mercoledì, dicembre 30, 2009

In bilico


La melassa di ipocrisia mi ha fracellato i coglioni. Da mo. Non se ne può più. E' finito l'anno, io ho pareggiato i post con l'anno scorso e sono felice. Il resto è vita. Evita letto tutto attaccato. Ho una cresta in testa da far impallidire un apache. Ma il mio parrucchiere insiste nel dire che se voglio un taglio da truzzo, da truzzo deve essere. Bene, lo è. Ne sono certo. Ho letto sul giornale che si può adottare una cabina telefonica. Un dubbio: per quelle di colore la procedura è più semplice? Per il resto aspetto ansioso il 2010 per capire come muovermi. Con grande calma. Ora resto in bilico. Per ancora due sporchi giorni. Nano nano
(nella foto, l'artista funambolo Philippe Petit)

martedì, dicembre 29, 2009

Io, il burrone e lo Stelvio

L'apice è nell'incontro, poi si scende. E' come un fuga al Giro d'Italia sul Passo dello Stelvio dove io sono contemporaneamente il gruppo e il ciclista solitario. L'altro, ovviamente lo Stelvio. Sono calmo, mi guardo intorno, sto nel gruppo, osservo, poi lo scatto: e via a pedalare come un forsennato, e via a godermi la salita in solitario. Poi, una volta arrivato, stremato, ma felice la domanda di sempre: "E ora che faccio?". La risposta più intelligente sarebbe: "Cercati un burrone". Ed è quello che farò presto, mi sa. Nano nano

giovedì, dicembre 24, 2009

Kadu(to) in basso

Si chiama Kadu Moliterno (da qualche parte qui ne ho già parlato) ed è l'interprete di Agua Viva (siamo nel 1980, ma in Italia sarà arrivata più o meno nell'83-84) una delle tre telenovelas brasiliane che mi hanno accompagnato durante la mia adolescenza (brasiliane non venezuelane e messicane, chiariamolo subito). Ai tempi ero pazzo di lui soprattutto perché nella mia testa assomigliava ad un altro. Anzi, solo e semplicemente per quello. E poi faceva una parte stupenda: lui era Bruno, figlio di due separati, sua madre (nel foilletton Stella Fraga Simpson, qui sopra con lui nella foto) era una diva che aveva nel soggiorno una gigantografia che ho in testa di farmi anche io da, appunto, 25-26 anni. Per capire il mio livello. Kadu-Bruno (mi piace chiamarlo Kadu) è del 1952, quindi nel 1980 aveva giusto 28 anni e a me sembrava grandissimo e bellissimo. Avrei voluto passare con lui tutto il resto della mia vita. Poi era anche molto simpatico, gentile, educato, tenero, perfetto per placare le mie furie interiori. Ora scopro che in Brasile è stato accusato dalla ex moglie di maltrattamenti. Per fortuna le cose sono andate diversamente da come avrei voluto. O no? Abrigado (che in spagnolo vuol dire "coperto"). Nano nano

lunedì, dicembre 21, 2009

Fino ad un certo punto

Il film non è male, anzi il film è na bbomba. Parlo di Segreti di famiglia (titolo originale Tetro) di Francis Ford Coppola. Prima di tutto perché c'è lui dietro la macchina da presa e secondariamente perché davanti ci sono loro: Vincent Gallo e (qui si spalle) Alden Ehrenreich. Il primo è sempre una garanzia il secondo, almeno da quello che si vede nel film, anche. Siamo a Natale è necessario, bisogna stare dalla parte dei buoni. Bene, a me che risulta difficile mi è più facile se penso che sono "boni" e non buoni. Piccole differenze linguistiche che rendono più bianchi e più candidi i miei pensieri. Fino ad un certo punto, almeno. Nano nano

giovedì, dicembre 17, 2009

Io e Anna

Lo potevo capire da subito. Non l'ho fatto, ma l'ho temuto. Ora che sono a pagina 840 ne ho la conferma. La mia Anna è una morfinomane. Ecco perché tutte le sue angosce si sono placate di colpo, ecco perché durante il giorno riesce ad avere una vita felice e la notte resiste al risucchio del buio. Si fa di morfina. E alla grande da quanto si intuisce. La mia eroina (anzi morfinaina) non mi ha deluso. Anche Lev non mi ha deluso. Le loro tinte forte mi hanno conquistato. Il loro amore estremo mi ha fatto tenerezza, i loro caratteri autodistruttivi in nome di qualcosa, in questo caso in nome dell'amore, mi hanno fatto fare un balzo indietro per poi volare a andare lontano nel mio mondo parallelo fatto di passioni, cambiamenti e follie. "La serata passò felice e allegra in compagnia della principessa Varvàra, che si lamentò con lui del fatto che Anna, in sua assenza, aveva preso la morfina". Bene. Mentre scrivo penso: considerando il binomio "assenza" e "morfina" se io fossi come lei vivrei direttamente a San Patrignano. Karénina for ever. Nano nano
(nella foto due ballerini della Eifman Ballet)

lunedì, dicembre 07, 2009

Zero in testa

"Sortilegio e stregoneria, finti maghi falsa ideologia, dei miei giorni più non sono il re, mentre il tempo scivola su te, sguardi vuoti senza più realtà, nei silenzi di chi si è arreso già..." In questi giorni va così. Ho Zero in testa... che pronunciata tutta insieme l'ultima espressione non dovrebbe essere nessuna novità. E' una vita che ho zero in testa, ma non è quello che volevo dire. A ritroso sto rivivendo i miei miti adolescenziali: Bertè, Oxa, Zero, Bennato in particolare. Manca l'ultimo poi il revival è stato fatto al completo. Siamo a Natale, siamo tutti più buoni lo sono anch'io con il mio passato. Quindi, in questi ultimo mesetto ho lasciato sola Lola, sono passato alla Oxa e poi a Zero, appunto. Me so scaricato la discografia del primo periodo (o forse già secondo) del Renè (rigorosamente fino a Via Tagliamento, anno 1982) con anche un disco dell'84. Tale Leoni si nasce solo perché è legato ad un mio amico che ogni volta che guardava la copertina (qui sopra) rimaneva inorridito. Come dargli torto. Stop. Spero che l'anno vecchio si porti via anche il mio ludico Amarcord. In effetti mi mette molta felicità canticchiare ste canzoncine che so ancora a memoria nonostante siano passati tanti anni. E pensare che nell'82 avevo solo tre anni. Che genio sono? Nano nano

sabato, dicembre 05, 2009

Vive la France

Mi piace Parigi, ma mi piace anche Londra, Madrid, Berlino e New York. Mi piace un po' tutto in fondo anche Milano. Peccato che non mi riesca di fermarmi, respirare e continuare a camminare piano. No. Di colpo mi viene voglia di correre, poi mi fermo e aspetto che la molla scatti un'altra volta. A volte è come se corressi su un binario in mezzo al deserto. Con il nulla intorno. Che strano, no? Ora sono carico, i viaggi mi rilassano e mi caricano. Sono pronto a correre. Durerà qualche giorno poi di nuovo rallenterò e finirò imbrigliato nel mio solito mare di incertezze. Quelle della vita. La mia. Vive la France e la Vallat... nano nano