasera passo la serata in bianco". E io: "Va beh, grazie e arrivederci", ed esco misero e tribolato. Arrivo all'angolo e scoppio a ridere. Ma prima penso a lei, alla moglie che non c'è, orizzontale e con una corona di fiori al collo. Per fortuna c'è il mio nuovo anello di 24 chili che mi guarda e mi fa compagnia. Compro anelli sempre più grandi. Fra un po' mi vedrete con al dito un monolocale. Vorrà dire che mi sono deciso di fare il mutuo. Nella speranza che la moglie del tizio che me lo aprirà goda di ottima salute. Amen. nano nano
(nella foto, una scena di Six feet under)

lunedì, settembre 01, 2008

Perché, Raz?

...Il mio nuovo dramma si chiama Raz Degan. E la domanda che mi faccio, così, subito, rapidamete, velocemente, senza batter ciglio è: "Ma perché Raz molla la Barale e subito ne ha un'altra e non è conseguentemente mai solo?". Mi basterebbe saperlo solo, per stare meglio. Solo, e magari anche un po' più cesso di quello che è. Visto che me sembra più buono della Nutella. Ma di questo chissenefrega. Pensavo: "E' da anni che non sono più fidanzato". Pensavo: "E' da anni che non provo più la sensazione di non essere solo". Pensavo: "Eppure prima avevo così voglia di pensare solo a me". Pensavo: "Perché Raz non è il mio vicino di casa?". Pensavo, tante minchiate di questo genere. Per la cronaca, l'altra è Kasia Smutniak, che non è precisamente un cesso. Certo anche la Ventura passa da un uomo all'altro ma sono talmente rottami che non mi interessa nulla che non siano mai soli. Va beh, Simo e Raz stesse azioni, diverse reazioni. In me, almeno. Nano nano

domenica, agosto 31, 2008

Tante cose, tranne una


Tutto finito. Tutto. Anche il mio compleanno è finito. E' iniziato ed è finito. E' durato 24 ore. Come tutti i compleanni del resto. Le vacanze un po' di più. Settembre è il mese più difficile. Credo. La mia ultima passione si chiama Micky Green. La mia ultima fantasia fare è l'architetto a New York o a San Francisco o ad Amsterdam o a Berlino. Il mio ultimo sogno scrivere un romanzo. La mia ultima ambizione mollare il colpo e ritirarmi. Il mio ultimo proposito "promettere bassezze" nella speranza di riuscire a mantenerle. Tutto è finito. Tutto. A parte le vecchie noiose abitudini: quelle continuano imperterrite a salutarmi la mattina quando mi sveglio. Vorrei essere altrove. Vorrei essere vento. Vorrei essere un ruggito che si perde nella foresta. Ieri sera ho visto in tv un concerto dei primi anni ottanta di Migule Bosè, Matia Bazar e Loredana Bertè. Ecco, bene, vorrei anche essere Bosè vent'anni fa. Vorrei essere tutto, tranne un 41enne che tutte le mattine deve andare a lavorare a Cologno Monzese. Forse, vorrei anche essere Cologno Monzese...forse.... Bah vorrei essere tante cose. Tranne una. Ma non la dico, tanto domani ho già cambiato idea. Mi sa... nano nano
(nella foto Micky Green)

martedì, agosto 19, 2008

Ugly Eddie

Va beh... Che ci devo fare se è apparso sia in Ugly Betty sia in Dirty sexy money le mie ultime due passioni? E' vero potevo aspettare che facesse un video con Giusy, prima di parlare di lui, ma visto che difficilmente succederà ho pensato di accontentarmi. Cosa che non faccio mai. Quasi mai. Eddie Cibrian. Sto parlando di lui. Dell'attore che nel serial interpreta la nuova fiamma di Ida, la sorella di Betty, la madre di Justin. Per ora non si sono ancora fidanzati, lui fa il coach, non va d'accordo con il giovane e per questo ha chiesto un incontro con la madre. Alla fine troveranno una soluzione: Justin darà qualche consiglio alle cheerlady sulle coreografia. Geniale. Lui non so se lo è, ma onestamente non è importantissimo: classe 1973, origine cubana, sposato con una modella da cui ha avuto due figli. Tempo fa uno stretto conoscente (amici non ne ho) mi ha parlato di lui. Io ho immagazzinato il dato e nulla di più. Poi, l'apparizione, durante la puntata seguita dall'estasi, preceduta dalla promessa di devozione eterna. Mi chiedo: ma se me mettono a pascolare le caprette su qualche montagna sperduta me apparirà anche Gesu Cristo? Se sì, speriamo che assomigli a lui...Nano nano
(Nella foto, Gesù Cristo...emh no, Eddie Cibrian)

lunedì, agosto 18, 2008

Abbatteteli va...

..Non ho capito a che cosa servano le favole. Non ho capito come mai i bambini che crescono attaccati a piccoli e grandi schermi che mostrano solo eroi positivi dai grandi ideali e dalla razionalità ben educata, poi diventino colossali teste di cazzo. Non credo che le teste di cazzo non abbiano conosciuto favole, come non credo che i pochi che non sono teste di cazzo, invece, siano cresciuti intrisi in favole e peluche. Tutto questo per dire cosa? Che la Dysney potrebbe chiudere i battenti visto che a parte far spendere soldi non ha nessun ruolo educativo. Ma anche, come sostengo da almeno tre generazioni, che i genitori sono la peggior cosa che possa capitare ai figli. La domanda è: perché il Re Leone, Hercules, Ratatouille e minchiate di questo genere moraleggianti fino allo spasmo, non lasciano traccia alcuna nei piccoli adoranti spettatori ingordi di queste immagini fino alla nausea? Nessuno si ricorda una volta grande che, per esempio, che il re leone quando ha incontrato il cinghiale e una specie di opossum ridanciano invece di magiarseli è cresciuto con loro? O che il cuoco imbecille di Ratatouille invece di stendere l'orrido portatore peloso di malattie (il topo) se lo è messo in testa? Bah... Io un'idea ce l'ho: i film brutti e belli che siano durano quello che durano e nelle migliori delle ipotesi entrano a far parte della tua vita per circa due orette scarse (sì, grazie ai dvd un po' di più) gli altri, i genitori, invece, per sempre. Che ci siano o non ci siano. ...Per sempre. Cominciamo ad abbatterli va... Grazie. Nano nano

martedì, agosto 12, 2008

Tutta una vita davanti

"Sei stato in vacanza, vero?", "Sì, 15 giorni". "Ah, ecco, è per quello che non ti ho visto". Erano almeno due mesi che non mettevo piede nel Get fit di via Piacenza, l'unica palestra aperta in questa settimana. Ed erano almeno sei mesi che non incontravo la ragazza filippina addetta a pulire il nostro schifo. O forse otto. Sta di fatto che per lei erano passati solo 15 giorni. Mi ha fatto ridere, perché in fondo la vita è questa: per gli altri sono sempre 15 giorni quelli che passano, il nulla. E per te, invece e tutta una fatica titanica. Tu ti senti Atlante (con una distorsione al piede e un'ernia al disco) con la sua volta celeste sulle spalle, ma per gli altri, per l'umanità che tu ci sia o non ci sia, che passino due vite, otto storie d'amore, quattro lutti e un'amputazione alla giugulare, non importa. Sono passati sempre e solo 15 giorni. Quindici miserevoli e bastardi giorni. Milano vuota mi fa cagare. Lo dico ogni volta, lo ripeto fino allo sfinimento. Mi(lano) deprime e mi(lano) sbatte in faccia tutta la verità, la stessa della filippina del Get fit: "Che cazzo ci fai a Milano, quando nelle tue adolescenziali (e non solo) previsioni a 40 anni (41, il 23 agosto) ti vedevi nella tua villa al mare protetto da paparazzi e curiosi?". Però, ora dopo l'incontro al Get fit, faccio finta anch'io che da quei malsani pensieri siano passati solo 15 giorni. Che significa essere ancora giovane e con davanti un’intera vita da immaginare. E penso: “Chissà, come starò l'anno prossimo quando passerò l'estate nella mia casa a Ibiza con i 5 talebani cripto gay e poco più che 20enni a cui ho dato asilo?" Che meraviglia la vita...da immaginare. nano nano