domenica, marzo 30, 2008

A meno che non facciano le rockstar

Premessa: detesto i vecchi. Tolti quelli con le facce da nonnini di altri tempi teneri e raggrinziti, gli altri, che sono il 98% della popolazione anziana, cioè il 98% degli italiani mi stanno sul cazzo. Tantissimo. A meno che non facciano le rockstar. Bene. Sono sull'autobus, sono le 10,30 di mattina, sono comodamente seduto. E sto leggendo Neve il libro di Orhan Pamuk. Ad un certo punto sale un'orda di vecchiacci, che guardo con aria insofferente e penso: "Diobono ora devo anche cedergli il posto, che due maroni...". Tendo a farlo quando sono di buon umore e quando cioè non non cripto nelle facce che ho di fronte quell'espressione da : "tutto mi è dovuto perché sono anziano", che aborro. E quella mattina, sentendomi in ottima forma, ero di buon umore. Quindi quando mi si avvicina uno di questi canuti e ingrigiti individui, lo guardo e gentilmente chiedo: "Vuole sedersi?". E lui fissandomi mi dice: "No, si figuri posso però dirle una cosa?". E mentre penso : "no, non può dirmela di quello che le gira in testa non me ne fotte nulla e se a casa sua nessuno le dà retta perché è vecchio e coglione se non so cosa farci", rispondo: "mi dica....". E lui: "Sa che lei è un po' antico e superato. Ormai non si fanno più sedere gli anziani ma i bambini. Le parti si sono invertite. La gente si alza quando vede un bambino. Sono loro i padroni dei posti sugli autobus. Su, si modernizzi, mi sa che è rismasto un po' indietro". Io allibito lo guardo e non capisco se è serio, ironico, polemico o spiritoso. Tutte situazioni che da un senile se non fossi stato di buon umore non avrei gradito. Non faccio in tempo a sorridere e accennare un : "Sì, effettivamente ha ragione..." che lui è già sceso alla fermata e io scoppio a ridere da solo. E penso: "Spiritoso l'odioso vecchietto". Chissà se qualche tram lo avrà poi investito. Io spero di no....Ovviamente. Nano nano
(nella foto, Tina Turner)

martedì, marzo 18, 2008

Odio essere buono

Abbattetemi. Anche in tempi brevi, se potete. Nel mio delirio di neo buonismo sta recuperando punti anche Paolo Bonolis che ho sempre detestato. Temo che fra un po' comincerà a piacermi anche lui. Cenni tremolanti ci sono già stati. Stanotte mentre tornavo dal lavoro in automobile dalla radio parlava lui e io lo ascoltavo Bene. Aspettiamo che anche Bonolis entri nel mio mondo e poi mi abbandonerò definitivamente nell'infelicità eterna. Intanto cerco di sopravvivere in questa giungla cartonata fatta di poco. Ogni tanto mi capita di pensare al mio mondo. Ah il mio mondo. Ora si sta riducendo a davvero poche cose, ma che tengo strette come fossero gli unici giochi trovati da un bambino sopravvissuto ad una cataclisma di cui non ho capito l'origine ma di cui sicuramente apprezzo il risultato. Via. Ripuliamoci. Fermiamoci. Ogni tanto costa, ma serve. Per alleggerirci, per stare meglio, per riprendere il volo in direzione nord. Non so perché, devo averlo già scritto da qualche parte, ma in fondo è quella la mia direzione. Nord. Oh Madonna e se fra un po' comincio ad apprezzare anche Umberto Bossi? Odio essere buono... Lo odio... Nano nano
(Mi chiedevo: Miguel Bosè vive al nord?)

martedì, marzo 04, 2008

Dissociative fugue

Si chiama dissociative fugue e in sintesi altro non è che una turba comportamentale legata a uno o più episodi anche traumatici e non necessariamente apparenti che porta l'essere umano a mollare tutto e a scoparire dalla faccia della terra senza lasciare traccia. Il fenomeno è prettamente anglosassone (lo dice Io donna) e coinvolge soprattutto uomini over 40. Dentro, quindi ci potrei essere anche io. Leggo: "è una forma di psicosi moderna alla quale nessuno è immune". E aggiungo: "è una forma di psicosi moderna alla quale nessuno è immune ma purtroppo ancora poco diffusa". Domenica ero al parco Folanini a prendere il sole. Poi è arrivata l'invasione di cani e bambini accompagnati da genitori, o nonni, o zii, o fidanzati o sa il cazzo. So per certo che almeno il 70% delle facce adulte che ho visto se sapessero dell'esistenza della dissociative fugue invocherebbero dio tutte le sere di esserne affetti in tempi brevi. Adoro i bambini. Molto meno i cani. Per nulla, ahimè i genitori. Vorrei raccogliere le firme per creare zone isolate per single. All'estero adori i parchi. A San Francisco ho praticamente vissuto a Dolores Park. Qui la gente riesce a farmi odiare anche quelli. Anzi... riusciva a farmi odiare anche quelli. Ora ora che sono diventato buono e romantico sorrido e sorvolo. Nell'attesa che la dissociative fugue mi travolga e mi porti con se. Nano nano
(nella foto, la locandina di Into the wild)

sabato, febbraio 23, 2008

Fiori, fiori e ancora fiori

Palestra. Incontro un ragazzo che avevo conosciuto ad una festa. Lui era con il fidanzato. Io con "mia sorella nell'arte nella vita". Pensavo fosse una storia di anni, da come si guardavano, come si sorridevano, come si baciavano con gli occhi. Erano invece insieme da solo tre mesi. Erano, perchè ora non lo sono più. Me l'ha detto lui in palestra. Si sono lasciati via sms il 14 febbraio, dopo che lui, il ragazzo che ho incontrato, gli ha confezionato un cuore di rose rosse e gli ha inviato via cellulare la foto, visto che l'altro era via per lavoro. "L'ho fatto con le mie mani", ha tenuto a precisare. Un tempo, quando ero cattivo avrei pensato: "Beh davanti a un cuore fatto di rose lasciarti è il minimo che poteva fare, io ti avrei anche mandato anche un kamikaze a stringerti la mano". Ora che sono più buono, invece, penso all'ultima volta che sono stato romantico. Gli avevo comprato una serie di oggetti, ognuno impacchettato e munito di dedica che insieme ricostruivano un po' la nostra storia e auspicavano a un futuro insieme pieno di cose belle. Fu un disastro totale. Venni accusato di qualsiasi cosa: anche di aver comprato i regali a caso e poi in modo raffazzonato avergli appiccicargli addosso un concept dignitoso. Va beh. Chiusi con il romanticismo giusto un secondo dopo averlo conosciuto. In realtà io sono un grande romantico, malato di sogni e fottuttamente terrorizzato di essere deluso. E quindi eludo il rischio fuggendo il romanticismo pratico e dandoci dentro, invece, con quello mentale, solipsista e solitario che non porta a nulla. Ecco perché sono ancora convinto che un giorno vivrò in un castello.
Dopo quel incontro in palestra, sul messanger la stagista velina (unica e mia preferita per sempre) mi chiede cosa può regalare al suo fidanzato. Io propongo dei dvd della serie tv che lui ama di più. E lei nella sua infinita dolcezza mi dice: "ma non è romantico". E io, mentendo spudoratamente rispondo: "Tutto può essere romantico, dipende come viene fatto". Ma non è vero. Non è vero nulla. Anche nel romanticismo l'oggettività deve avere il sopravvento sulla soggettività perché altrimenti è la fine. I fiori sono romantici, un panino con la mortadella non lo è. Punto. Voglio questo necrologio: "Per lui fiori, fiori e ancora fiori, non opere di bene". Quelle lasciatele a chi nella vita è stato romantico. Nano nano


(nella foto, Hanging Heart di Jeff Koons venduto all'asta di Sotheby's, a New York, per oltre 23 milioni e mezzo di dollari, il prezzo più alto mai pagato per l'opera di un artista vivente)

giovedì, febbraio 14, 2008

San Pisello

Fanculo va... Fanculo... La scena è questa. Torno dal lavoro alle 9. Sono senza auto, con il taxi, infreddolito. Ho una giacca leggera. Il sole per me significa caldo. E punto. C'è il sole, tolgo la giacca. E che se ne fotte se siamo a febbraio e farà freddo almeno per altri due mesi o tre. La scena è questa. Scendo dal taxi e ho una fame boia. Telefono alla pizzeria qui vicino e ordino una pizza. Che puntualmente dopo 15 minuti arriva accompagnata dal ragazzo che me la consegna in mano. Non ho sogni proiobiti. Conosco i garzoni della pizzeria e so che non ha senso sprecare neppure un secondo per una qualsivoglia fantasia. Pago. Lascio la mancia. Mi siedo. Apro una birra, apro la scatola che contiene la mia cena e scopro che la pizza è a forma di cuore. Rido. E' San Valentino. Penso: "ma se la pizza è una sola ed è a forma di cuore è una presa per il culo o è un buon auspicio?". Rido. Poi mi viene il malumore a mille. Ma dura poco. Rido di nuovo. E me ne fotto. E penso: "Voglio un santo dedicato ai piselli così almeno in quel giorno la pizza che ti portano ha la forma di minchia". Tanto per dire. Buon san Valentino a tutti. Nano nano
(Nella foto Francois Sagat)

martedì, febbraio 05, 2008

Alberto? Passato

Piango e rido ogni volta che lo rivedo. Amici complici amanti. Così si chiama il film. E credo abbia su di me un effetto placenta tanto da riuscire a trasformare tutti i miei pensieri malsani in un nostalgico buonumore in grado di farmi vedere la vita dalla parte giusta. Che non è mai quello che faccio nelle mie giornate indemoniate che ultimamente sono tornate a farsi sentire. Sarà il buco dell'ozono... Sabato sono stato al Plastic. Era una vita che non ci andavo. Una vita. Mi è piaciuto: mi sembrava di essere sul letto di morte del mio divertimento. Nel senso che mi sono visto passare davanti situazioni, persone, luoghi, ricordi che mi hanno fatto compagnia per un po'. Che bello. Mi sembrava tutto meraviglioso e mi sembrava di aver vissuto tutto così intensamente da aver lasciato un segno lì tra qui divani, tra quella musica, tra quelle ombre, tra quei baci ancora sospesi ad aspettarmi. E loro, i ricordi, questa volta erano sorridenti e felici e mi raccontavano storie che la memoria indemoniata di questi giorni stava dimenticando. Ma questa volta l'ho fregata. Io. Piccolo e fragile di fronte al cataclisma che si chiama passato. Io e il mio passato. E caracollante e instabile sgomitava anche lui, il fottuto presente che come un gatto nero attacato ai maroni sembra non darmi tregua. Ma ho scoperto peteticamente sabato scorso che il trucco sta nel farlo diventare il più presto possibile passato. E confondendolo con la vita riesci a dare un senso anche a lui. Al prossimo appello non risponderò più "presente" ma "passato". Nel senso che più presente di così si muore. Appunto. Nano nano amici, complici e amanti....

giovedì, gennaio 24, 2008

La fiducia

La domanda è: "Per essere presi sul serio quanto coglioni bisogna essere da zero a cento?". Mi spiego meglio: se si è circondati da coglioni, come si fa a guadagnare la fiducia senza trasformarsi in coglioni ? Io sono il re dei coglioni e per questo vivo borderline tra un out e un coming, tra un mi piacerebbe e un non saprei, tra una nuance e un pendant, eternamente. Quindi mi auto elimino. Mi auto sospendo. Mi auto nomination. Ma non pensavo a me. Io sono febbricitante in tensione infinita ed eterna. Come il moto perpetuo. O come la Sagrada familia. Vedete un po' voi... Penso a tutti gli altri: tutti quelli che da 15 anni a questa parte non ci sono, non sono mai arrivati, non si sono mai visti, nessuno ha mai parlato di loro. Penso a tutti quelli che avrebbero potuto fare qualcosa. Semplicemente.... fare qualcosa. E quando smetto di pensare a loro mi viene in mente la melassa in cui viviamo, invece che continua a produrre "ordinary people", gente comune di cui onestamente mi faccio volentieri il bidet. La gente comune quando mi piace (e sottolineo quando) mi piace incontrarla per strada, al supermercato, sul pianerottolo del palazzo dove abito. Non sui giornali, in televisione o tra gli scaffali di una libreria. La gente comune sa di vecchio come il comodino della nonna. Sapete cosa penso? Che per essere presi sul serio bisogna essere coglioni centomila. Ecco spiegato il perché da 15 anni a questa parte l'Italia sforna solo coglioni... Ed ecco perché io non prendo mai sul serio nessuno... detesto i coglioni... Nano nano

mercoledì, gennaio 16, 2008

Il suo sternocleidomastoideo

Davanti a me ho un corpo muscoloso e nudo da fare paura. E' bianco. I suoi muscoli mi inondano la retina. Li vedo da ogni prospettiva e da ogni punto di vista. Vedo tutto. Anche la pelle tesa che li trattiene a steto. Il suo corpo è davanti a me, sotto di me, alla mia destra, alla mia sinistra. Sopra. E vola. Si contorce, spasima, grida, sputa, ansima, boccheggia. E i suoi muscoli, tutti i suoi muscoli si muovono all'unisono se lui si piega. Se lui salta. Se lui si trascina altrove. Li guardo e mi sembra di conoscerli tutti. Vorrei presentarmi ad uno ad uno da quanto mi piacciono: "Piacere Alberto", "Piacere grande gluteo", tanto per citarne uno a caso. Sono lì , li vedo, li scruto, la mia retina si infila tra loro per capire dove sta l'armonia e trovarne un difetto. La mia retina odia l'armonia se non è riflessa su una parete a specchio. La mia retina ama i difetti quando non sono riflessi su una parete a specchio. Anche lei ha i suoi limiti. Domanda: meglio un corpo da perdere i sensi e una faccia orrenda o una faccia da perdere i sensi e un corpo orrendo? Dubbi che mi sono venuti quando davanti a me, sotto di me, alla mia destra, alla mia sinistra, sopra ballavano Nigel, Adrian, Mike e Itay (quello dal corpo scultoreo chi cazzo sarà stato?).
Fuori piove a dirotto e la mia retina non vuole mollare la presa. Secondo me si è persa tra il trapezio e lo sternocleidomastoideo di Nigel, Adrian, Mike o Itay. Beata lei.... Nano nano

(nella foto Nigel Charnock...e il corpo non era il suo...)

lunedì, gennaio 07, 2008

La Medusa

"Quando una fitta improvvisa, mi riporta indietro ad una grande offesa e rimango delusa, ad un filo fragile rimango appesa. Passa il tempo ma c’è una cosa, che mi brucia dentro come una medusa". Poesia trash. Dovrebbe essere lo striscione da utilizzare in questi giorni nel napoletano. Lì la monnezza impera. Ma non la poesia. "Quando la tua colpa resta senza accusa, non si può chiedere nemmeno scusa", continua la canzone. La trovo meravigliosa nel suo nulla. Che è quello in fondo che spesso fluttua nelle relazioni: il nulla, appunto. "Sono stata impietosa, e adesso son davanti ad una strada chiusa". L'anti eroina per eccellenza che fa della sconfitta e della perdita il suo inno. Per poi, ed è qui l'apogeo trash dire: "Dammi forza per guardare i tuoi occhi e non tremare. Dammi forza per andare continuare a camminare. Dammi forza per mentire che è più facile morire, non poterti chieder scusa brucia come una medusa". Dove la grande verità sta, o dovrebbe stare, in quel: "Dammi forza per mentire che è più facile morire". Ma pur troppo non è così. La bugia è diventata un'altra verità a cui ci si attacca per non rimanere... soli per esempio. Confondendosi. Nano nano
(nella foto Donatella Versace a capo della Medusa)

lunedì, dicembre 17, 2007

Sorriso privato

"Al ragazzo con il giubbotto verde che era sul tram 16 lunedì 2.12.2007 : sono la ragazza con il cappotto nero. Ci siamo guardati per tutto il viaggio. Mi piaci "."A Elena di medicina: il tuo sorriso a istologia mi mette di buon umore, pronto a studiare tomi e tomi, sei più bella di una sinapsi. Ciao da Matteo". "Rosa mi manchi tanto! Perché non ti fai viva? Attilio".
Trovo geniale questa pagina anche se non fosse vera. Sto parlando della sezione Lettere, messaggi e pensieri d'amore di Leggo, il quotidiano gratuito. Mi piace l'idea che mentre viaggi e ti accorgi che qualcuno ti piace puoi rivolgerti a questa pagina per lanciare il tuo grido d'amore. O quello che è. Trovo meravigliosa questa cosa. Fissi qualcuno, ti fai un film e poi mandi la tua trama, riassunta in una manciata di battute, al 340-4351435. Che meraviglia. Mi vedo già a smanettare con il mio cellulare: "Ragazzo dal sorriso privato sceso in piazza San Babila, dove andavi senza di me?". Oppure: "Ragazzina che mercoledì 10 dicembre eri a pagano alle 10,57: i tuoi capelli ricci e lunghi sono stupendi, come il piercing sul naso. Ma gli occhi neri di tuo fratellino ancora di più. Quando compie 18 anni mi avvisi?". O ancora: "Signora intabarrata nella sua pelliccia, salita in Duomo sabato ics alle 17,50 mi ha fatto commuovere. Lo smalto viola però, mi creda era troppo". Trovo questo romanticismo contemporaneo meglio della mostra di David Lynch. Vorrei immergermi in una piscina colma di acido ialuronico e uscire con la pelle liscia di un ventenne che ne dimostra 17 per nascondermi anche io dietro un sms: "Ti ho visto scappare con una rosa in mano. Ma il tuo sguardo è rimasto incastrato nel mio e mi ha parlarto di te...Eravamo a Cadorna ed era un giovedì pomeriggio".

Senza le rughe i miei 40 anni non saprebbero dove riposarsi quando mi rincorrono. E così scivolerebbero via. Come i miei amori alle fermate della metroplitana. Buon Natale a tutti. Nano nano

mercoledì, dicembre 05, 2007

Che querelle... the best(emmia)

La bestemmia. Parliamo un secondo della bestemmia. Che a me ogni tanto scappa. Mi dà soddisfazione. Forse perché ho passato mezza vita con qualcuno che che mi rimbrottava ogni due minuti: "se ti sento bestemmiare ti spacco la faccia". E ora che la faccia me la spacco da solo e posso scegliere quando e in che modo farlo, ho deciso che non sarà di certo perché bestemmio. Il dramma è che io odio chi bestemmia. Rimango male. Non mi piace. Ma quando sono io a farlo mi sfogo che è una meraviglia. Se poi vedo intorno a me guardi smarriti mi sento cappuccetto rosso nel bosco. Anche un po' coglione alla fine. Ma credo sia dovuto all'educazione. In fondo la bestemmia è la cartina di tornasole del senso di colpa: quando si impreca il signore fottendosene vuol dire che si è guariti e non si è più vittime di quella cosa orrenda che è il senso di colpa. Che non significa necessariamente che bestemmiare sia un segno di intelligenza. L'ho già detto. Credo sia una prova di grande ignoranza. Ma a me piace essere consapevole dei miei limiti. Per superarli appunto. E il mio primo limite è il senso di colpa. Quindi prima supero quello, poi penserò ad altro. Una querelle the best...emmia, insomma.Nano nano
(nella foto una scena di Querelle the brest)

venerdì, novembre 30, 2007

Speriamo siano fighi...va

Ho il frigorifero vuoto come la testa di Paris Hilton, ma non voglio più uscire di casa. Vivo nella schizofrenia della creatività e vorrei avere tre blog (ogni per ogni tipo di umore più frequente), un laboratorio per costruire lampadari e un giornale tutto mio per lavorare con chi voglio e fare quello che voglio. Questa melassa dolciastra e filistea in cui siamo precipitati mi infastidisce. Se poi lavori a in un'azienda nata, cresciuta e diventata grande a Cologno Monzese, beh la medietà diventa il free pass per l'accesso. Sì, lo so, le grandi aziende sono tutte uguali, ma credetemi se le grandi aziende nascono alla periferia di Milano non possono che essere un po' peggio delle altre. Lapalisse. O tout court se preferite (ma anche Dr. House non andrebbe male). Vivo in bilico tra le mie psicosi che cerco di sedare con buoni propositi e buoni proposito che cerco di annientare con esiziali pensieri. Che sono quelli a cui a tutti i costi voglio tendere per esorcizzare le mie paure, ma che in fondo neppure mi appartengono tanto. Ieri ho visto un pezzo piccolo piccolo (come il suo diavolo) di Roberto Benigni. Parlava di Calderoli. Più o meno diceva: "Per quei bambini che hanno preblemi di crescita, poverini, quelli che dicono alla mamma 'non ce la farò mai, le sfide della vita, sono indietro, non ci arrivo', c'è Calderoli. Basta che la madre accenda la televisione lo veda e dica: 'Amore mio, vedi quello lì, lo vedi? Quello lì è al senato è il vice presidente, ce la puoi fare anche tu', per ridare al figlio sicurezza di sè". Trovo in questa battuta una grande verità. Con un dubbio: ma tutti i Calderoli che ci sono ora, quante ne arriveranno dopo? Puttava eva... Speriamo almeno siano fighi...va.... Nano nano
(Nella foto Matt Damon)

lunedì, novembre 19, 2007

Nani nani

...E se mi addormentasi e mi svegliassi il 25 dicembre? Magari tra un bue e un asinello. Felice soprattutto di volare rapidamente al 6 gennaio. Arrivano quei tre, giusto? E arrivano dall'Oriente, giusto? E portano cose pregiate, giusto? Va beh. In questa stanza ho 17 gradi e si gela. Il calorifero è troppo piccolo e il divano e troppo grande. Ci vorrebbero i re magi, appunto. Non ho mai amato l'autunno. Ora, invece, mi piace da morire. Il freddo, le foglie che cadono il sole che quando c'è, se c'è mi fa venire in mente Amsterdam, Copenhagen, Berlino, Istanbul, Madrid, per esempio. Tutti posti che amo e che se ci vivessi amerei più di Milano, credo. Qualcuno mi ha spiegato che dalla vita bisogna prendere quello che arriva. Altri che bisogna lottare per avere quello che si vuole. E, onestamente come dice Crozza, non capisco il collegamento. E' un po' come quando ti accorgi, per la prima volta, "che la vita è dura" e ti chiedi: "ma per che cazzo di motivo mi avete fatto credere fino ad ora all'esistenza di principesse buone e bbone e a principi da perdere il fiato? O siete stronzi voi e sono una merda io". Con tutte le conseguenze che se ne ricavano dal rimanere impelagati in questo dubbio. Eppure basterebbe pochissimo. Basterebbe insegnare, fin da piccoli, concetti semplici, come questo: "La vita è una merda e per questo bisogna viverla fino in fondo, qualsiasi fondo sia, altrimenti aumentano le probabilità che ti fotta. I principi e le principesse non esitono e se esistono hanno i debiti in banca". Così uno si regola e sceglie di essere: o un pragmatismo individualista o un romantico altruista? E bona. Eludendo il rischio di essere pragmatico e romantico che è un binomio mortale. Nano nano. Anzi, nani nani (gli unici che esistono davvero e non solo nella favole) a tutti.

martedì, novembre 06, 2007

Penso, ahimè...

...penso a tutti quelli che mi hanno detto "ti voglio bene e te ne vorrò sempre". Penso a quante volte l'ho detto io. Penso a tutte le varianti che ci sono dentro a queste parole. Penso a un sarto di Kabul alle prese con stoffe e colori. Alle varianti, appunto. Penso che tempo fa, tanto tempo fa, mi bastava sentimi dire "ti voglio bene e te ne vorrò sempre" per sapere che quello che stavo facendo era giusto. Penso che invece non era giusto niente e che non avrei dovuto accontentarmi del "ti voglio bene". Penso di avere ragione e di non avere più voglia di nessun "ti voglio bene e te ne vorrò sempre". Penso che dietro il "ti voglio bene" ci sia sempre una fregatura, a meno che non sia detto da qualcuno che fa davvero parte della tua vita. E a questo punto penso a cosa voglia dire fare parte della vita di qualcuno. Far parte o averne fatto parte. Non importa. E penso a quante volte non ho fatto parte della vita di qualcuno o qualcuno non ha fatto parte della mia. Quindi, penso a quante volte inutilmente ho detto, o mi hanno detto: "ti voglio bene e te ne vorrò sempre". E' vero c'è sempre la seconda opzione: non pensare. Ma è la più faticosa. Ahimè... nano nano
(nella foto i coniugi Beckham)

lunedì, ottobre 29, 2007

A sparkling resume

L'ho letta e mi è piaciuta. Fa così: "I don't exactly have a sparkling resume" e più o meno significa: "non ho esattamente delle frizzanti credenziali". Ultimamente detesto le scale di casa mia. Mi sono stufato di farle da solo. Ultimamente mi è stato chiesto: "Cos'è la cosa che più le da fastidio di lei?" Ho risposto senza pensarci un secondo: "la mia fragilità". Ultimamente mi chiedo perché non si ha neppure più il diritto di voler essere magri senza passare per anoressici. Che non è il mio caso. Ma di tante donne che vedo felici nella loro salutare magrezza. Ultimamente mi sono accorto che molti distributori delle sigarette ti chiedono cose strane: carta di indentità, tessere varie ecc ecc con il risultato che diventa un problema anche fumare. Ultimamente non esco più di casa anche perché dopo le 2 di notte non si può più bere. Per evitare che la gente vada a trecento all'ora e ubriaca si schianti ammazzando cani e porci. Eppure continuo a vedere pubblicità di automobili che sfrecciano su strade bagnate e tortuose come un tronco d'ulivo. Ultimamente, che prendo più spesso i mezzi pubblici, sento gente che parla ad alta voce e spara cazzate grandi come il vuoto che hanno nello loro teste. Ma chissenefrega. Va bene così. Facciamo finta di nulla. Perché lamenatarsi, qui è stupendo. L'ho letta e mi è piaciuta. Fa così: "I don't exactly have a sparkling resume". Io. Gli altri invece... Nano nano

(nella foto il libro da cui ho preso la frase)

giovedì, ottobre 18, 2007

Brad? No Brit...sorry

"Che Britney Spears avesse una vera e propria idiosincrasia verso la biancheria intima lo si era capito: più volte infatti la popstar aveva messo in mostra le sue parti intime lasciandosi cogliere dagli scatti dei paparazzi senza troppo pudore. La conferma l'ha data leistessa, come riporta il magazine In Touch, nel quale Tuesday Knight, gioielliera di Hollywood e grande amica della Spears, ha rivelato di aver parlato con lei e di aver scoperto che "non sopporta proprio le mutande" (Agi, 18 ottobre).
La stessa cosa che succede a me con il costume. Non chiamatemi più Brad. Chiamatemi Brit va... Nano nano
(Nella foto Ricky Martin, che non c'entra nulla...)

domenica, ottobre 14, 2007

Un grande rompicoglioni

La cosa più normale nella vita deve essere mollare il colpo. Visto che lo fanno in tanti. Lo so. Ma io il colpo non riesco a mollarlo. Nel frattempo mi sono anche perso e non so di chi è la mano che sto stringemdo in questo ipotetico eterno braccio di ferro. Beh l'importante è che non sia quella di Olivia. Sarebbe paradossale non essere ancora riuscito a sconfiggerla. Comunque non mollo. Sarà per questo che sullo schermo del cellulare fino a poco tempo ho avuto la foto con la scritta Venceremos scattata all'Habana. Vinceremo. Ovviamente inteso come plurale maiestatis.
Credo che non mollare il colpo significhi non smettere di farsi domande. E soprattutto avere il coraggio di dare delle risposte. Del tipo: Mi fermo? Vado avanti? Cambio strada? Semplici domande a cui dovrebbero seguire semplici risposte. Ma che nessuno ha voglia di dare. Questo mi va bene? No. Perché? Perché mi fa cagare. E punto. Per esempio. Sei felice solo come un cane? Sì. E Allora non scassare il cazzo. E punto. Vorresti fidanzarti? Sì, ma non con il primo coglione che passa. E allora aspetta ma non maciullare l'umanità. E punto. Ti diverti quando esci? No. E allora non uscire. E punto. Credo che il segreto sia tutto qui: farsi domande e darsi risposte. Che automaticamente significa non mollare il colpo. Strafottendosene di chi ti vuole convincere, invece, che sei solo un grande rompicoglioni. Nano nano... e punto.

venerdì, ottobre 05, 2007

E tu di che telefilm sei?

Sono le nove del mattino. Devi correre. Hai un appuntamento importante con la tua nuova capa. Vuoi fare colpo su di lei. Rimani più male, quando scopri che:
a) E’ una bisbetica indomata. E ti ricorda tanto Karen di Will & Grace.
b) E’ un’arpia in collo di volpe. E ti ricorda tanto Alexis Carringon di Dynasty.
c) E’ di una femminilità unica. Ma ha i baffi, i peli sulle braccia e assomiglia ad Horatio Caine (in versione travesti) di C.S.I. Miami.
Non hai scelta. Ti ha invitato il tuo collega. E’ da un anno che trovi scuse. Ora non puoi più. Preferiresti che lui fosse:

a) Homer dei Simpson: mediocre, ma almeno divertente.
b) Rex: impegnativo, ma almeno ubbidiente.
c) Mr Bean: imbarazzante, ma almeno silenzioso.
Siete insieme al bar Martini di Dolce&Gabbana a Milano. Lui ti dice lui: "vado in bagno un attimo". E non torna più. Vorresti essere:

a) la piccola maga Tabatha di Vita da stega per muovere il naso e dire: "fai pur tutto quel che vuoi tu, ma per almeno sei mesi non ti tirerà più..."
b) Samantha di Sex and the city, così ci provi immediatamente con il ragazzino dai bicipiti tridimensionali che da solo si fa un gin and tonic.
c) Pamela Anderson quando fa la bagnina a Baywatch. Così quando lo incontri sai dove infilare il surf.

I profili sono liberi. Nano nano (versione Cosmopolitan)

sabato, settembre 29, 2007

A(ahahahahahaahahaha)mo Milano

Amo Milano. Amo questa città cupa e brumosa. Amo la gente che incontro per strada. Amo i sorrisi che mi arrivano addosso come brezza mattutina che mi danno l'energia per affrontare la giornata. Amo incontrare persone, stringere mani, abbracciare, baciare, distribuire affettuosità come un dispenser di sapone in un Autogrill. Amo Milano. Amo questa città. Mi è mancata. Mi mancherà se me ne vado. Mi mancheranno i suoi abitanti, mi mancheranno le voci e gli sguardi che si incastrano tra le mie parole e le mie occhiate. Mi mancherà la vita, quando non sarò più qui, un giorno, e mi sentirò come la Peron privata della iniziale del suo nome. Amo Milano. Amo soprattutto la sua gente. Amo la signorilità e la compostezza dei suoi abianti, l'educazione, la paura di non disturbare, la riservatezza che viene trasformata in dolore piuttosto di essere violata. Amo questo stile di vita stracolmo di incontri tra le mura di una casa e timido verso tutto quello che avvine oltre la porta . Amo questo rispetto, questa paura di divertirsi, di farsi vedere che ci si diverte. Amo questa classe innata e spero di continuare a ripetere e di non essere mai promosso. Amo la discrezione. Amo tutto di Milano. E mi manca quando non ci sono. Ahahahahaahahahahahahahahah Nano nano

mercoledì, settembre 26, 2007

Quel Ahmadinejad lì...

Lo trovo geniale: "In Iran non esistono gli omosessuali, noi non ne abbiamo". Dove noi sta per Mahmud Ahmadinejad (presidente dell'Iran) e i suoi connazionali. Prima cosa adoro chi le spara grosse per provocare i borghe-catto-comu-conserva che immediatamente gridano allo scandalo. Non importa poi se si farebbero tagliare una mano piuttosto di partecipare ad un Gay pride anche solo per fare numero. Bah...facile...troppo facile.
"Gli omosessuali da noi non esistono". E chissenefotte mi verrebbe da dire. In Occidente esistono, ce ne sono tanti, eppure nella maggior parte dei Paesi non hanno nessun diritto, non gli è facilmente consentito camminare mano nella mano, baciarsi in pubblico, è meglio che evitino, se vogliono vita facile, portare il proprio partner a cene, pranzi feste ufficiali di lavoro, per esempio. Inezie. Piccole cose. Cosa vuoi che sia?... Bambinate adolescenziali. Su... Siamo ancora fermi al bacio in piazza? Hihhihihihihih ridicoli.
Certo, in Occidente esistono, ce ne sono tanti (tantissimi) che vivono in fuga eterna dall'idea di accettarsi come tali. Fanno di tutto pur di non pensarci: si sposano, fanno figli, lavorano 15 ore al giorno, si fanno preti, e quando proprio non ce la fanno più vanno con i trans: quelli hanno le tette e la virilita (di chi ci va) è salva. Ma anche in questo caso, inezie. Cosa vuoi che sia vivere una vita nascosti? L'importante è avere una famiglia e non far credere a nessuno di essere soli, mettere al mondo figli. Tanti. Belli e maschili soprattutto. E poi stiamo ancora menando il torrone sulle tematiche dell'accettazione di noi stessi? Basta. Su.... Gli anni settanta sono passati da mo... Che noiosi siamo. In Tv c'è Ciao Darwin 5 che mette in sfida "vergini" contro "rifatte" ...per cortesia... Un po' di open mind.
Certo, in Occidente esistono, ce ne sono tanti, eppure per la grande, fraterna, altruista chiesa cattolica possono fare tutto quello che vogliono (possibilmente pailettes solo a capodanno e tacchi alti solo a carnevale) tranne sesso. Altrimenti, ahi, ahi, ahi, ahi scatta la scomunica, la gogna, il ludibrio pubblico, lo scandalo. Ma certo anche in questo caso inezie. Siamo ancora fermi al sesso? A Freud. Oh, Madonna ma che tristezza siamo? E poi, cosa vuoi che sia il parere della Chiesa su... Noi che viviamo in Italia, poi, un paese progressista, moderno, aperto, che guarda al futuro, evoluto. Noi italiani siamo tolleranti, simpaticoni, divertenti, allegroni, mattacchioni, pazzerelli.... Saremo ancora mica fermi ai giudizi espressi dal papa? Su...non me fate ridere.... Quel Mahmud Ahmadinejad lì eh... nano nano
(nella foto una scena di Brokeback mountain, 2005)

sabato, settembre 22, 2007

Calcio e figa la prossima volta

Sono nel bagno turco della mia palestra. Il sudore mi scivola addosso senza ostacoli. E questo mi piace. Con me altri due o tre che se la raccontano. Il tenore della conversazione è questo: "Ma sì, io non bevo. Ho comprato 120 bottigli di....... che è buonissimo. 25 le ho portate al mare quest'estate e le hanno finite i miei amici. Ora non ne ho più neanche una". Il secondo chiede: "Ma quante le hai pagate?". Risposta: "Ah, non chiedermi queste cose, non lo so". Punto uno: a casa mia 120 meno 25 fa 95. Quindi: "Come cazzo fa ad averle finite?". Sempre il solito delle bottiglie: "Ho rimesso su tre o quattro chili. Dopo 40 giorni al mare ero riuscito a calare un po', ma mi sa che li ho rimessi tutti. L'altro ieri sono andato da mia madre a mangiare e mi ha fatto la cotoletta alla milanese, sai quella vera. Non hai idea di cosa è....". Avendo lui 60 anni mi chiedo: "ma sei ancora fermo alla cotoletta della mamma?". Per cui miè venuta in mente una cosa. Perchè non si istuiscono dei Comitati controllo madre (ccm) e la smettiamo di torturci sul perché siamo (o gli altri sono, che in fondo è la stessa cosa) un disastro? Del tipo: alla terza minchiata che la mamma insegna al figlio (che significa che al quarto giorno è già spacciata) glielo si porta via. E bona. Si fanno delle visite sorpresa alle neo genitrici, finché il figlio non ha almeno 16 anni. Al terzo errore glielo si fa salutare. Il figlio cresce in una comunità e quando avrà 18 anni (e dopo aver votato almeno la prima volta) potrà rincontrare i suoi familiari. Giusto il tempo per dire: "Per fortuna, Dio esiste". In questo modo non ci sarebbero scelte: i figli si farebbero con intelligenza e non si avrebbe un paese pieno di coglioni. Ma pesantemente coglioni. Certo, calerebbe drasticamente il numero dei gay e gli psicanalisti zapperebbero la terra. Che entrambe le cose non sarebbero male. Le madri sono la vera rovina degli uomini. Ed essendo la società fondata su delle regole maschili, ergo dell'umanità. Per le figlie femmine farei un'eccezione: aumenterei il margine d'errore. Da tre e sei. Ma non di più. Ok, il discorso mamma è chiuso, per il calcio e per la figa fatemi preparare... Nano nano.
(nella foto, un'immagine di David LaChapelle)

venerdì, settembre 21, 2007

Mirate bene

Dopo le Pringles credo sia una delle invenzioni più interessanti che siano state sbattute sugli scaffali dei supermercati: lo yogurt Yomo alla castagna. Non è male neppure quello alle mandorle e al miele. Che, quest'ultimo, non è neppure difficile farselo da soli. Io impazzisco per le castagne, adoro lo yogurt va da sè che il connubbio mi mette di buon umore. La mia fase anoressica si compiace di queste presenze nel mio frigorifero. Io anche. Oggi mi sono depilato per la prima volta in vita mia le braccia. Odio i peli. Da tempo. All'età di 40 anni ho deciso che posso diventare schiavo anche della ceretta. Tanto qui siamo schiavi di tutto. Una cosa in più o in meno, chissenefrega. Ora ho il busto glabro (anche se, ci terrei a sottolinearlo, ho quattro peli in croce) come un calciatore. Aspettiamo di vedere che succede (rossore a parte). Se me vedete su Novella 2000 con una velina, non fate domande. Milano è come la televisione: un caravanserraglio di pattume e ciarpame che neppure l'Amsa riesce più a controllare. In Campania (che ingenui) si lamentano se aprono una discarica, noi qui ci viviamo sopra e non facciamo un plissé. Vediamo se conformandoci le cose migliorano. Il primo passo è la ceretta. Il secondo sarà una camicia a righe con collo e polsini bianchi. Il terzo una spilletta azzurra con scritto Forza qualcosa. Italia, credo. Il quarto passo non sta a me farlo. Ci sarà qualche volontario. Vi chiedo solo una cortesia: mirate bene. A meno che Beppe Grillo non diventi presidente del consiglio. In quel caso mirate pure il mio vicino di casa... Nano nano
(Nella foto, fiore con calice glabro)

martedì, settembre 18, 2007

Under my umbrella

"You can stand under my umbrella". Ho in testa Rhianna. Ieri, dopo il fine settimana passato qui con i miei nipoti, serata al Milano film festival. Dove ahimè ho beccato i corti. Siamo partiti con quelli di Ciprì e Maresco (si chiamano così?) che detesto. Li ho sempre detestati. Continuo a detestarli. Non mi fanno ridere. Poi, è stata la volta di una storiella sull'uragano Katherine, di una mini minchiata girata da un indiano di cui non ho capito il senso, e un altra pattumata from Brazil. Bene. Poi sono uscito. Siamo usciti. Forse essendo corti il mio chip intasato che ho in testa quando si focalizza sulla storia è già finita. O forse, più semplicmente, non fanno per me. In questo momento. Meglio sferuzzà a casa per le tende. Va....
Nel pomeriggio primo giorno di palestra dopo due mesi. Voglio fare il bravo e sorridere, essere smart (?), e dispensare serenità. Almeno visiva. Me sforzo più de un tir che trasporta tondini. Vediamo che succede. Poi fra tre giorni a limite torno a tirarmela come se fossi Brad Pitt. Del resto per ora: "You can stand under my umbrella". Quindi...Nano nano.
(Nella foto, Rhianna)

mercoledì, settembre 12, 2007

Due volte dio (parte seconda)

Ciao Italia. Come salutava tempo fa la Bonaccorti. Ciao Milano. Come salutano i cantanti rock. Ritornato. Dormito. Confuso con le ore: qualsiasi orologio guardo sono convinto che in realtà ci siano 9 ore di differenza (avanti o indietro indifferentemente). Oprah dice: "we will be back", e io capisco: "tornerai presto". Non so se è vero. Ma mi piace pensarlo.
Ok. Ultima immagine di San Francisco: io che sto caricando la valigia sul taxi, il taxi che indietreggia senza conducente a bordo, io che mi sposto, il taxi che sbatte contro l'automobile percheggiata, io che vedo il tassista a terra, Markos (la padrona di casa) che si affaccia dalla finestra svegliata dal rumore che osserva sconsolata la sua automobile incidentata (da ferma). Poi ho capito: il tizio del taxi non ha messo la retro, si è accorto quando l'auto ha cominciato ad andare indietro a quel punto ha tentato di salire per tirare il freno ma è inciampato per colpa della portiera aperta ed è finito a terra. Una gag non male. Per me, soprattutto, che avevo negli occhi acqua che mi cadeva addosso dal soffitto (il sogno dell'ultima notte a Sf). Per gli altri un po' meno. Immagino. Penaepanico è tornato (e diventa: penaepanico, no excuse). Dio dio. Nano Nano a tutti.
(Nella foto, Fontana di Sf , esterno notte)

martedì, settembre 11, 2007

Direzione?

Direzione? Mi sa che questa volta è direzione Duomo, Cordusio, Cascina Gobba o Loreto. Mi sa. Direzione? Non lo so. Forse in direzione nord. Che è un titolo che volevo dare ad una cosa, tempo fa. Forse in nessuna direzione. Direzione? Forse, molto più semplicemente, la mia direzione. Two time nano

sabato, settembre 08, 2007

Tritolo

Mi sento un orfanello con la mia borza (con la z) di stoffa nera e sguincia che uso da quando sono qui. E mi sono accorto ora. Un orfanerllo a San Francisco. Che meraviglia. Ragionando sempre per generalizzazioni (che è la cosa che amo di più fare) mi sembra che le donne americane siano insipide. Gli uomini dei bambinoni di 16 anni. Le donne delle zuppette senza sale ma con tanti pezzi di verdura dentro. Ma alla resa dei conti, poi non sanno di nulla. Non ho capito perché qui dimostrano tutte 50 anni. Passano da Gap kids child direttamente a Macy's grandmother. Del tipo: dopo il collage, ce se veste vintage. Più che vintage....village... e sicuramente non people. E si offendono anche se le chiedi: "Quanti anni hai?". Sono così. Certo, non deve essere facile la vita per loro: in una società maschilista e competitiva come questa ne vieni fuori, se ne vieni fuori, a pezzi. A meno che non vivi a L. A. a fai come professione la diva. In questo caso ti fanno a pezzi. Gli altri. Mi chiedevo: vado o non vado oggi pomeriggio a Golden Gate park al rock and reggae concert? E nel caso, imbottito o non di tritolo?. Quante domande anche qui.... two time nano

giovedì, settembre 06, 2007

Bad little genius here too

I Jefferson so sempre una garanzia anche in lingua originale. Negli 82 canali che ho a disposizione mi capita spesso di vederli. Stasera non sono uscito. E' da sabato che non esco. Mi sa. Mi corrego. E' da domenica che non metto piede in nessun locale. Così va meglio. Non lo dico, ma in realtà siamo alla fine. Di cosa, non l'ho ancora capito. Porca puttana. Se può dì? E chissenefotte. Sto pensando a tutte le cose che non ho fatto qui a San Francisco: non sono mai andato al cinema, non sono stato a teatro a vedere una cosa che mi interessave, non ho messo piede in nessun festival, non ho visto il Golden gate park e non sono andato ad Alcatraz. Poi penso a tutte le cose che ho fatto e me commuovo. Praticamente non c'è scampo: non devo pensare a nulla. Zero. Solito discorso. Oggi però sono ancora qui. Cosa che mi fa venire in mente il post di un po' di tempo fa: "qui è ancora sabato" (o qualcosa del genere). Niente. Sono già nel baratro. Piangerò per tutto il volo. Da qui a lì. Sono abituato anche a questo. Ho pianto in ogni aeroporto che mi ricordi. Ma c'è tempo. Intanto sto pensando che uscirò tutte le sere. Per allungare le giornate e allontanare le partenze. Bad little genius here too (giusto Agente Scully?). La vita è bela. Two time nano

mercoledì, settembre 05, 2007

My lady

Praticamente quando parlo inglese di mia spontanea volontà la gente me guarda basita, ma quando me chiedono indicazioni, oh un vigile urbano ne sa de meno. E' tutto un: "Vai a destra, vai a sinistra, all'angolo, gira....". Addirittura ieri una settantenne, dopo aver parcheggiato una Jaguar, un po' vecchiotta forse della stessa età della conducente, mi chiede: "Secondo te, anche se è un po' sullo zebrato può andare bene questo parcheggio?". E io con il mio inglese impeccabile le dico: "Signora mia (my lady)...in Italia per un parcheggio così te aggiungono 4 punti sulla patente da quanto è perfetto, a San Francisco non saprei....". Mi ha sorriso. Poi serio le ho detto: secondo me è perfetto anche qui. Mi ha ringraziato. E' buffo. Perché io insisto d essere ironico non considerano che: a) la mia ironia già in Italiano fa, spesso e volentieri, tenerezza. Immagino in inglese. b) non parlando inglese non ho capito in che lingua la traduco. c) diciamo che per i nordamericani l'ironia è un po' come la cucina di casa: poco frequentata. Però sono divertenti. Mi messaggiano cose serie (più o meno) e io gli rispondo con minchiate senza senso. Io rido, loro mica ho capito... Me spiegate che lingua se parla qui? Two time nano

lunedì, settembre 03, 2007

Fatte bacià bello....

Qui è festa. Labor day. Io non lo sapevo e me so presentato a scuola alle 8,45. Lasciamo perdere... Ieri ho passato il pomeriggio in un bar Eagle tavern, dove nelle vie limitrofe si festeggiava un evento che ci sarà settimana prossima qui a San Francisco. Credo qualcosa legato ai Beers, gli Orsi. Va beh ma di questo chissenefotte. Bene. Quello più sobrio, nel look, aveva una tuta verde militare strappata all'altezza del pisello. Ovviamente senza mutande. Beh diciamo che non ero circondato precisamente da una fauna in grado di destare il mio interesse, anche se il sentimento non era a quanto pare reciproco. Ad un certo punto un tizio passa e mette la mano sul sedere a me e ad un ragazzo con cui stavo facendo chiacchiera e dice: "Posso approfittarne?". E io basito penso: "E approfittane bello de mamma, fatte bacià, fatte bacià dalla Gina. Bello. Ciao bello...." Citando a memoria una gag di Anna Marchesini. In reatà non ho fatto in tempo a dirgli nulla, mi sono limitato ad osservare il suo fidanzato che guardava il tizio tronfio mentre palpava il culo a noi due. Palpeggio delicato eh. Molto delicato. Che buffi che sono sti qui. Comunque insisto nella mia teoria: la stupidità degli uomini (gay o meno che siano) qui è più evidente. Molto più evidente. Di più. Credo che in fondo a me l'umanità maschile faccia pena. Tenerezza, tristezza e pena nello stesso tempo. Che sia una lesbica mancata? Ce manca solo questo... Two time nano.
(nella foto, avventore tipico della taverna Eagle)

sabato, settembre 01, 2007

Paziente inglese

Qui se spadella e se pulisce la casa come una schiavetta Isaura qualsiasi (in una tv, secondo me peruviana, stanno riproponendo un imbarazzante remake). Il sole spacca gli occhi e si rimpiange il vento. Andare in spiaggia è inutile perché tanto con buone probabilità lì il tempo è di merda. Qui è così. Bisognerebbe interpellà Giuliacci ogni due secondi. Quasi quasi me metto a fa' un centrino al parco. E magari da un centrino passo alle tende, dalle tende al corredo e me fermo qui a San Francisco. Va beh. Ieri ristorante giapponese e poi in un bar con spettacolo dal vivo di drag queen (e king) patacche. Adoro questi locali scipiti, polverosi ma con un'anima probabilmente nera (drag a parte). In Spagna si definiscono "cutres", in Italia non ho mi trovato una parola che rendesse l'idea. In inglese... Inglese? Ma che è....l'inglese? L'unica cosa che associo all' inglese è il paziente. Per il resto piattume totale... Anyway. Sono passato in edicola e mi sono comprato: People. Il nuovo dramma è il tentato suicidio dell'attore Owen Wilson di cui prima non sapevo neppure l'esistenza. Va beh...fateme andà a fare la spesa. Qui Catering Alberto...siete tutti invitati. Two time nano.

venerdì, agosto 31, 2007

Castro (questa volta Veronica)

Il dramma che si sta consumando nelle televisioni latine è questo: il figlio di Veronica Castro (sì, quella di Anche i ricchi piangono) è andato da Cristina (anchor woman latina in stile Oprah Winfrey) lamentandosi che è da tre anni che non vede più sua madre, sua nonna (con le quali ha dormito fino a 13 anni....) e sua zia, da quando cioè si è sposato con una tizia non gradita alla celebre genitrice. Il caso vuole che lui da questa donna abbia avuto una figlia (o un figlio) e sia in attesa del secondo (o seconda). Bene. Il giorno dopo lo show (registrato prima) la notizia bomba: il figlio della messicana si sta separando. Da qui il dramma. Da qui lo scatenarsi di tutti i programmi di gossip. Da qui l'inizio di una catena di pattumate inutili da raccontare. Certo, negli Usa in tv c'è di tutto tranne le cose che contano. La guerra in Iraq, per esempio, di cui non si sente parlare neppure per sbaglio. Figuriamoci nelle televisioni di Miami e dintorni in lingua spagnola. Che la Castro se candidi per la presidenza? Magari dopo aver preso la green card grazie ad una buona parola di Ugly Betty.
Giorni di vacanza. Che tengono lontano il rientro. Giorni di malinconia. Che tentano di avvicinarmi alla mia vita oltre l'oceano, Atlantico questa volta. La costa a sud di San Francisco non è male. Mi piace. Certo... non ci passerei più di due giorni di seguito. Appunto. Two time nano.
(nella foto il quartiere Castro a San Francisco)

mercoledì, agosto 29, 2007

Il post(o) in cui sono stato

Ho scoperto la mia nuova passione. Le foche (e che Dio ci benedioche). Va beh. Le adoro perché non fanno nulla tutto il giorno, stravaccate a prendere il sole se la spassano. Le amo. Oggi viaggetto rapido in direzione nord. Appunto, dove c'è una riserva naturale sulla costa piena di animali. E di uccelli. Che non amo particolarmente (che battute state pensando? coglioni). Il nome del posto non lo so. Non memorizzo nessun nome. A parte San Francisco del resto non so nulla. Per farmi capire dico: "Il posto in cui siamo stati il giorno del mio compleanno, il posto in cui sono stato ieri, il posto in cui sono stato mercoledì ecc ecc." La mia causa è persa. Comunque sia...(in tv c'è un film con Leonardo Di Caprio, quanto figo è?). La costa è meravigliosa. Chilometri di nulla interrotti da paesi (chiamiamoli così va...) ordinati e puliti come una vetrina di Via Montenapoleone. Senza glamour e senza stile, però. Per questo interessanti. Casette in stile Happy Days di legno e cartone, una vicino all'altra. Penso all'Italia e all'impossibilità di poter stare soli. Ecco, La California è agli antipodi. Se vuoi passare una giornata in totale solitudine qui hai l'imbarazzo della scelta: boschi, coste, colline e montagne. E intorno a te il nulla. La differenza più grande è questa (quello in tv urla, co urla?). Two time nano.

martedì, agosto 28, 2007

Ocra, grigio, Ambra

Settimana dedicata ai viaggi. Tanto per capire un po' come è sta California. Poi lunedì rientro nella mia routine con l'ultimo rush di corso d'inglese. Che dire. Che sta posto è na bbomba. Ieri sono stato a Monterrey. O meglio uun po' prima. In spiaggia. Non sia mai che me imbatta in una chiesa o in un museo. Nooooo. Per carità. Qui tanto non c'è nulla da vedere a parte accozzaglie di monumenti i quali da soli giustificherebbero il famoso terremoto che minaccia San Francisco e dintorni da una vita. Non se possono guardà. Ma il resto è fantastico: colori, luci, natura. E' pazzesco vedere come in pochi chilometri cambi completamente il paesaggio passando da un rigoglioso verde, a un tenue ocra o a un laconico grigio scuro. Per non parlare della solita nebbia. Certo, andare in giro in auto per le strade della California con la Bertè che urla dal cd fa un po' tenerezza. Per fortuna è durato poco. Meglio la compilation de mia sorella nell'arte e nella vita. Va be. Ma queste so bazzecole. Che ci fa Francesco Renga a San Francisco? L'ho incontrato ieri, l'istinto da patacca che ho, mi avrebbe portato a fermarlo per fargli la solita domanda che gli faccio (di solito) quando lo intervisto: "Come sta Ambra?". Non l'ho fatto. Me so trattenuto. Ma ancora me chiedo il perché... Two time nano
(nella foto, soft drink in the Usa)

domenica, agosto 26, 2007

Mi piacerebbe

Senza coperta, senza cibo, senza nulla. Per fortuna la serata è stata leggeremente meno fredda del normale. Che significa lo stesso giacca di pelle, maglione di lana, megalietta e canotta. Se si sta fermi. Se ce se scatena in un club, beh basta la canotta... Il film non era La dolce vita ma 8 1/2. Mi è piaciuto. Molto. E' la prima volta he lo vedo intero. Mi ci sono ritrovato. Anch'io ho spesso un brutto rapporto con la verità e con le bugie. Soprattutto quando si parla di sentimenti. Confondo le due cose, agli altri e a me stesso. E stasera la confusione è più forte del solito. Bene. Mi chiedevo quanti degli abitanti di San Francisco presenti a Washington square park sanno che l'Italia non è più la stessa raccontata da Fellini. Mah. Secondo me non hanno capito nulla. Mentre stavo fumando, un po' defilato dagli spettatori sdraiati e intabarrati dentro coperte e sacchi a pelo, mi si è avvicinata una pazza. Mi dice: "Vuoi dormire con me stanotte?". Basito la guardo e le dico: "I don't speak english, I'm italian". Me spara qualche minchiata su non so che parente e poi mi abbraccia e aggiunge: "Comunque non ho mai dormito con un italiano...mi piacerebbe". Bella mia, quante cose piacerebbero a me...Two time nano

sabato, agosto 25, 2007

Forever. For fun

Sono stato qui. A festeggiare il mio compleanno. Adoro questi posti. C'era la nebbia. Ma anche il sole. Il freddo. Ma anche il caldo. Mi piacciono perché sono un po' come me. Credo. E' stata una sorpresa. Bellissima. Domani sera mi hanno invitato a vedere La dolce vita in un parco all'aperto. Che ovviamente non ho capito qual è. Devo portà una coperta se no schiatto dal freddo. Il problema è che ho solo il piumone. Mica me posso palesare con il piumone, magari addosso, stile Wanda Osiris. Ci penso domani a come risolvere l'empasse. Magari mi presento come Anitona in abito lungo e nero. Per la parrucca bionda no problem. In televisione è pieno di televendite e ieri ne ho beccata una di parrucche. Qui è facile fare anche le drag. Comunque. Oggi ho corso per le vie dietro casa mia in direzione sud. Quanto è bella questa città e quante sono belle le case? Quanta voglia di rimanerci per sempre mi viene? Per sempre? Ma no... era solo una battuta. Two time nano
(Nella foto, una spiaggia di Marin county)

giovedì, agosto 23, 2007

Quaranta, mi dicono....

Ok. Sono stato indeciso fino all'ultimo momento. Odio i festeggiamenti. Anche a San Francisco. Soprattutto quando mi riguardano. Sono un ego timido, devo averlo già scritto su questo blog da qualche parte. Comunque. Oggi compio gli anni. Quaranta, mi dicono. Sarà... Non voglio cadere nella trappola...ma la mia anima è troppo baracca. Troppo. Puttana eva. Quindi non ce la faccio. Quindi: "I love you, don't forget it". Two time nano
(nella foto, Alcatraz)

mercoledì, agosto 22, 2007

Signora mia, lei non parla inglese

Ho trovato una che parla l'inglese peggio di me. Si chiama Charo. E la voglio ora. Di professione fa la cantante, attrice, ballerina. Una poliedrica insomma. Wikipedia dice che è nata a Murcia (in Spagna) nel 1941 o giù di lì, ma lei sostiene di essere invece nata dieci anni dopo (o giù di lì). Sta partecipando al solito reality di vip di scarto (che in questo caso si chiama The surreal life e mi sa che è una replica visto che questa e la terza edizione anche se sono già arrivati a sei) che girano per le reti tv del mondo, insieme con Brigitte Nielsen che qui rimanarrà per sempre l'ex moglie di Sylvester Stallone (un po' come la Bertè che in Svezia rimarrà per sempre l'ex di Borg), Comunque. Lei, la Charo è una bomba. E' una via di mezzo tra la Pampanini, Sandra Milo, Spagna e Isabella Biagini. Parla con un accento spagnolo pazzesco e la mattina, senza trucco e con il parruccone da almeno tredici chili di capelli, non se può nemmeno sfiorare con il pensiero da quanto te fa spaventà. E' una baracca e io vorrei essere un terremotato del Belice.
Ho deciso che con l'inglese sono peggiorato. Punto tutto al rash finale a settembre. Fra qualche giorno compio gli anni. Quaranta. Credo. O forse come Pamela Anderson ho sbagliato a fare i calcoli e ne compio 17. Ma non ditelo in giro. Il regalo più bello è essere qui a San Francisco. Non perché è San Francisco ma perché avevo voglia di andare via per un po'. Lo desideravo da anni. Ci sono riuscito. Sono felice. La vita è bela. Ora mi guardo in tv la replica dell'ultima puntata di Sex and the city. Forse, avendola vista quelle trenta volte, ce capisco qualcosa. Two time nano (che qualcuno me chiede cosa vuol dire: signora mia, nano nano equivale a nano due volte. Da qui in inglese Two Time Nano. Si vede che lei non sa l'inglese...).
(nella foto Charo)

lunedì, agosto 20, 2007

Sformati famiglia

Spettacolo di drag queen. In un hotel in centro. Dire che è una cosa per turisti è come dire che a Disneyland c'è Mickey Mouse. La Palisse. A me sti show di trans continuano a non convincermi e a mettermi un po' di tristezza. Sono come i clown. Mi fanno ridere zero. Comunque. Sono a San Francisco. Sono in America. La terra della libertà. Dicono. Ieri avevo voglia di patatine. Mi sono percipitato al supermercato vicino a casa mia e aperto 24 ore al giorno, sette giorni su sette. Bene. C'era il due per uno. Ma non è questo il problema. Il problema è che un pacchetto di semplici patatine non lo trovi. Ci sono i formati famiglia (da noi) che qui diventano sformati famiglia (visti i risultati). So talmente grandi che prima li compri e poi passi dal notaio per dirgli a chi andranno quando seccherai. Impossibili finirli in una vita. Sono patacche. E' inutile insistere. Qui è tutto grande. Persino i fiori delle piante. E' un popolo strano. Ma per conviverci basta non capirlo. E io in questo ci riesco benissimo. "When do you leave?", mi chiedono. E io rispondo: "I'm from Italy". Siamo perfetti. Due vuoti a perdere. "Two lost empty", no? Two time nano (hihihi)

venerdì, agosto 17, 2007

Obrigado

Ok. Racconto veloce una cosa, poi mollo il colpo. Tanto siete tutti in spiaggia. Oggi una ragazza del corso (21 anni from Brazil) ci ha salutato visto che sabato torna a San Paolo. Ha passato sei mesi a San Francisco. Una tipa che a me è molto simpatica anche perché mi ricorda la sorella di una mia amica, nonché mio ex direttore. A parte questo, è stata molto dolce: alla fine della lezione, dopo foto scambio di e-mail e minchiate varie, siamo rimasti in tre o quattro a fare chiacchiera e lei si è messa a piangere. Mi ha fatto molta tenerezza. Mi è venuto in mente la mia fobia per le partenze e per i distacchi. Perché in fondo si parte sempre. Quando si torna, non si è mai come prima. C'è sempre qualcosa di più da ricordare. Ed è questa la cosa più bella della vita. Credo. Comunque. Oggi Juliana (così si chiama la brasiliana) ha presentato la sua relazione che consiste nell'esporre un tema a piacere inerente al proprio paese (tutti gli studenti lo devono fare. Io sono indeciso se parlare di Santa Lucia o di Gina Lollobrigida). Ha parlato di Pelè, la star più popolare del Brasile. Alla fine ho chiesto: "Ma di Sonia Braga non ci racconti nulla?". Uffa. Two time nano
(nella foto, l'anonimo ingresso della scuola di inglese)

mercoledì, agosto 15, 2007

Malumore a mille (anzi a 75 dollari)

Settantacinque dollari. E' la cifra che ho cacciato per tagliarmi i capelli. Mather fuck. Come direbbero qui. Per avere un taglio cha fa anche cagare, per altro. Me sembra de essere Perry Mason. Per altro. Decido che mi devo tagliare i capelli perché ho una testa che fa paura. Cerco un po' di haircut qui a San Francisco, a Castro, nella zona dove vivo e vedo che più o meno tutti si aggirano intorno ai 25 dollari. Ma non mi convincono troppo. Vado in quello più vicino a casa mia (nella foto l'anonima insegna che mi ha fottuto). Entro, bonfonchio qualcosa, il tizio che è alla cassa fa finta di capire, io anche, mi siedo, mi fanno lo shampoo, mi massaggiano il cranio, mi fanno accomodare sulla poltrona, mi chiedono cosa possono fare per me ecc. ecc. Mentre il tizio tagliava ho capito subito che se la tirava da morire ma senza motivo. E già me stavo innervosendo. Faccio finta di nulla, guardo sottecchi il tagliatore timido che sforbicia con parsimonia sulla mia testa, nel frattempo leggo Rolling Stone, di cui non ho capito un solo titolo, e alla fine mi alzo, ringrazio e vado a pagare. Il resto l'ho già detto. Mi è venuto un malumore a mille che la metà basta. In più mi sembra di essere mio nonno e in più fra una settimana dovrò ritagliarli perché me li ha praticamente semplicemente spuntati. Qui 75 dollari sono almeno 16 o 17 gin and tonic. E me fermo qui...two time nano

lunedì, agosto 13, 2007

I'm very six. I suppose

La cosa divertente è quando faccio i compiti: scrivo in inglese come se parlassi in italiano, treducendo simultaneamente tutto e mettendoci anche dentro qualche botta di ironia che già in italiano mica sarebbe poi così facile capire. E il dramma è che insisto anche. Comunque. Sono negato per le lingue. Per l'inglese poi. Non ho memoria, non mi ricordo una parola che è una e arrivo a sera che sono sfinito dal tanto impegnarmi a cercare di capire qualcosa. Oggi mi è venuto persino il dubbio di non essere particolarmente arrivato. Boh. L'unica cosa che capisco, ma mi sembra strano, è quando mi dicono "sexy". Secondo me mi dicono "six" e io capisco "sexy". Che povero Cristo sono? Oggi al parco ho preso un po' di sole. Poi sono arrivato a casa e ho fatto i compiti d'inglese. Mi sento uno studentello nella classe dei ripetenti. Ma ndo sta il compagno sexy (o six?) presenza fissa nei B movie all'italiana? E' vero che generalmente era la supplente quella che se trombava gli studenti. O mio Dio,.... vuoi vedere che... no va beh... lasciatemi perdere...in questo loop non ci voglio entrare.
Voglio tornare in spiaggia dove sono stato venerdì pomeriggio. Ho fatto il bagno. Il bagno.... Diciamo che mi sono sbattuto in acqua e sono uscito alla velocità della luce con un inizio di stiramento ai polpacci dovuto all'acqua troppo fredda. Mi sa. Ma che bello che è l'oceano. Two time nano

venerdì, agosto 10, 2007

Made in Italy (lui)

Beh, ieri sera ho un po' esagerato. Credo di non essere più abituato a bere. O qui i gin and tonic sono più forti. Fatto stà che a mezzanotte quando mi sono ritirato (come direbbero a Napoli) non capivo più nulla. Doccia e a nanna. La mattina, questa mattina, ero ancora leggermente storto. Ora sto in forma come una leprotto che sta sfuggendo al suo cacciatore. Peccato che il cacciatore di me stesso, me sa, sono ancora io. E' da 40 che me cerco, ma ndo vado? San Francisco ormai la controllo senza problemi, soprattutto quando sono sul tram dove c'è scritto Milan, Italy. Sì, esattamente come quando studiavo e mi infilavo sull'11 per raggiugere casa dalla Stazione Centrale. Qui i tram sono tutti diversi, e provengono (mi dicono) da diversi paesi del mondo. Very fanny. Dicono loro. Sarà.
La mia nuova passione è infilarmi in libreria, durante la pausa delle 11,30 (30 minuti) e comprare libri in inglese. Ora sono alle prese con l'ultimo di Umberto Eco. Leggo due o tre paginette al giorno, sottolineo le parole che non so, poi le cerco sul dizionario. Ho messo in piedi un traffico con sto' inglese che se non lo imparo ora non lo imparo più. A lezione il teacher cripto gay è più elegante di Oscar Wilde. Veste tutto italiano, Prada, Etro, Guggi, impeccabile nelle sue camicie ben stirate e dentro i suoi panaloni a tubo dal taglio perfetto. Lo detesto. Detesto il fatto che qui io abbia solo jeans, ciabatte e un paio di orride scarpe da ginnastica mai state belle neppure appena comprate. Non c'è praticamente competizione. E non reggo l'affronto. Certo, io lo provoco con le mie camicie anni '70 original (Simo, bbono) ma sono anni luce distante dal suo glamour. Puttana eva. Sto gringo di merda è più up to date di me che vivo a Milano. Lui sarà fierissimo di questa cosa. Poi, mi sa che è anche un po' fascistello. Mi sa. Too much...too much. Too (hihihihi) time nano

martedì, agosto 07, 2007

Mazurka con Madonna

Scromp scrup scramp (rumori de boscaglia e legna calpestata da esseri umani). Poi: "Sorry, sorry did you see a cat with a fur red please?". Io: "Yes, 30 minutes ago, more and less, but I arrived in this house yesterday and I suppose that the cat live here". Il vicino: "No because bla bla bla". E via a saltà da una proprietà all'altra a cercare il gatto. Io ero nel mio cottage comodo comodo a fare i compiti di inglese (i cui risultati mica se vedono). Ad un certo punto mi appare questo sulla cinquantina abbondante, (forse sessantina abbontante) a chiederme del gatto. E via fuori anche io a cercare sto cesso de gatto. Poi, quando il tizio ha ormai scavalcato almeno trecento staccionate ed è arrivato a Sacramento (capitale della California, l'ho scoperto oggi) il coglione di gatto appare, con un pelo lungo e lucido che se lo becca la Marini se fa du' extension in un battibaleno. Chiamo il tizio, tale Charles, che torna indietro e dopo altri scromp scrup scramp mi si palesa davanti. "Thank you so much, thank you so much e bla bla bla". Morale della favola: dopo due minuti mi porta una bottiglia di vino rosso. E io: "Quando la berrò penserò a te e al tuo gatto". E via che sparisce oltre la staccionata del giardinetto dietro casa. Bene. Non è finita. Dopo il gatto, passa un'oretta, me arriva il topo. Na bestiola marrone (ma ci sono i topi marroni?) con coda orrida che si infila in un'aiuola, questa volta, del cortile davanti alla porta di entrata. Me so precipitato in bagno e ho chiuso l'asse del water. Per i coccodrilli c'è tempo. Next life, magari.
Verso le 7 p.m. vado a bere qualcosa al Badlands, l'unico posto in cui praticamente sono stato. Mi piace molto. Lo trovo molto anonimo e per questo molto San Francisco. Non so, ha qualcosa che mi fa piacere. Non che gli altri siano tanto diversi... Sono più o meno tutti uguali. Comunque, sono stato abbordato, in ordine sparso, da: un tipo che ballava la mazurka sulle musiche di Madonna, tic munito; un ragazzino di, forse, 18 anni filippino o giù di lì che si è messo a simulare uno streep davanti a me (c'è il frigo, qui dietro, che ogni 3 minui parte e fa più rumore di un Dc10); un texano che si è presentato e parlando subito in spagnolo mi ha blaterato qualcosa e alla fine mi ha baciato e detto: "you are so beautiful"; per ultimo da un tizo che a parte sorridermi ripetute volte non ha fatto altro. Dopo due orette scarse me so ritirato. Divertito dallo spettacolo. Ora vado a letto. Two time nano

domenica, agosto 05, 2007

Qui è ancora sabato

Qui il venerdì non si va a scuola. Mi sono adeguato in un battibaleno. Sono andato verso l’Oceano, fuori dalla Baia. Ad ovest di San Francisco. Un freddo becco. La mia idea era di andare con il mio laptop, fermarmi un bar, mangiare, scrivere, leggere. Fare un po’ il pensionato. Che è la cosa che mi piace fare di più nella vita. Beh , sono finito in un posto dove non c’era praticamente nulla se non case, cinesi e silenzio. Che potrebbe tranquillamente essere un ossimoro. Ma lì non lo era. Questo oceano continua a piacermi tanto. Sabato mi sono trasferito nella mia nuova casa. Na bbomba. Piccola, una stanza a piano terra con giardinetto sul retro. Very Happy Days small size. Peccato che non ci sono i fornelli. Ma me ne sono accorto solo dopo essere andato a fare la spesa e aver comprato pasta, bacon e uova. Torno mi guardo in giro e mi dico: "Ma dove sono i fornelli? Noooooooooo cazzo, i fornelli". Ma poi ho risolto tutto. C'è una piastra elettrica che va alla grande. Per fortuna. Anche il bancomat ha ripreso a funzionare. Per fortuna.
Questa città è piena di barboni. Ieri sul tram ho visto un ragazzo messo malissimo. Avrà avuto non più di 25 anni, di una bellezza commuovente. Aveva dei capelli stupendi biondi e ricci che gli arrivavano alle spalle e che spuntavano fuori da due cuffie di lana (una sopra l'altra) che aveva in testa. Era seduto con il suo zaino a pezzi, una custodia di violino (deduco con strumento annesso), conciato da fare paura. Era in piedi, guardava il finestrino e continuava a passarsi le mani nei capelli ricci sistemandoseli. Gli occhi andavano da ogni parte, pompati da chissà cosa si era infilato in vena. Credo di non aver mai visto dei capelli biondi così belli in un uomo. Lui aveva gli occhi azzurri, il naso molto pronunciato e chiaramente rotto, lo sguardo torvo, la pelle rossa e cattiva. Come lui. Era alto e non riuscivo a staccargli gli occhi di dosso. Sto leggendo un libro sulla rinascita di un disperato di 23 anni tossicodipendente e alcolizzato da almeno 10 (Un milione di piccoli pezzi una sorta di autobiografia di James Frey). Credo che quel ragazzo che ho incontrato qui a San Francisco sulla linea 71 fosse lui. Oggi qui è ancora sabato ho passato un venerdì notte che mi riprenderò fra tre wekeend e ora (sono le 9,31) andrò a letto. Two time nano
(nella foto, Outdoor my house)

venerdì, agosto 03, 2007

Mommy? no, Moma

Stanotte ho dormito non benissimo. Ieri sono andato a letto troppo presto. Ero troppo stanco. Ho sognato tanto. Troppo. Mi sa. Mi sono stufato di essere nomade e non vedo l’ora di trasferirmi nella mia casa nuova (uno studio di 5m etri quadrati 5 con giardinetto di 2 metri quadrati 2). Ho voglia di mettermi a cucinare qualcosa di decente. Qui si mangia da Dio e si paga poco ma di uscire tutte le sere me so rotto. Ho scoperto che anche il bancomat non funziona più. Quindi sono senza soldi. Domani vado in banca e vedo se mi aprono un conto qui. Alla Bank of America. Mi suona bene. Mi piace. Pomeriggio al Sfmoma, San Francisco museum of modern art. Tra le altre cose c’era una esposizione di Martin Munkacsi fotografo ungherese, ex giornalista a Berlino trasferitosi a New York con la discesa in campo di Hitler, diventato una celebrità, morto in miseria agli inizi degli anni sessanta e maestro postumo di Avedon e tanti altri. Molto interessante. Sicuramente di più della solita esposizione permanente fatta di Picasso, Dalì, Morandi, Mondrian, Klee ecc ecc. Di cui onestamente non ne posso più e che ho visto, diciamo così, a volo d’uccello (my sister in the art and in the life, do you remember?) De Picasso poi…A parte quattro cose non mi è mai piaciuto ma solo a Barcellona l’ho realizzato e me so detto: Basta.
Ora sono qui al caffè del Museo a scroccare corrente. Non avendo un dollaro in tasca non ho preso nulla. Va beh, speriamo di risolvere anche questo problemino. Two time nano.

(foto fatta a Union Square mentre strimpellavao jazz dal vivo)

mercoledì, agosto 01, 2007

My name is Alberto

Mentre scrivo sono stravaccato a Union square nel cuore di San Francisco. Boh, c'è qualche connessione wireless e me so azzeccato. Stanotte dormito 8 ore. Felice mi sono presentato a scuola e nonostante il test di ieri sia stato un disastro, la responsabile degli studenti, appena mi ha sentito parlare mi ha sbattuto ad un livello superiore. Me sento già Oprah, pronto a candurre un talk show.
Primo esercizio in gruppo. Io sono con un coreano e una giapponese. Dobbiamo pensare a qualcosa o qualcuno e dare delle indicazioni in modo tale che il compagno (o i compagni come nel caso mio) capsica chi o cosa sia. Attacco io: "E' una famosa ragazza che vive a Los Angeles ma il suo nome è lo stesso di una città europea" (tutto questo ovviamente in inglese, ochi). La japan risponde Paris Hilton (tra gli sghignazzi, ma co ridono continuamente quelli?). Attacca il coreano: "E' il più importante libro ch sia stato mai scritto". Rispondo io: "Harry Potter". E lui: "No, la bibbia". Domanda successiva: "Ma di cosa scrivi in Italia!". Io: "Di starlette televisive e di reality show". Loro "hihihihihihihihihihihi". Come dire: "si spiega tutto". Ora dopo. Cambio edificio, cambio aula. Si presenta il nuovo teacher. Scarpe italiane, calze a righe, pantaloni neri a tubo, camicia azzurra, cravatta nera, capelli lisci pettinati in avanti, occhi azzurri, bocca carnosa. Mi guarda e mi fa: "Ieri tu non sei venuto, vero? Presentati...". "My name is Albert I come from Italy and this is my phone number...". Naturalmente la seconda parte non l'ho detta. Quanto vuoto sono? Two time nano

(Nella foto, l'insegna del quotidiano più famoso di San Francisco)