venerdì, luglio 31, 2009

La terra e il Cielo

Vorrei che Napoli e tutta la Campania camorrista e canterina diventassero una spianata di cemeneto. Vorrei che tutti quelli che erano in spiaggia a Mappatella beach, indifferenti al morto sotto l'ombrellone, fossero vittime di metastasi notturne e fulminati. Vorrei che i passanti della fermata della metro Montesanto, dove qualche mese fa è morto tra le disperate e vane grida di aiuto della compagna un romeno colpito per sbaglio in un agguato, perdessero di colpo i loro polmoni. Vorrei che quel sud avulso da ogni etica fosse divorato dalla terra che, ahimè da troppi anni se ne sta sonnacchiosa dentro il Vesuvio. Vorrei che quella banda di crimanali venduta all'omertà d'improvviso venisse umiliata dalla propria ignoranza. Vorrei che tutti quelli che vivono dei loro voti (padre Pio compreso) perdessero di colpo tutto: denaro, affetti, sicurezze, amori. E anche qualche televisione, magari. Vorrei che quella devastata zona di anime diventasse un gigantesco pargheggio per l'Italia tutta: "Ndo vai? A Roma, ma aspetta che vedo se c'è posto a Napoli, lascio lì la macchina e ce se vede al Colosseo". Vorrei che le scuse, ormai consumate non uscissero più da nessuna delle loro bocche. Non c'è più tempo per le scuse: quando la morte lascia indifferenti vuol dire che si è arrivati ad un punto di non ritorno. Ecco, vorrei che su quel punto si facesse razzia. Ognuno a modo suo. Purchè di razzia si tratti. Nano nano
(Nella foto il brasiliano campione dinuoto Cesar Cielo Filho)



giovedì, luglio 16, 2009

Che fortunato che sono


...Pensavo...ma ora che finalmente sono diventato scuro, o meglio, ho smesso di essere rosso e sono abbronzato, la cassiera della Standa così mi dirà: "Come va la cancrena?", oppure, "Problemi di fegato?", o cose di questo genere. Lo so, è per questo in fondo che ho il frigorifero vuoto. La temo, in silenzio ma la temo. E' giovedì 15, sono sveglio dalle sei del mattino e ieri ho intervistato Cristina Del Basso che ha due tette che visto dall'alto sembrano due mappamondi. Ha fatto un calendario. Io dopo essere stato con lei per 20 minuti avrei voluto essere fatto. E basta. Per non ricordare, almeno. Certo, quando diventerà ministro della cultura al posto di Bondi potrò dire: "L'ho conosciuta, un genio". Che fortunato che sono... Nano nano
(nella foto la Carrà mentre distribuisce i milioni della Lotteria)

lunedì, luglio 06, 2009

Dall'altra sponda

Ci vuole un po' di fantasia, perché la situazione è un po' difficile da descrivere, ma ci provo. Ticino. Domenica pomeriggio siamo io e Lui. E' la prima volta che ci vado. Non ci sono mai stato nonostante viva a Milano da ormai più di 20 anni. Si prende il sole lungo e nel greto del fiume. A seconda di quanta acqua carica. Però non essendoci mai stato non lo so, di fatto, com'è la situazione in genere. So come lo era domenica 5 luglio. Arriviamo in automobile. Ovviamente non ci piace e non ci interessa la zona piena di gente. No, noi due vogliamo andare a finire dove c'è poca umanità, dove il fiume è bello, dove la natura è incontaminata, dove si può prendere il sole nudi, dove non ci sono zanzare. Praticamente in un altro posto. Ma non ci arrendiamo. Arriviamo in automobile. Parcheggiamo. Siamo finiti in una budello del fiume molto stretto, abbastanza profondo con poche persone tutte sulla stessa sponda incastrate tra la ghiaia, a prendere sole, spalmarsi creme, guardare due imbecilli che guadano il rigagnolo come fosse il Mississippi, pronti ad immergersi nella nota selva del Ticino. Due poveretti, insomma. Ma ce la facciamo: attraversiamo il rigagnolo (un'operazione di 10 secondi, forse meno) e ci perdiamo nella nostra natura a cambiare posto almeno tre volte, orizzonti, luci, colori. Poi, dopo un paio di orette torniamo al solito punto: siamo dall'altra parte del fiumiciattolo, la gente nel frattempo è aumentata, noi siamo accaldati, rossi e traballanti in bilico tra la ghiaia scoscesa e l'acqua, timorosi di perdere l'equilibrio. Siamo in costume, il mio è giallo, e ho la salvietta a modi pareo. Lui ha la borsa strapiena di giornali, creme, pesche, acqua a tracolla, una maglietta e un costume color ciclamino piccolo e stretto come il mio. Di colpo mi rendo conto di essere in trappola. Io e lui siamo in pasto alle retine della folla dall'altra parte della sponda pronta a mangiare con lo sguardo qualsiasi cosa le passi davanti, anche Renato e Albin in versione padana. Abbiamo tutti i loro occhi addosso. I costumi diventano ancora più piccoli, noi eterei e delicati come due petali di rosa caduti in una stalla. Non abbiamo alternativa, lì con le nostre movenze  caracollanti e la nostra abbronzatura integrale non c'è scampo. Si può solo resistere, resistere e resistere. Per non sprofondare nel ridicolo. Di colpo prendo in mano la situazione, mi faccio dare la borsa, me la metto in testa e attraverso il rigagnolo come Indiana Jones in una delle sue tante ricerche. Arrivo dall'altra parte, con la fronte grondante di mascolinità e testosterone. Mi giro e vedo lui con i mie ray ban bianchi che mentre si mette la maglietta intorno alla fronte, modi fascia da aerobica di Jane Fonda, timidamente si immerge nella pozza per attraversarla. Lamentandosi ad alta voce di quanto sia fredda l'acqua. E di colpo, in quel preciso istante che mi giunge nell'orecchio il suo lamento,  so che nei posti di lavoro dei nostri vicini (anche solo se per poco tempo) di sponda, per qualche giorno a venire si parlerà di noi. Ne sono certo. Nano nano

mercoledì, luglio 01, 2009

Michael e Kakà

Non so perché ma quando ho visto il servizio su Telecinco dell'arrivo a Madrid di Kakà ho pensato a Michael Jackson, alla musica, al calcio, ai paesi cattolici e a quelli che lo sono meno. Le mie sinapsi fumavano. Per poco, grazie a Dio. La notizia è semplice semplice: allo stadio Bernabeu di Madrid sono arrivate 40 mila tifosi del Real per salutare il calciatore brasiliano. A Los Angeles (e in tutto il mondo) migliaia di persone si sono riunite per ricordare il loro idolo. Ovvio, lì' nello stadio dei mondiali '82 c'era un arrivo, nella città degli angeli una partenza, azioni che comportano diversi umori. Va da sé. Per questo il mio umore era tutto per Michael e per i suoi fans lacrimanti e disperati, mentre gli sguaiati madrileni mi facevano pena: lì che si sgolavano al microfono come bestie assetate di sacrifici, illusi che il loro eroe possa in futuro, tamponare vuoti e paure e portare la felicità eterna. Ma è impossibile: il loro asso a volte c'è a volte no, a volte fa goal a altre no, può far vincere ma anche perdere. E' in bilico, insomma. La musica di Michael no, quella c'è sempre. Basta accendere l'I pod, collegarsi a Youtube, mettere un cd nel computer, nel lettore o dove sia. La musica non tradisce. L'emozioni la riconoscono. Ecco la differenze tra i fans di Michael e di Kakà. Io che sono snob aggiungo: ecco la differenza tra il cuore e la desolazione, tra l'amore e qualcosa che ha a che fare, quasi sempre, con le proprie brutte frustrazioni. Nano nano

giovedì, giugno 25, 2009

Pressione alta

Non devo più dare confidenza a nessuno. Lo so. A cominciare dalle cassiere del mio supermercato. Devo bandirle dalla mia rotta per evitare derive poco gradite. Dopo una settimana al mare, torno e mi scapicollo a fare la spesa sotto casa. Sono palesemente abbronzato, magari non nerissimo, ma comunque abbronzato. Scendo, metto nel carrello quattro carabattolate alimentari, arrivo alla cassa. La ragazzina dai capelli neri e dagli occhi chiari mi sorride e mi dice: "Come stai?". Io baldanzoso rispondo: "Bene, grazie. Sono appena tornato da una settimana di mare". E lei: "Che bello". Io: "Scusa, ma non si vede dall'abbronzatura?". Lei: "No. Tu sei sempre un po' rosso in viso. Ma soffri di pressione alta?". Muto e con lo sguardo altrove mi sono ritirato nei miei appartamenti sognando uno sfigmomanometro. Nano nano

martedì, giugno 16, 2009

Pensiero fisso

Sto guardando Opercion triunfo, il programma cult di Telecinco (sì, qui a Mediaseeeeeeet, si vede Telecinco) condotto da Jesus Vazquez. Niente, su Canale 5, tanto per capire Amici live da Torino. Più o meno la stessa cosa. Ma non è questo che mi ha catturato l'attenzione. Quello che mi ha rapito sono le sopracciglia di tale Elias, concorrente del programma spagnolo. Non ho mai visto una cosa così orrenda. Lui canta e ha un appeal direttamente proporzionale ai peli rimasti attaccati sopra gli occhi: minimo. Ma si agita e gesticola come se il fascino lo investisse dal cielo. Mah. Mi chiedo: "Anche le sopracciglia pinzettate fanno parte dramma della globalizzazione?" Domani, in spiaggia, sarà il mio pensiero fisso. Lo prometto. Nanos nanos.
(nella foto. Elias)

martedì, giugno 09, 2009

Io sono Scarlett e viva Noemi

Mi è bastata un chiacchiera telefonica per decidere di andare a votare. Mi è bastato sapere che il mio direttore votasse per andarci anche io e, in un certo senso, annullare il suo voto. Mi è bastato quello per scapicollarmi,  tessera elettorale e carta d'identità  in mano, nella scuola vicino a casa mia, per l'occasione diventata seggio elettorale. Mi è bastato quello per capire che a volte basta solo frenare, fermare, placcare, bloccare, per partecipare. Non solo vincere. Io ho placcato lui, lo so per certo. E mi basta per dire che ho fatto il mio dovere. Non andando a votare, quello è un dovere vetusto in una democrazia così povera come la nostra,  ma fermando l'avanzata degli avvilenti. Ora mi sento Scarlett, che urla al (via col) vento "Domani è un altro giorno". Viva l'Italia, viva la Repubblica (intesa come quotidiano), viva Noemi. Nano nano (ma sì, con tacco 15, questa volta)

sabato, giugno 06, 2009

Io sono Rhett e viva l'Italia

No, non ci siamo. Ho deciso che non andrò a votare. Lo so, posso ancora cambiare idea. Ma mi sono sfracellato i coglioni di clown nani e catto-comunisti dal ciuffo tinto. Odio il circo, odio la chiesa. Da qualche anno sono riusciti anche a farmi odiare anche le minoranze (intese come politiche). Non voto. Credo che sia la prima volta. Mi dispiace.  Tanto. E lo faccio con l'ansia di chi non riesce a capire il perché gli italiani sono così disperati da credere a quello che dice una vecchia checca liftingata, toupettata, taccata e inceronata. Lo faccio con l'ansia di chi ha sempre vissuto il voto come una forza e un caposaldo della democrazia. Ma ora, mi sembra di capire non è più così. E per questo non vado a votare. Perché non c'è più nessuna forza in quella croce, in quella scelta, in quella opzione. Non c'è anima in quelle fottute cabine elettorali. Non c'è più democrazia in questo passivo sonnecchiamento. E quindi, come dice Rhett se l'Italia va alla deriva, "francamente me ne infischio". Vediamo se facendo così faccio pace con i miei connazionali. E' un atto egoistico il mio, lo so. Sono pusillanime misero e meschino come Crash ed Eddie i due opossum dell'Era glaciale. Appunto. Finalmente mi sento un vero italiano. Viva l'Italia. Nano nano (ma senza tacchi, cerone, lifting e toupet)

lunedì, maggio 25, 2009

Senza criniera

"Vivono in Patagonia a alle Malvine ma, per trovare cibo, si devono spingere spesso fino al Brasile. Da dove non riescono più a tornare. Così rischiano di estinguersi. Colpa del riscaldamento globale, della pesca o di cos'altro?"Leggo sul Venerdì di repubblica. Generalmente gli animali mi stanno indifferenti tanto quanto il pensiero del papa. Per capirci. Pochi di loro attirano la mia attenzione e la mia tenerezza. I pinguini, sono tra questi. Li amo, e non ho mai capito il perché. Li trovo naif e buffi. Forse per il fatto che camminino su due zampe mi ricordano gli umani, però in versione muta. Cosa che li rende fantastici, appunto. Va beh... amen. I pinguini, dicevo. Sì questi che perdono la strada e che non sanno più tornare mi ricordano me. E mi vedo in Brasile disperato che non so da che parte girarmi, solo, che chiedo aiuto e nessuno mi sente. Io, il pinguino Alberto. Per l'occasione senza criniera. Che meraviglia. Nano nano

giovedì, maggio 21, 2009

Ridere Zero (non RenatO)

Non vorrei sembrare supponente. Spesso lo sono, ma ora, davvero non voglio. Non vorrei sembrare presuntuoso. Spesso lo faccio, ma ora, davvero non voglio. Non vorrei sembrare spocchioso, spesso mi piace esserlo, ma ora, davvero non voglio. La domanda, per altro mi sa già esposta più di una volta qui,  è questa: "Quanto sono antipatici e privi di umorismo i milanesi? Quanto poco sanno far ridere i medeghini? Quanto cagare fanno le loro battute?". Poi penso: "Forse è il mio di umorismo così ad alto livello che per forza di cose il loro lo trovo orrido". Ma non basta per chetare il mio malumore. E allora aggiungo: "Beh, lavorando nella più grande impresa di intrattenimento d'Europa, cosa ti vuoi aspettare dalla gente che incontri? Pochi sorrisi, ovvio, perché quelli li sbattono tutti dentro nei ridanciani palinsesti, mica per altro" Però, non riesco a convincermi, anche perché lo stesso livello lo incontro quando passeggio nel centrissimo della cittadissima.  Ma sì, dai è un discorso di spazio, cibo e terminologia, in fondo. Se cresci un 35 metri quadrati come puoi avere umorismo? Se vivi mangiando porcate da rosticceria e bancone "Cose fresche Esselunga",  come cazzo fai a crescere ironico? Se uscire a mangiare la pizza in compagnia lo chiami "pizzata", una merenda con la nutella  "nutellata",  un aperitivo a 8 euro "Happy hour", un monolocale loft e un lavoro di coordinamento semplice semplice "project manager", ndo vai? Al massimo a Cologno Monzese. Con il dramma che lì, se sei così, fai anche carriera... Ma davvero, non vorrei sembrare supponente, spocchioso e presuntuoso. Non vorrei... Nano nano
(nella foto, David Gandy, lui non so se fa ridere, ma va bene lo stesso)

martedì, maggio 12, 2009

I love Bülent Ersoy

Tempo fa in una mia permanenza a Istanbul ho scoperto l'esistenza di Zeki Muren (1931-1996), divo amatissimo in Turchia che a Malgioglio glie fa un baffo (depilato). Tanto per capirci. Ora scopro e me ne innamoro istantaneamente, anche Bülent Ersoy, classe 1952 (precisamente 9 giugno....). Lei è la diva più amata nel Paese, almeno dal 1981 quando ha cambiato sesso passando da attore ad attrice. Ora fa la cantante, la showgirl, la divina. Fa di tutto. Nel 2007 si sposa con Armağan Uzun divo del talent show Popstar Alaturka, per poi separasi a gennaio del 2008. A separarli, deduco, più di un paio di decenni. Lei è stupenda: gonfia di botox e di ricordi, nelle foto appare a volte con la pelle scura a volte con la pelle chiara. Ma non è importante. Ora è ufficilmente entrata nel gruppo delle mia carrette musicali quelle che, probabilmente se raggiungessero Lampedusa via mare, verrebbero respinte. Ma non da me che ho un cuore immenso. No? La Turchia mi fa impazzire. Da quando ci sono stato, da quando ho letto Neve di Orhan Pamuk, da quando scopro queste magnifiche contraddizioni. Nano Nano

sabato, maggio 09, 2009

Dell'ex sig.ra Borg che si dice?

Tempo fa mi sono svegliato e mi sono detto: il rock mi fa cagare. Poi, giorni fa ho cambiato idea. Magari domani torno sulle mie posizioni. Quali? Non so.  Su alcune cose ho molti dubbi, su altre poche certezze. Ma ve bene così. In fondo basta trovare un equilibrio tra te e l'umore dell'ora per stare meglio. Ieri alla Rinascente mi presentano una signora svedese dicendole: "E' lui quello che vuole andare e fare tendine a Stoccolma". Lei mi guarda e dice sorridendo: "La Svezia sta vivendo un brutto momento. E' difficile trovare lavoro". Ma mentre parla la mia mente è già proiettata su altre domande da farle. Del tipo: "Ma scusi dell'ex signora Borg che si dice?" Ma non l'ho fatto.  E ancora mi chiedo il perché. Nano nano

sabato, maggio 02, 2009

Il povero imbecille

Mi sfugge un ennesimo concetto: Alessio Boni dalla Bignardi all'Era glaciale dice: "Ho avuto un'infanzia tranquilla sul lago d'Iseo. Ho vissuto in un piccolo paese (Villongo, ndr) dove praticamente si girava scalzi ci si arrampicava sugli alberi con delle corde etc etc etc". Ok. Anche io sono cresciuto sul lago d'Iseo, e anche io ho la stessa età di Boni (a dire il vero un anno in meno), anche il mio paese era piccolo e anche io ho avuto un'infanzia tranquilla. Lo stesso però non ho mai girato scalzo (e non ricordo nessuno in giro scalzo neppure sotto il solleone) e non mi sono mai arrampicato sugli alberi con delle corde come un povero coglione. Di più: se lo fecevo erano madonne. Da qui medito e penso: o il mio lago d'Iseo è su un alto parallelo o Boni è un povero imbecille. Senza pensarci più di tanto opto naturalmente per la seconda ipotesi. Nano nano

venerdì, maggio 01, 2009

X-Albert

Oggi ho questo in testa: " Non c’è più niente niente niente che mi leghi a te, mi sento un vuoto da disperdere toccare il fondo per capire che è un nuovo giorno senza te". Settimana scorsa avevo: "Io vorrei per te, un prato con le stelle e restare lì, pelle contro pelle, fino alla mattina insieme, aspettiamo il sole gli altri col caffè noi andiamo a letto. Io vorrei per me una città diversa, di gente che sorride e gira in bicicletta mi sento come se vivessi per la prima volta, il bello è che la gente non lo sa".Tre giorni fa invece: "Io vivrò nel tuo nomaledetto no improvviso no che fa male so che mai più mi troverai la tua pietà non chiederò. Sei una promessa mancata, sei una certezza tradita". Quando mi presentano qualcuno mi viene voglia di dire: "Tu sì, ma fra tre mesi", oppure, "Mi dispiace ma è 'no'". Chiamatemi X -Albert. Nano nano

venerdì, aprile 17, 2009

Lo amo. Ma anche lei...

Credo di amarlo. Ho deciso. La sua terra in fondo è un po' la mia. La sua voce in fondo è un po' graffiata come la sua, quella della mia (a fasi alterne) preferita. I suoi occhi tristi, furbi e un po' blasé sono un po' quelli che piacciono a me. La sua età è un po' quella di mio nipote (più o meno). Quindi, gli ingredienti perché io mi possa innamorare di Jury ci sono tutti. E lasciamo allora "che ammmmore sia". Lei, invece, non so chi sia, non l'ho mai vista, mai sentita nominare, mai pensato alla sua esistenza. Fino ad oggi. Questo il fatto: "E' fuggita da casa, dove era agli arresti domiciliari, perchè non ne poteva più di stare con la famiglia, ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Montesilvano (Pescara) e ha chiesto esplicitamente di essere arrestata e rinchiusa in carcere". Ora amo un po' anche lei. Santa subito. Santa subito. E per sempre. Nano nano

venerdì, aprile 10, 2009

Circ...us.

Abbattetemi definitivamente. Lo ridico. L'ho ridetto. Sono un poverino. Sono al lavoro. Parlo con una mia collega del reportage de Il Giornale sulle storie di vita dei morti in Abruzzo. Poi parliamo del terremoto. Stiamo ragionando sull'area colpita che in fondo è molto ridotta rispetto ad altre catastrofi simili avvenute in Italia. Io dico: "In effetti l'area è cinconcisa". Non arrivo a "circonc..." che mi accorgo che qualcosa non va. Ma lo stesso aggiungo "...isa". Il collega (per altro lo stesso di aut aut) mi guarda e dice: "Circoscritta, coglione". Io rido. So che è colpa mia. Solo e assolutamente colpa mia. E di mia sorella "nell'arte e nella vita". A forza di dire "tanto di cappella" al posto di "cappello", "circonciso" al posto di qualsiasi cosa inizi con "circo", appunto, e nefandezze simili, è il minimo che può accadere. Fatemi fuori. Insisto. La storia vi assolverà. Nano nano

giovedì, aprile 02, 2009

Dom-2 per tutti

Leggo sul Corriere della sera, il quotidiano milanese da 15 anni diretto alternativamente da De Bortoli e Mieli, che in Russia c'è Dom-2 una versone del Gf che dura da cinque anni. I concorrenti possono uscire dalla Casa, ma sempre seguiti dalle telecamere, alcuni si sono sposati, ci vive anche una famiglia e la conduttrice, tale Ksenia Sobchack, è una sorta di Paris Hilton colbaccata. E io che in questi ultimi giorni (più o meno 15 mila anni, bisestili compresi) mi sento vuoto come l'ereditiera, brindo all'idea che una poveretta con la zazzera platinata, l'occhio azzurro e lo sguardo intenso come una Barbie (ma di quelle con gli occhi stampati male) sia la reginetta catodica più amata dagli ex comunisti. A parte che il pezzo è scritto con il culo, trovo delizioso questo reality portato al parossismo, conduttrice inclusa. Se reality deve essere, che sia infinito. Un po' come Sentieri che dura da 72 anni, (ora è stata annunciata la fine). Rimanete per sempre nella Casa. Chissenefotte di voi. Anzi una proposta al G20. Perché non diventa un reality anche quello? Sì, in stile Dom-2. Così almeno ce spazziamo via 20 imbecilli tutti di un colpo. Il negretto compreso. Riassumo la mia proposta: Grandi Fratelli a go go che durino dai 5 anni in su. Con una clausola: "Chi entra non esce più". Da scrivere piccola piccola, come fanno le assicurazioni, però. Nano Nano.
(Nella foto, Ksenia Sobchack)

martedì, marzo 24, 2009

I glutei di Larsson

Lo dico? Ok lo dico. Uomini che odiano le donne è una cagata pazzesca. L'ho detto. All'inizio mi sembrava carino. Poi, è diventato una minchiata senza senso. Mi mancano ancora una cinquantina di pagine, ma non credo che mi faranno cambiare idea. Scritto bene. Ma che c'entra? Anche il catalogo dell'Ikea è scritto bene, ma mica per questo è diventato un best seller. La descrizione della vita in redazione è più ridicola della sceneggiatura di Giornalisti la fiction flop di Mediaset di una decina d'anni fa. Il dramma è che il protagonista fa il giornalista. E come dire: "non male The Millionaire, però, certo l'ambientazione in India non è per niente azzeccata". Quest'anno è la seconda delusione che prendo. La prima è stato quello slavato di Paolo Giordano e i suoi numeri primi. Che è un altro orrore. Una somma di pseudo banalità uscita male. I numeri glieli vorrei vedere stampati sul petto, nel braccio della morte. Metaforicamente parlando ovviamente. Bene. Me so sfogato. Ora torno alle mie frustrazioni. Ovviamente non vedo l'ora di finire il libro. Me serve per fare i glutei. Nano Nano

sabato, marzo 21, 2009

Donna Julia

Julia Roberts a Io donna dice che "dalla vita ha sempre avuto tutto" e spiega "come fare". Io dalla vita in questo momento ho solo strane pieghe di uno strano tessuto adiposo e vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse come toglierle. Di più. Vorrei che fosse Julia Roberts stessa a spiegarmelo. E poi già che c'è che mi dicesse anche perchè Io donna (l'inserto del Corriere della sera) fa così cagare. Caso mai sapesse cos'è. Oggi che è domenica e sono le 19.56 e sono ancora al lavoro vorrei tanto aver fatto nella vita il dimostratore di attrezzi ginnici per Mediashopping: lì tutto il giorno a fare addominali e glutei, sorridere alle telecamere e sognare di diventare un giorno, che ne so: una tartaruga Ninja o Fiorello. Qualcosa del genere. Sarebbe così rilassante... Oppure farei Julia Robert che dispensa consigli. Però sottovoce e a chi dico io. Oggi gira così. Nano nano

martedì, marzo 10, 2009

Mork e Milly

A Sanremo c'è da ghignare sempre. Anche quando il festival è finito da mo'. Sono lì per il Premio della Tv. Gli ex Oscar. Mi sa. tre orette prima della diretta serale incontro Milly Carlucci sul palco dell'Ariston che sta salutando maestranze varie e signore cotonate che si vogliono fare fotografare con lei. Io indosso jeans, un giubbotto di pelle, un cappellino e i Ray-Ban. Ho lavorato con lei tempo fa, ci conosciamo. Le passo vicino, le tocco una spalla e le dico: "Milly, Alberto come stai?". Lei mi guarda un secondo un po' così poi dice: "Alberto, scusami non ti avevo riconosciuto". "Beh, in effetti", dico io, "ho un look un po' da 15enne". E lei, stupenda più che mai risponde: "Sì, proprio da 15enne, ma che bel 15enne, proprio un bel 15enne". Scandendo il concetto parola per parola. Come posso non amarla? Nano nano