giovedì, giugno 22, 2006

Bugie

Fa caldo. Scendiamo dall'aereo insieme. Prendiamo il treno che ci porterà, ma noi non lo sappiamo ancora, alla deriva. Nella testa un test. Due test. Tre test. Infiniti test. Continui: quello del sangue, quello del cuore, quello del sistema nervoso, quello della crema antirughe che ti sei appena spalmato e non hai la più pallida idea se funzioni o no. Siamo lì. Uno di fronte all'altro. Tu in gabbia che vuoi ringhiare, ma non trovi un pretesto valido. Io con il biglietto in mano di uno zoo che non volevo vedere. Sei bellissimo. Lo so. Ma i tuoi occhi non dicono la verità. Come i miei pensieri. Del resto. Mentre mi scaraventi in faccia le tue certezze il mio sguardo si gira verso una camicia bianca. La stessa che mi dirà, poi: "ci siamo già visti". Ma io non vedo nessuno. Tranne te. E chissenefrega se anche questa è una bugia. Palermo è stupenda. Come le lacrime che mi hanno bagnato davanti alla cattedrale, nelle vie diroccate dei mercati, tra una panchina e l'altra dove ti ho trascinato per farmi abbracciare. Ma tu non l'hai fatto. Non l'hai fatto mai. Ci sediamo. Accetto il tuo tranello. Voglio chiudere questa partita. Esco sconfitto. Volo. Mi sento leggero. Sto rinascendo. Penso a Kiska. Tu urli, imprechi e tremi. E mi freghi ancora una volta mostrandomi la parte che più amo. Vorrei catturare almeno una delle tue frasi e tenerla per sempre dentro di me. Ma io non ti ascolto. Vedo solo i tuoi occhi terrorizzati. Sono un mostro. Lo so. Ti amo. Non lo sai. E chissenefrega se non è la stessa cosa per te. Vedo che te ne stai andando via da me e non ho più la forza per trattenerti. Con un'altra bugia magari. Chissenefrega. Non ha senso tutto questo. Bisogna essere in due per fare una coppia. Lo so. E' tutto finito. E' tutto chiaro. E' tutto normale. Non piango più. Ho voglia solo che qualcun altro salga sulla mia carretta sgangherata. Ora. Adesso. Immediatamente. Questa volta andrà sicuramente meglio. Lo so. I test sono finiti. Tutti. Alby non esiste più. Tu tornerai dove ti ho incontrato e ricomincerai da capo il tuo viaggio verso te stesso. Io mi fermo, come si è fermata la tua stretta in quel mulino vicino al mare. Aspetto. Che arrivino. Che salgano. Che mi travolgano e mi portino via. Le mie bugie. Lontano. Nano nano amore mio.

9 commenti:

S. ha detto...

Addirittura.
Ma chiudi parlando delle tue bugie. E allora ok, tutto sommato ci stanno queste parole.
Ma un po' è vero perché vi ho visti.

L'augurio sciocco è quello di un gelato insieme tra qualche mese. Che sarebbe il salvante solito: "ma tutto questo è già più di tanto".

Abbracci sparsi, al bisogno.

S.

P.S.: Noto con piacere che non sono l'unico a essere patetico. E lo dico senza sarcasmo nè ironia. :-*

Anonimo ha detto...

oppure, come dice la Gianna, ogni guerra si fa in due. k

Il Baronetto ha detto...

Sì, Palermo è stupenda. E non solo la città, anche tu.

Ti abbraccio forte

virginie ha detto...

Potrebbe essere peggio: lui Tadzio e tu von Aschenbach. Una carezza

paciugo ha detto...

anche a me è capitato di piangere a Palermo... vorrei... abbracciarti...

un bacino timido timido

CarrieBradshaw ha detto...

fa tanto male. e fa tanto bene. fa' un fischio se finiscono le bugie...

befanaelettrica ha detto...

io a palermo sono stata violentata ben due volte

è una città magica
e ti sono vicina

liquido ha detto...

non ho mai messo piede a palermo, aspetto che qualcuno mi ci porti

Pascal ha detto...

Mi spiace tanto...
Un abbraccio... :,*