35 orizzontale (come gli anni che compirò fra poco): non Raz, non Brad, ma lo stesso Bon....
lunedì, febbraio 19, 2007
domenica, febbraio 04, 2007
Tre orizzontale?
1 orizzontale: si pensava fossero solo due, purtroppo sono milioni (8 lettere). 7 verticale: il mondo è pieno. Anche i bagni (cinque lettere). 17 verticale: senza negazione, rifiuto e diniego non ha senso (cinque lettere). 23 orizzontale: non little, non renis ma lo stesso piccolo piccolo (quattro lettere). 18 verticale:in Flashdance c'è il più bello. A new york ce ne sono una valanga, in alcune foto sarebbe stato meglio non vederlo (4 lettere, sorellina nell'arte e nella vita quanto ti amo?). 29 orizzontale: Perro de la andalusia de las orejas de la segretaria del cabron del las canarias que la pariò, detto anche? (sei lettere). 32 orizzontale: meglio prenderla che trovarla. O perderla? (sette lettere). 36 verticale: quando ci entri devi accendere i fari. Quando ci precipiti aspettare un miracolo (sei lettere). 41 orizzontale: quando il flipper ci andava si perdeva qualche spicciolo, ora si rischia di non ritrovarsi più (4 lettere). 45 verticale: mantra mattutino che mette buon umore (2 parole). 47 verticale: sopra cresce l'erba, sotto si sta da dio (4 lettere). 52 orizzontale.... (andate pure avanti voi, va...) nano nano
giovedì, gennaio 18, 2007
Biglietti agli amici
Due di notte. Sono in casa. Chiamo Mel su Skype, la ragazza Australiana da cui ho vissuto a Sydney a luglio. Ci vediamo in cam. Mi racconta gli ultimi sviluppi della sua vita privata: il ragazzo delle Fiji che ai tempi era la sua tragedia vivente (anche per questo essere sotto terra è stupendo) è felicemente diventato il suo nuovo fidanzato. Stanno bene, sono già stati in Thailandia per una vacanza ecc ecc. Io qui sotto, invece, mi sto ancora chiedendo: "ma perché non mi lascia neanche un mazzo di fiori con scritto ho sbagliato tutto, dove sei?", che rinasco in tre secondi invece di impiegare tre giorni? A questo punto sono quasi certo che su quella crosta terrestre fottuta, popolata da croste fottute c'è qualche fottuto bastardo che dispensa bigliettini con scritto "happy end". Se lo becchi, sto qualcuno, hai risolto tutti i tuoi problemi e puoi continuare ad essere un povero cristo (come lo siamo tutti, del resto) che tanto....chissenefotte: il lupo o torna con le orecchie basse o viene ucciso dal cacciatore (e sparisce per sempre). Facendo i dovuti calcoli, mi sembra di capire che sti bigliettini non sono poi così difficili da avere visto che più o meno tutti quelli a me cari si sono sistemati. Più o meno. Evviva. Bravi. Da qui, vi amo ancora di più. Me chiedo: ma il mio dispensatore de biglietti, solo per curiosità visto che ora non mi serve più, non è che si è perso al Parco Nord? Se così fosse, e se qualcuno mentre se lo inchiappetta lo riconosce gli ricordi la fine che mi ha fatto fare... va...Lui e il suo fottuto bigliettino. Nano nano
giovedì, gennaio 04, 2007
Non più pulp
"Poche cose si avvicinano alla morte come l'amore corrisposto", sostiene Ivan Klìma (e Bauman in Amore liquido). Che genio sono che nel post precedente sono morto? Ho deciso che per un po' penaepanico diventa penaepanico (six feet under). Sono morto e non ho intenzione di resuscitare. Vediamo come butta da sotto terra, visto che da sopra buttava da schifo? Alla fine il mio spillonatore (non sei tu, non ti preoccupare) mi ha dato un'idea esagerata. Scomparire dalla faccia della terra. Via. Nulla di che. Ne scompaiono tanti. Uno in più, uno in meno. Chissenefotte. Pensavo al 2006 (non resisto, i bilanci di inizio d'anno sono come i saldi: anche se al 50% devono essere fatti), a Sydney, alle mie vacanze, alle mie (nel senso capitate a me) defezioni, a chi se ne è andato, a chi non ha mai voluto restare, alla mia mente tortuosa, alle mie e-mail spedite, alle telefonate fatte annoiando il mondo sui miei temi preferiti (le partenze senza ritorno). E poi penso ai miei tragitti solitari, alle lacrime che ho versato, ai desideri che non si sono avverati per nulla, alla mia psicanalisi, agli incontri di una sera, di una notte, di un'ora, di pochi minuti. Ho pensato a tutto questo e mi sono detto: come si sta bene, qui sotto. Ora. Nano nano
venerdì, dicembre 22, 2006
Chiamatemi Ken
Va bene. Mollo il colpo. Non attacco la pippa sui propositi di inizio e fine anno. Una sola cosa però la vorrei dire: nel 2007 pregherei quello/a che si è preso/a cura di pigliare una bambolina a mia immagine e somiglianza (na Barbie per esempio, il punto vita è quello) e infilzarla di spilloni appuntiti ogni qualora mi incontra, pensa, sogna o sa il cazzo, di lasciarmi stare. Ignorami. Sono morto. Considera che il mio funerale è stato fatto cinque giorni fa e ora sono sottoterra divorato dai vermi. Hanno poco da mangiare, avendo un fisico senza maniglie dell'amore, grassi e quant'altro. E sono incazzati neri. Anche loro. Sono morto. Morto. Sulla tomba ho voluto questo epitaffio: "Nella vita avrebbe voluto avere solo corpi e cervelli, ma ha sempre dovuto accontentarsi di coglioni". Quindi, lasciami perdere. Pensami così: lì al buio con i capelli che continuano a crescere bianchi e stopposi. Per l'eternità. Molla la bambolina. Non piangere per la mia dipartita. Non importa. Nessuno lo ha fatto. Siamo soli su questa terra e amici non ne avevo. Non fiori, ma opere di bene. Tutto qui. Fallo, ti prego. E sono sicuro che il mio anno nuovo sarà fantastico. Chiametemi Ken...almeno fino al 31 dicembre... Nano Nano e buone feste a tutti. Vi amo (spillonatore compreso...)
venerdì, dicembre 15, 2006
Du baffi e via.....
Serata Replay (non c'entra nulla s.). Io, mia sorella nell'arte e nella vita e un nugolo di corpi che andavano su e giù per le scale con super alcolici e champagne in mano. Qualcuno si fermava sul terrazzo a fare chiacchiera. Nessuna starletta, nessuna passaparolina, nessun modello dallo sguardo al photoshop. Musica a mille. Dj da non perdere mai di vista (sopratutto quando raggiungerà la maggiore età) e sguardi luminosi come le luci natalizie che cadevano dalle pareti. Ore 23.30 dopo quattro gin tonic la festa è finita (almeno per noi). Lei barcolla verso il taxi, io verso la mia motoretta. In testa un solo commento: "vorrei vivere dentro ad un party". Eppure non è successo nulla. Ma la sensazione che qualsiasi cosa avrebbe potuto succedere era forte. Fortissima. Ed è questo quello che amo. Quando si replica? nano nano(nella foto uno della tante cose che avrebbero potuto succedere: il suo arrivo).
martedì, dicembre 12, 2006
Prima di Kate....
Quando vedo pubblicità stampa di uomini e donne interessanti le strappo e le conservo. E' una cosa che ho iniziato a fare da poco. E che non so quando finirà. Per ora in pole position c'è il tizio di Guess man, al secondo posto quello della Safilo al terzo la sempreverde Kate Moss, al quarto Jonathan Rhys Meyers (Versace) al quinto quello di Trussardi al sesto il baffetto di Valentino pour homme. Non male neppure i polacchini Crasnsley di Church's. Che non c'entrano nulla ma mi fanno sesso. Evito di strappare tutto quello che mi provoca lo stesso effetto. Per il bene della natura. Nano nano.
martedì, dicembre 05, 2006
Nella cdl, mai più
mercoledì, novembre 22, 2006
Il cuore di Bette
Il vestito da sposa di Giorgio Armani disegnato per Kate Holmes fa cagare. Si può dire o no? Il matrimonio con Tom Cruise non ho capito a chi interessi. La fiction della figlia lesbica di Lino banfi, che non ho visto, immagino faccia schifo come tutte le altre. Chissenefrega di che parla. Ieri in compenso, mi sono rivisto in dvd Che fine ha fatto Baby Jane? In inglese e con sottotitoli in inglese. Capito poco. Ma l'avevo già visto più di una volta e quindi è stata "na passeggiata". Vedere Bette Davis è di per sè un'esperienza nirvanica. Sentirla è un'emozione che ti tocca il cuore. Per chi ce l'ha. Ovviamente. Nano nano
lunedì, novembre 13, 2006
Il diavolo veste Prado
Fine settimana a Madrid. Con mia sorella nell'arte e nella vita. Sole, cielo azzurro, caldo, cose belle, domande belle, storie belle. Sentite, raccontate, vissute. Fa lo stesso. Tanto sono storie. Ma non è questo il punto. E' inutile dire che nella capitale spagnola si sta bene. Sarebbe come dire che questo è il periodo dei panettoni (oh Madonna) e delle luminarie. Banalità.Museo del Prado. Davanti a noi, dopo un orgia di santi, re, principi e duchesse, ci compare Cupido. Con lui Adone e Venere. E' un nano secondo immedesimarsi nei personaggi davanti astanti. Ma noi siamo in due. Nel dipinto sono in tre. Uno rimane senza immedesimante (si dice così?). E' il fottuto Cupido. Basterebbe avere questo dipinto davanti agli occhi, almeno dall'età della ragione, per capire che lassù in cielo nessuno aiuta i cuori solitari e che quello di innamorarsi è uno sporco lavoro. Purtroppo qualcuno deve farlo. Da solo. Guardate la faccia del marmocchio, concentratevi sullo sguardo e deducetene le intenzioni: secondo voi questo ha la voglia de lancià frecce e di fare innamorare gli umani? Secondo me non gliene può fottere di meno. E ride sornione davanti alla sicumera di Adone e alla voluttuà di Venere. Come dire: "Ma dove credete di andate coglioni?". Il diavolo non veste Prada, credetemi. Veste Prado. Nano nano
(nella foto: Venere, Adone e Cupido di Annibale Caracci, 1595, Museo del Prado)
venerdì, novembre 03, 2006
La solita gag
Ogni giorno o quasi la stessa gag. Di cui vado pazzo. Quando si connette s. dopo due frasi di cortesia e di chiacchiera parto con: "Non mi chiedi come sto?" e lui: "Come stai?". Io: "Di merda, perché?". E lui: "L'umore?". E io: "Pessimo". La stessa cosa la faccio ogni tanto con Mauro al telefono. Sono un oco giulivo. Lo so. Quando mi alzo la mattina presto come oggi, ore 7 sveglia, ho sbalzi d'umore repentino. Quando mi alzo tardi il morale è costante: 'na tristezza per tutto il giorno'. Se vivessi su un aereo, forse, troverei il mio equilibrio... Ma... Comunque. Che meraviglia è la ciclicità della vita. Ieri meditavo e pensavo: "che bello arriva l'inverno. Per 7 mesi non dovrò pensare a cosa fare durante le vacanze estive". Nano nano
venerdì, ottobre 27, 2006
Cellulite tua sorella
Robbie che quando si drogava ha fatto sesso ovunque si trovasse, Cayetano Rivera Ordonez che a suon di muleta sta facendo impazzire la Spagna, il testimonial del profumo Gess man e l'apparecchio acustico leopardato. Sono queste le notizie più interessanti dei magazines di oggi. Ieri riunione gruppo new media, al quale io appartengo. Parlano un po' tutti quelli che contano. Anzi che sanno contare. Almeno fino al 3. Qui è già abbastanza per avere incarichi dirigenziali. Discorsi molto interessanti che strizzano l'occhio al futuro. Del tipo: Internet è il domani. Sì, e Gina Lollobrigida deve ancora nascere. Va beh. Questi sono i livelli. Il più interessante di tutti era un tizio in fondo, seduto in un angolo, munito di Ray Ban a specchio, ingrugnito con la vita e con il mondo che lo circonda. Io. Comunque, mi chiedevo: ma se si ravana nella parrucca della Gina salta fuori un ovetto de dinosauro o che? Grandiosa: si sposa con un tizio che ha 34 anni meno di lei. Sembra che le infileranno una spina nel culetto e che si accenderà tutta. Così risparmiano sulle decorazioni della torta nuziale. Lui è un semi cesso, Alejandro Inarritu, invece, non è male per nulla, vero? Ho passato due giorni a Rimini. Giornate stupende. Riposato. Ritemprato. Al lavoro una collega mi ha chiesto: "ma hai la cellulite?" Le ho risposto: "La cellulite l'avrai tu. E comunque non ho neppure le mestruazioni, caso mai fosse la successiva domanda che vuoi farmi". Ultima cosa poi stacco: qualcuno sa dirmi, a parte al cinema, dove posso incontrare Gael? Nano Nano (nella foto, Gael Garcia Bernal)
lunedì, ottobre 23, 2006
Il pastorello di Fit(ima)
"Non ci penso nemmeno". "E' stupendo". Due frasi divise da una fila di armadietti, da più di un mese e mezzo di tempo, da un'infinità di cose che non vanno come dovrebbero andare...Porca Troia. Spogliatoio. Lui ha appena fatto la doccia. Io con un’indifferenza traballante lo guardo con la coda dell’occhio. Tutte le parti di me si staccano e vanno da lui. Divento l’ologramma di me stesso. Lui è in un angolo. Fa il boxeur. Io la sciacquetta che scandisce i round su una lavagna di cartone. E' depilato? Abbronzato? muscoloso? Sta da dio? Ha dei segni sulla pelle? Non lo so. Non mi ricordo. Mica sapevano rispondere a tutte ste domande i pastorelli di Fatima? Perché per me lui è un po' come la Madonna. Ha quel ghigno fottuto, quando mi avvicino, nel quale mi perdo. Probabilmente non vuol dire nulla. Ma io in quel sorrisetto ci vedo la Treccani. Praticamente tutto. Ho il cuore che va a 200 all'ora, mentre il resto ha messo la retro.
Vorrei immobilizzare tutti quelli che ho vicino e catapultarmi come un kamikaze (produzione Mattel) sui suoi aculei di peluche . E’ un grande. Perchè riesce ad essere tremendo e dolcissimo in meno di un nano secondo. E io puntualmente vado in tilt come se fossi da Zara il primo giorno di saldi. Non può essere tutto così pesante. Non può essere tutto un lamento. No. In fondo non sta facendo nulla di male: non mi vuole. Cosa ci sarà mai di strano? Voglio alleggerire il clima. Voglio portare la temperatura da –36 gradi a +2. Che per il mio termometro dei sentimenti e come essere ai tropici. Mi avvicino e mi rivolgo al fascio di luce bianca che mi inonda quando lo guardo. “Vuoi prendere un aperitivo con me?”. “Non ci penso nemmeno”, sentenzia la sua voce. Non so se lui c’era quando gli ho fatto questa domanda. Forse stava già camminando su qualche acqua o resuscitando qualche morto, o moltiplicando qualche pesce. No, cazzo i pesci no. Lo amo. Lo amo. Lo amo. Sono la sua croce? Puttana troia e allora che si inchiodi a me. Poi ci penseremo. Mi giro e torno da dove sono venuto. Sono sicuro che quello che trasmetto non è quello che vorrei. Lo so. Ma sempre dopo. Depongo la mia scimitarra, mi metto davanti allo specchio per uscire per sempre dalla sua visuale e capisco che quel bastardo di Cupido mi ha rifilato delle frecce avariate. Fanculo anche a lui. Mina, di cui la mia collega ha il numero di cellulare, ma lasciamo perdere, canta: “Ti ho trovato un giorno sotto casa e mi hai detto scusa senti io non penso ormai che a te dimmi solo se hai voglia di un momento insieme a me o io posso sparire adesso una foglia che alza il vento”. Ecco, in quel cesso di spogliatoio mi sono sentito la foglia che se ne sta andando a fare in culo, alzata dal vento. Poi, però, mentre nudo come un topo di fogna mi spalmo la crema, lo vedo allo specchio e sento: “Ciao Alberto”. A quel punto mi giro, almeno credo, e vedo di nuovo la luce. Accecato sibilo anche io un saluto. Ave, Maria...(senza accento, in questo caso). A quel punto contemporaneamente: mi vesto, sbatto tutto dentro la borsa, controllo di non aver dimenticato nulla, faccio le scale, accendo la moto, esco dalla palestra. Trafelato aspetto di ricompattarmi. Poi, mi guardo in giro. Ma lui non c'è. Non mi sta aspettando. Se ne è andato. Sono talmente pirla che mi illudo che mi stia spiando da qualche parte. Mi faccio tenerezza da solo. Purtroppo. Nano nano.
Vorrei immobilizzare tutti quelli che ho vicino e catapultarmi come un kamikaze (produzione Mattel) sui suoi aculei di peluche . E’ un grande. Perchè riesce ad essere tremendo e dolcissimo in meno di un nano secondo. E io puntualmente vado in tilt come se fossi da Zara il primo giorno di saldi. Non può essere tutto così pesante. Non può essere tutto un lamento. No. In fondo non sta facendo nulla di male: non mi vuole. Cosa ci sarà mai di strano? Voglio alleggerire il clima. Voglio portare la temperatura da –36 gradi a +2. Che per il mio termometro dei sentimenti e come essere ai tropici. Mi avvicino e mi rivolgo al fascio di luce bianca che mi inonda quando lo guardo. “Vuoi prendere un aperitivo con me?”. “Non ci penso nemmeno”, sentenzia la sua voce. Non so se lui c’era quando gli ho fatto questa domanda. Forse stava già camminando su qualche acqua o resuscitando qualche morto, o moltiplicando qualche pesce. No, cazzo i pesci no. Lo amo. Lo amo. Lo amo. Sono la sua croce? Puttana troia e allora che si inchiodi a me. Poi ci penseremo. Mi giro e torno da dove sono venuto. Sono sicuro che quello che trasmetto non è quello che vorrei. Lo so. Ma sempre dopo. Depongo la mia scimitarra, mi metto davanti allo specchio per uscire per sempre dalla sua visuale e capisco che quel bastardo di Cupido mi ha rifilato delle frecce avariate. Fanculo anche a lui. Mina, di cui la mia collega ha il numero di cellulare, ma lasciamo perdere, canta: “Ti ho trovato un giorno sotto casa e mi hai detto scusa senti io non penso ormai che a te dimmi solo se hai voglia di un momento insieme a me o io posso sparire adesso una foglia che alza il vento”. Ecco, in quel cesso di spogliatoio mi sono sentito la foglia che se ne sta andando a fare in culo, alzata dal vento. Poi, però, mentre nudo come un topo di fogna mi spalmo la crema, lo vedo allo specchio e sento: “Ciao Alberto”. A quel punto mi giro, almeno credo, e vedo di nuovo la luce. Accecato sibilo anche io un saluto. Ave, Maria...(senza accento, in questo caso). A quel punto contemporaneamente: mi vesto, sbatto tutto dentro la borsa, controllo di non aver dimenticato nulla, faccio le scale, accendo la moto, esco dalla palestra. Trafelato aspetto di ricompattarmi. Poi, mi guardo in giro. Ma lui non c'è. Non mi sta aspettando. Se ne è andato. Sono talmente pirla che mi illudo che mi stia spiando da qualche parte. Mi faccio tenerezza da solo. Purtroppo. Nano nano.
martedì, ottobre 17, 2006
...ma chi veste H&M non è coglione
Due cagate in due sere è troppo. Anche per chi è in versione pulp. Anche per chi è in versione "non me ne fotte nulla di niente" anche per chi ha paura di volare. C'entra nulla ma ci sta da dio. Il diavolo veste Prada e Scoop. Il primo non ho capito dove e perché faccia ridere. La battuta più bella rimane: "Ma Gabbana si scrive con due b?", tanto improbabile quanto divertente. Il resto è un tritacarne di banalità che cominciano con la prima apparizione di lei Anne Hathaway, ovvero la Julia Roberts dei poveri che poi alla fine diventa l'Elisabetta Gardini dei benestanti. Immaginatevi il cambiamento. Da toccarsi i coglioni appena si trasforma. Meryl Streep sembra la caricatura di Glenn Close quando interpreta Crudelia DeMon ne La carica dei 101. Vedete un po' voi il risultato. Non commento i dialoghi. Le seicento signorine della moda, appena sbarbate per l'occasione, che erano lì imbambolate davanti al megaschermo, sicuramente avrebbero fatto molto meglio. Anche a domandarle una battuta a testa. Sorvolo sulla trama che è la stessa identica cosa che hanno fatto gli sceneggiatori. Mi sa. Scoop invece è la versione liofilizzata dell'altra semi minchiata che ha diretto l'anno scorso Woody Allen: Match point. Con la differenza che qui la vista sul Tamigi, la casa e lo sguardo di Jonathan Rhys-Meyers, il fratello gemello separato alla nascita di Monica Bellucci, valevano i sette o otto euro spesi. Il culone sformato della 21enne Scarlett Johansson, un po' meno. Allen, poi, sembra sempre di più Oreste Lionello che probabilmente non si è limitato solo a doppiarlo ma lo ha sostituito in tutto. Interpretazione e scrittura compresa. Che la regia sia di Pingitore e nessuno ce l'abbia detto? Bah. Non sapete cosa fare? Bene. Rimanete nel dubbio e poi andate a letto. Il diavolo vestirà anche Prada, ma questo non significa che chi veste H&M sia coglione. Nano nano(nella foto, Jonathan Rhys-Meyers)
giovedì, ottobre 12, 2006
Nulla in direzione nord
Non ho capito come si fa a pubblicare i link di altri blog in questo formato. Se qualcuno è capace me faccia un fischio va... Niente di nuovo in direzione nord, mi verrebbe da scrivere. Nulla di interessante. La solita noia. Il solito schifo. Il malumore oggi è oceanico. Ne ho pieni i coglioni. Di me, di tutto il mondo. Esausto si dice? Bene. Per il resto: fanculo a tutti. Viva Domiziana Giordano. Nano nano
mercoledì, ottobre 04, 2006
Spazi erotici
Ci sono luoghi più o meno erotici. E non parlo di parti del corpo. Ma di spazi, vuoti e volumi. Di luoghi fisici. Appunto. Fisici? Ok, mollo il colpo... Comunque. Essendo un uomo Mediaseeeeeet posso permettermi l'abbonamento interclub della mia palestra, che significa poter girare in tutti i club, sono 4 o 5, mi sembra, presenti a Milano. Risultato? Mi fanno cagare tutti. Ma non importa. Domenica, dopo essermi fatto un'ora di sauna, bagno turco, sala relax, fanghi, e quant'altro mi è caduto il pensiero sugli spogliatoi cercando di capire il perché alcuni sono altamente erotici e altri bassamente stimolanti. Non dipende dai soggetti che ci sono, neppure dal suono degli elastici della biancheria intima indossata o tolta che si sente e nemmeno dal fatto che alcune docce siano divise da una lastra di vetro e altre da un muro. No. non dipende da nulla di tutto questo. Eppure alcuni spogliatoi, anche vuoti, pullulano di sesso, altri zero. Perché? nano nano(nella foto penaepanico by Kiska)
giovedì, settembre 28, 2006
Vance(remo). Anzi, Vance Paul
(penaANSAepanico):“Paul Vance, paroliere della canzone di grande successo Itsy bitsy teenie weenie yellow polka dot bikini, la cui morte è stata diffusa ieri dai mass media statunitensi, è più vivo che vegeto. “In verità”, riferisce il sito Internet Rockol.it, “il defunto Paul Vance, al secolo Paul van Valkenburgh, 68 anni, di Ormond Beach, Florida, sarebbe stato solo un millantatore, e non avrebbe avuto nulla a che fare con il vero Paul Vance, settantaseienne residente sempre nel Sunshine state, ma a Coral Springs. Il vero Vance ha dimostrato la propria autenticità mostrando alla stampa i bollettini di pagamento delle royalties della celebre hit, definita dall'autore una vera e propria "miniera d'oro". Ma l’altro Vance? Come ha potuto ingannare, oltre la stampa, la propria moglie per oltre 35 anni "vendendosi" come l'autore del brano? "Mi disse di non ricevere nulla perché decise di vendere la sua parte di diritti quando era giovane", ha dichiarato la vedova incredula e "devastata" dalla vicenda: "Se quest'uomo dice di essere chi e', o e' un bugiardo o lo e' mio marito". Il "falso" Paul Vance ebbe, comunque, una carriera nell'industria musicale fin dalla giovane età.
Se vi dicono che Penaepanico è sottoterra, diffidate.Thanks. Nano Nano
(nella foto Bb, che oggi compie 72 anni, in bikini)
martedì, settembre 26, 2006
inceneritevi
"Sei una cameriera da quattro soldi". E'quello che ha detto Domiziana Giordano ad Alessandra Pirelli, lì, sull'atollo dell'Isola dei Famosi. Liftata a festa, tirata come una bandiera che resiste al suo tornado, con gli occhi che sprizzano rancore e rimpianto come la spina fa con la birra, eternamente inalberata e rabbiosa come una regina che non ha mai avuto al sua corona, è meravigliosa. Sconfitta, persa, ultima. Un po' come sono io sul mio atollo che si chiama sopravvivenza. La trovo geniale snob e testona, rissosa e puerile, sola e disperata come una vera divina. Anche la Fallaci amava stare sola, dicono le cronache. E chissenefrega se per scelta o no. "Tu devi andare affanculo". "Tu devi annullarti". "Tu devi implodere". "Tu devi incenerirti". Lo vorrei scrivere sulle mie magliette. Tutte.Oppure...si può fare come ha fatto un gruppo folk napoletano all'aeroporto di Torino, rimasto a terra a causa dell'overbooking, che ha staccato un pezzo d'orecchio a un impiegato. Immagino, non per chiedere il riscatto. "Siamo stati provocati", ha detto uno dei linciatori. "L'addetto parlando al telefono, ci ha insultati, dicendo che c'erano dei napoletani di merda che volevano partire". Geniale. Se solo il tizio del check in avesse avuto una delle mie magliette con scritto "State boni, se no vi stacco il cranio" non avrebbe perso l'orecchio. Meglio prevenire che curare. O no?... Nano nano (nella foto, Domiziana Giordano)
venerdì, settembre 22, 2006
Il fantasma
Alberta Marzotto, amica di mia sorella nell'arte e nella vita, parla di "fantasma dell'uccello" e "vibratori" sulla colonna del suo Pailettes sulle pagine di Affari e finanza (ogni lunedì con La Repubblica). Palestra. Oggi pomeriggio. Spogliatoio maschile. Dove vado io, per altro. Davanti a me un uomo in slip. Guardo bene e mi cade l'occhio sulla svolazzante maglietta della salute che spunta dalla scosciatura delle mutande. "O madonna. Ma questo ha la maglietta delle salute incastrata a modi pop-up dentro le mutande", penso. E mi è viene in mente quante volte ho visto uomini ravanarsi la minchia per far sì che la canottiere s' avvolgesse intorno all'uccello come una sciarpa intorno al collo. Dimostrazione empirica del fatto che il maschio è proprio una testa di cazzo. Io odio quelli che si infilano, a forza, cose dentro le mutande. A meno che non si tratti di mani. Sono lì belli impegnati a tirare la canotta, o T-shirt che sia, fino a renderla trasparente, e finchè non spunta fuori dal sotto a modi gonnellina. Mi fanno vomitare. Ma certo. Sono retaggi infantili di quando le mamme, per coprire la pancina, saldavano la canottierina alle mutandine. Sì ma si cresce....si cambia....ci si trasforma...belli miei. Su... Siete grandi ormai. Magari la mammina è anche sotto terra. La vecchiaia, ovviamente. Pensa la scena: togli le mutande ad uno e si srotola dalla maglietta, immagino, ingiallita il, magari, flaccido uccello. A modi, fantasma. Appunto. Bleh... Brave mamme...continuate così..... nano nano
giovedì, settembre 21, 2006
What's Up, Doc?
Ok. Vagoni, treni, amori, bang bang, hurrà, 1982, cc ecc. Sai che ve dico? Che me so sfracellato la minchia. Penaepanico cambia. E diventa pulp. Pulp come fiction, pulp come polpa (o palpa...boh), pulp come pulpit (pulpito), pulp come pulpy (flaccido, ahimè) palp come "Ma pulpà ti manda sola?". Non so cosa sia successo. Forse non è successo nulla. Forse quando la strizza mi ha detto: "sa che mi annoia?", non mi è piaciuto per niente. Forse ieri avevo le mani e i piedi troppo sudati e tutto mi sfuggiva di mano. Troppo. Deve essere cambiato il tempo e ora al posto delle mani e dei piedi ho due ventose così. Serve qualcuno per sturare cessi? Sono andato all'edicola a comprare una rivista e avrei preso l'edicolante a cartonate in faccia, almeno fino a quanto, non fosse finita sulla copertina di Cronaca Vera. Direttamente, senza passare dalla tipografia. Invece mi sono detto: "respira profondamente e rilassati". "Respira profondamente e rilassati?". L'ho fatto e non lo farò mai più. Ma va affanculo. Io non conosco i buoni sentimenti, "solo sospiri e lamenti lividi viola qua e là". Come cantava quel coglione di Zero prima di farsi prete. Quante parolacce ci sono in questo post? Mi fanno schifo anche quelle. Ma sono inevitabili. La signora riceve in casa. Prima di suonare però accertatevi con non abbia il matterello (o, come dice il mio dizionario dei sinonimi matterello) in mano...Meglio se lo ha altrove...Credetemi. Mia sorella, nell'arte e nella vita, mi ha invitato al cinema. Le ho risposto: "Perfetto. non vedo l'ora di prendermela con il vicino che fa rumore con i pop corn". Nano nano(nella foto, la locandina Usa di Ma papà ti manda sola?)
ps
Chi è interessato ad avere il link del suo blog su penaepanico smolli l'indirizzo. Grazie)
Iscriviti a:
Post (Atom)