venerdì, dicembre 23, 2005

Giuro, non voglio più...

Sono due le cose che odio più fare al mondo: andare in palestra e passarmi il filo interdentale. Ieri mi è scaduto l’abbonamento in palestra. Il giorno prima ho finito il filo interdentale. Oggi sono l’uomo più felice del mondo. Buone feste a tutti. Parliamo di buoni propositi di inizio d’anno. Io ho promesso a me stesso che nel 2006 non mi voglio più innamorare ogni 10 minuti di qualcuno e che non voglio più credere ai rapporti rancidi di una notte. E’ dura rinunciare a credere che esistono i colpi di fulmine, i principi azzurri e gli amori a prima vista, ma voglio farcela. Mia sorella (nell’arte e nella vita), invece, ha promesso che non vuole più incastrarsi negli incisi dei discorsi degli altri. E voi cosa vi promettete di non fare più? Nano nano.
(nella foto, Letizia Ortiz moglie del principe di Spagna)

giovedì, dicembre 22, 2005

Gay parade (torna a grande richiesta)

(Ovvero tutto quello che un gay 30enne, se ci pensa bene, ma solo se ci pensa bene, non ha mai dimenticato).

Decima posizione
Quando è arrivata sembrava una generalessa nazi presa in prestito da tele Kabul, poi alla prima inquadratura delle mani e delle unghie, rigorosamente smaltate di rosso si è capito che dentro quel sergente batteva un cuore più femminile di quello di Boy George. Chi l’ha vista, parliamo di Donatella Raffai, non può essersene dimenticato.

Nona posizione
La pubblicità stampa di Regina Schrecker con la biondona di turno stritolata in una tuta in lamè d’oro munita di spalline a tre piani. Siamo negli anni ottanta. La Oxa a Sanremo scendeva le scale dietro una tuta aderentissima che la precedeva di un micromillimetro, Loretta Goggi aveva gli occhi tumefatti dall’ombretto e i capelli cotonati a rischio condono edilizio, mentre Enrico Coveri si era lanciato con i suoi jeans a palloncino, larghi sulla coscia e stretti in fondo, ed era caduto in piedi. Beato lui.

Ottava posizione
Erano belli, bruni e sorridenti. Anzi: bellissimi, brunissimi e sorridentissimi. La leggenda dice che siano stati scelti personalmente dal maestro Valentino per il lancio dei suoi bijoux. Sta di fatto che questi smandrapponi impenitenti stracolmi di anelli, bracciali e collane per sole signore hanno aperto un’epoca: quella del modello azzurro, versione moderna e rockettara del romantico principe.

Settima posizione
In casa ci portava la bicicletta, la panca per il crunch e il fidanzato ricco e potente. Ma lei non lo sapeva, che era ricco e potente. Gli spettatori che stringevano i pugni e incrociavano le gambe dall’emozione, sì. Loro si immaginavano entrare in questo loft improbabile gettando da una parte la tuta sporca di olio e lavoro per precipitarsi dall’altra muniti di pants aderenti, fascia per i capelli, e scaldamuscoli, impazienti di vivere le nuove lezioni di aerobica di Sydne Rome, Jane Fonda o Barbara Bouchet indifferentemente. Sognando ovviamente di diventare come lei, la Alex di Flashdance.

Sesta posizione
Dopo Wanda Osiris nessuna meglio di lei è stata in grado di scendere, seppur in questo caso di forma circolare, una scala. Lo faceva tra petali luminosi e corolle pulsanti al grido di: “Ecco a voi, bello più del sole, Marco Predolin”. Stiamo parlando di Sabina Ciuffini a M’ama non m’ama che ad ogni gradino faceva sobbalzare stuoli di giovanissimi cripto omosessuali che seduti sul divano tra la nonna e la mamma sublimavano la loro voglia di ola, con un colpetto di tosse. M’ama o non m’ama. S’ama…..sicuramente.

Quinta posizione
E’ arrivata dal nulla e subito nel nulla ci deve essere ritornata (in senso metaforico, ovviamente). Si chiama Tiziana Fiorveluti e per pochi mesi era la risposta privata alla pubblica Heather Parisi. La prima storia di rivalità tra bionda e bruna dell’era post soloRai sciupata a passi di dance, cicale e disco bambine. E’ bastato un attimo per accorgersi si lei: sorridente, scalata, e soprattutto spaesata (come i quattro telespettatori che se la ricordano). Immediata la scissione dei maschi in crinoline pronti a schierasi con l’una o l’altra. E in mezzo Tv sorrisi e Canzoni indeciso con chi stare.

Quarta posizione
BB. Non
Brigitte Bardot, ma Brigitta Boccoli. Non SaintTropez, ma la corte di re Gianni Boncompagni. Non il rumore dei ciak della nouvelle vague, ma gli scricchiolii delle casalle del cruciverbone di Domenica in. Bb come boccolona al quadrato, vista la massa di capelli che soprastavano la sua scatola cranica. E quando piangeva dal ridere e il cerone si squagliava, sotto gli occhi umidi di chi avrebbe voluto essere al suo posto, assurgeva in un nano secondo a Madonna di Collistar e d’Oreal contemporaneamente. Da ringraziare a suon di bottigliete d’acqua ossigenata. Guai se le fosse spuntata la ricrescita….

Terza Posizione
Alzava la c
ornetta del telefono, rispondeva Pronto chi gioca? e si toglieva l’orecchino con la clip. Tutto contemporaneamente. Tre gesti uni e trini che gli omovideo in fieri vedevano consumarsi in religioso silenzio. Era la Bonaccorti alle prese con il programma di mezzogiorno post Carrà. Un must, adorare Enrica che faceva scivolare l’orecchino dal suo lobo e lo tratteneva in mano prima di appoggiarlo sul tavolo vicino al telefono. Soprattutto per chi a quei tempi ignorava l’esistenza di buchi e percing, ma conosceva fin troppo bene quella degli orecchini pendenti fino alla clavicola della sorella. Quante notte in bianco passate a chiedersi: “Perché io no?”

Seconda posizione
All’inizio er
a brutta, scialba e senza un filo di trucco. Poi, dopo un viaggio in Europa, la catarsi. E riappare bella, truccatissima e soprattutto con una montagna di capelli in testa, da far sembrare Marcella Bella vittima dell’alopecia. E’ la carioca Sonia Braga in Dancing days alle prese con amori impossibili, rapporti Singer, tutti da ricucire, drammi da eyeliner water resistent e tante ore buttate al vento di Copa Cabana beach. Per non parlare della sorella Jolanda diventata buona dopo una cura del sonno che ancora qualche paziente impenitente pretende dalle Asl. In quel periodo in Italia l’iscrizione all’Arci gay si pagava in cruzeiros (l’allora moneta brasiliana).

Prima posizione
Le prove le ab
biamo fatte tutti davanti allo specchio del bagno con il phone tirato al massimo, puntato a modi Calibro 54 sulla tempia. O in automobile con il finestrino abbassato e l’occhietto lacrimante fisso sullo specchietto retrovisore. Oppure, sventagliando a rischio crampo alla mano, l’ultimo numero di King. Perché volevamo essere come lei: Loredana Bertè alle prese con il vento invernale del suo triste e rauco mare. Lei, capelli all’aria, gridava a squarciagola: “ e io che non riesco nemmeno a parlare con me”. Gli altri dal bagno di casa, urlavano alla madre: “sì, vengo ho finito….” E spegnevano il phone grondanti di sudore.

lunedì, dicembre 19, 2005

Vita sfogliata

Anche oggi mi sento un po' Carrie dei poveri e dei diseredati, invece che di Sex and the city. Mi hanno regalato questo cadeau natalizio, un blox notes (come dicevo quando ero piccolo) con scritto: "In a past life was a porno magazine". Che non sarebbe stato malissimo.
Domanda: E voi chi avreste voluto essere?
Nano nano

venerdì, dicembre 16, 2005

Santa Joan

All'inizio del secolo scorso, prima di ogni Natale, Sundblom, creativo della Coca-Cola, partoriva una nuova pubblicità, avidamente attesa, raffigurante il Babbo Natale della Coca-Cola. Ad un certo punto nel 1931 gli viene in mente di farlo rosso e bianco. E' un tale successo che la multinazionale delle bollicine riesce a condizionare il look del vero Santa Claus fino a quel momento dipinto con abiti blu, gialli, verdi o rossi. Morale della storia: Babbo Natale, come lo abbiamo sempre visto noi, è un'invenzione della Coca-Cola. Lo si sapeva da una vita. Mi dicono. Qualcuno si sta ancora scandalizzando (vedi Virginie). Io, invece, penso: che bello se fossi un'invenzione di Joan Collins. Nano nano....

pitufo Gruñon

Alessandro ha fatto un libro con un suo amico, scaricabile solo da internet (il libro, non il suo amico) che si chiama www.generazione1000.com. Io sto aspettando da sabato un messaggio via sms che non arriverà mai. Mia sorella nell'arte e nella vita dice che il mio blog è troppo finocchio e lei non sa cosa scrivere però, nello stesso tempo, mi manda una mail nella quale mi chiede di registrare un programma dove un suo amico appare a torso nudo. Rudi, che lavora con me, insiste nel dire che io sono una via di mezzo tra il puffo quattrocchi e il puffo io odio (in spagnolo pitufo Gruñon). Giannina Facio è stata subito scoperta. La Fiorveluti anche. La Carrà torna in tv con Emozioni, da marzo, e prababilmente la Bertè va a Sanremo come ospite. Stasera vado a vedere Gene Gnocchi a teatro e domani è il 25esimo anniversario del Plastic. Il 28 parto per la Spagna, e il 25 è Natale. Mi ha appena chiamato Cecilia per invitarmi sabato sera a casa sua a cena. Qualcuno, mi dicono dalla segreteria, vuole la mia e-mail. Ma è per motivi di lavoro. Stop. Nano Nano.

mercoledì, dicembre 14, 2005

Macchina della verità

E' una prova per capire quanto sono patetico. Quindi. Questa foto è di un noto personaggio che ha avuto il suo massimo splendore all'inizio degli anni Ottanta. Nello stesso periodo circolava anche Tiziana Fiorveluti. Bene. A questo punto vi chiedo: chi sono la ricciola qui di fianco e la moretta di cui non ho la foto? nano nano. Tra parentesi questo piccolo test è molto meglio di quello che c'è sotto.

Cercasi cavallo

(Dal Lateshow: Dieci segnali che sei un cowboy gay).

Numero 10: la tua sella è di Versace
Numero 9 : invece di Home on the Range canti It’s Raining Men
Numero 8 : ti piace montare a cavallo, usare il lazo e arredare case
Numero 7 : hai venduto il bestiame per acquistare i biglietti per Mamma Mia
Numero 6 : quando vedi le repliche di Gunsmoke, devi fare una doccia freddo
Numero 5 : gli indiani ti chiamano Balla coi maschi
Numero 4 : sei stato preso al lazo più spesso di un manzo
Numero 3: indossi i chaps anche se il tuo ‘ranch’ è a Chelsea
Numero 2 : al saloon preferisci il salone di bellezza
E la numero uno è: ti piace montare ma non hai il cavallo…
(5, 4 e 2 patetiche, le altre belle, 10, 8 e 1 very well. Nano nano)

martedì, dicembre 13, 2005

Saturday's suspect

Plastic, sabato sera. Lei è lì che saluta i suoi fans. Il suo Mare d'inverno agita gli animi. In testa avrà mezzo chilo buono di exstension. Di cui vado pazzo. Ma magari no. I capelli sono tutti suoi. Ma in fondo chissenefrega. Plastic, sabato sera. Lei se ne sta andando avvolta in un piumino rosso lungo fino ai piedi. La vedo di spalle mentre faccio la coda per entrare nel privé, che altro non è che il vero Plastic. Ballo, mi agito, mi slaccio la camicia fino al petto e mi avvolgo il maglione intorno al collo. Bevo un gin tonic. Finisce. Ne bevo un altro. Riballo. Palstic, sabato sera. Mi piace stare lì. Arriva. Moro, occhi neri, pizzetto nero, basette nere. Lo guardo. Mi sorride. Ricambio. Ci perdiamo dopo mezz'ora mi riappare davanti. E' distante ma è lì. La luce gli illumina il viso e vedo meglio i suoi occhi. Sono nerissimi. Alle 5 è a casa mia. Alle 16 della domenica lo riaccompagno dai suoi amici. Non abita a Milano. Non abita in Italia. Non è italiano. Non sta vivendo nel suo paese. E' di passaggio. Sotto il portone ci salutiamo. Gli lascio il mio cellulare ma so che non mi chiamerà mai. Più o meno me lo fa anche intuire.
E mi viene in mente una cosa che avevo scritto in Grecia tempo fa:

"Ingollo tutto di un fiato
questo mio senso di solitudine.
E faccio finta di digerirlo
come si fa con un cotecchino
ispessito dalla tripla cottura.
Insaziabile succhio la carcassa
della mia ultima malandata avventura,
pronto a sostituirla
con chi scende dal prossimo tram:
tu al lato, ora tocca a te,
mettiti lì buono, insieme con gli altri silenzi d'amore.
Io devo continuare a succhiare,
la mia cannuccia è infinita".
(Creta, settembre 2002)

...con il sospetto però di essere io la carcassa. Puttana eva.
Nano nano


martedì, dicembre 06, 2005

Con un ora ce stamo dentro


Conversazione in chat tra Carlo Masi (attore pornogay, nella foto) e Pino il Bagnino:


pinoilbagnino: ma se l'attore porno?
carlomasi-9: si
pinoilbagnino: ma non vivi a milano....
carlomasi-9: no vivo a roma salgo i week end di solito
pinoilbagnino: e quindi sei nella chat milano?
carlomasi-9: già
carlomasi-9: sono anche escort
pinoilbagnino: e quanto vuoi per una sana trombata?
carlomasi-9: 250 euro
pinoilbagnino: per quanto tempo?
carlomasi-9: il tempo di scopare con calma
pinoilbagnino: tipo due orette?
carlomasi-9: tipo un ora
carlomasi-9: io non so cosa fai te quando scopi ma io scopo
carlomasi-9: considera che statistiche alla manu un uomo medio scopa per 7 minuti
carlomasi-9: con un ora ce stamo dentro
pinoilbagnino: sei un grande. Ne terrò conto.
carlomasi-9: ok ciao

domenica, dicembre 04, 2005

Sottopassaggio (capitolo nove)

Fuori faceva un freddo bestia nonostante fosse aprile. Il polso mi stava dando ancora dei problemi soprattutto quando cambiava il tempo. «Niente di grave continuavano a dirmi tutti». «Beh, ovviamente non è niente di grave se paragonato alla fine che ha fatto Javier», pensavo io ogni volta anticipando di gran lunga le loro sinapsi.
«Javier non abita più qui. Ma con chi parlo scusi?».
«Con Rocco, sono un amico. Mi può gentilmente dire dove posso trovarlo?».
«All’inferno o in paradiso, dipende da chi lo ha giudicato. Javier è morto tre mesi fa. Io sono Alberto, un suo….amico».
«Javier è morto? Morto? Mi sta dicendo che Javier è morto?» La comunicazione finì così con una domanda inutile che sapeva di esclamazione altrettanto inutile. Da quando era morto Javier non avevo mai ricevuto telefonate di gente che lo cercava. Era la prima volta. Anche perché tutti i miei amici erano i suoi. Tutti i suoi amici avevano cercato con sforzi titanici di diventare miei. «Rocco? Ma che nome di merda è Rocco. Chi cazzo vuole questo qui», pensavo mentre mi stavo spalmando la crema sul corpo nutriente, astringente, tonificante. «Ma che pancia ho, puttana eva», mi chiedevo mentre di sottecchi guardavo la mia immagine riflessa allo specchio.
«Pronto?»
«Scusi se insisto sono la persona che ha chiamato prima, Rocco, volevo sapere se Javier è davvero morto o se mi sta prendendo in giro?».
«Sì, è morto davvero a Madrid in un incidente automobilistico il 20 dicembre dell’anno scorso. Vuole sapere altro?»
«Chi è lei?».
«Il suo fidanzato, il suo amico, quello che si scopava quasi ogni sera. Basta o vuole altri dati?».
«Merda».«Pronto? Rocco dei miei coglioni? Pronto. Mah». Rocco aveva riattaccato. Io mi continuai a spalmarmi la crema mischiamdola a quella per gli addominali. «Ma funzionerà poi questa cagata? Domani dovrò andare alla conferenza o che? Chi cazzo è sto Rocco?». Non avevo perso il vizio di farmi tre domande contemporaneamente e non cercare nessuna risposta. Mai.

(per gli altri capitoli vedi http://penaepanico.splinder.com/) (nella foto, Rocco Siffredi, particolare)

venerdì, dicembre 02, 2005

Crocerossini rossi

Funerale del nonno di P. Finita la messa un manipolo di recchie (in realtà due sole: io e R. ) fa crocchio fuori dalla chiesa di San Babila. Ovviamente il panorama che abbiamo davanti non è dei più allegri. In più il tempo brumoso e grigio non favorisce gli animi. R. ad un certo punto mi guarda e, indicando delle impeccabili crocerossine, mi dice: "Le trovo fantastiche. Affascinantissime con il loro abito blu, le loro calze bianche e il velo in testa. Perché non ci vestiamo così anche noi. Sono adorabili". Io: "Effettivamente sono un po' come Gloria Guida nell'Infermiera di notte (vedi post). Molto sexy e arrapanti". Lui: "Ma ci saranno anche i crocerossini rossi?". Io: "Figurati". E' a quel punto che ho avuto l'impressione che le nostre menti siano partite contemporaneamente per la tangente, proiettando un film tutto loro. Immagino vietato ai minori di 14 anni. Nano nano.

mercoledì, novembre 30, 2005

Il qualcun altro

Sono seduto di fronte alla mia analista. Stiamo parlando, come quasi sempre e come da troppo tempo, dell’amore della mia vita. L’unico grande immenso amore della mia vita. Che la sfiga ha voluto incontrassi quando ero troppo giovane per capire qualcosa. E soprattutto troppo coglione per non chiudere il discorso immediatamente. Ma questa è un’altra storia. Ad un certo punto, mi guarda e mi domanda: “Ma lei non ha mai avuto un trasporto così forte, ai tempi, per qualcun altro?”. Attimo di silenzio. Le mie sinapsi fanno un viaggio nel passato alla velocità della luce. Mi sento Michael J. Fox in Ritorno al Futuro. Poi la risposta: “Sì, per Miguel Bosé, ma non credo sia significativo per la mia analisi”. Lei scoppia a ridere, poi a fatica si ricompone e mi dice: “Sia serio per cortesia….”. Aprendo dentro di me una voragine incolmabile.

“Seré tu amante bandito, bandito
Corazon, corazon malherido
Saré tu amante cautivo, cautivo seré…ahum
Pasion privada, adorado enemigo
Huracan huracan abatido
Me perdarè en un momento contigo
Por sempre….”

(Amante Bandito, tratto da Bandito, 1984. Miguel Bosè)

martedì, novembre 29, 2005

Happy Christmas bimbi/e

Ho scritto sul blog dell'amica di S. che: "in vista di SantaLucia (che era cieca) l'Upim di Corso Buenos Aires era..." etc etc. La cagata mi ha fatto ridere. Sì, sono messo così male che rido delle cose che dico. Lo faccio da sempre e me ne fotto. Il mio ego è a mille. E allora? Sto notando che in televisione sono arrivate cariche di buoni sentimenti, musichette stridule, battute all'Ovomaltina, maglioni bianchi e avvolgenti, papà caduti dalle pagine di GQ e palesatisi nei letti delle madri a loro volta reduci da un casting di Vanity Fair, pronti a concepire bimbi da sbattere prima in qualche reclame (appunto) e poi, una volta cresciuti, in qualche angolo di città, le pubblicità natalizie. Io non sono di quelli che dicono: "odio il Natale". Anzi. Io amo il Natale. Lo adoro. Vorrei che il Natale avesse 365 giorni a sua disposizione. Adoro vedere tanti sorrisi per le strada abbarbicati a pacchetti giganti infiocchettati e tirati a festa come Maria Giovanna Elmi. Mi piace aspettare il giorno di festa, godere l'attesa e assistere all'esplosione di cotanta felicità come fosse un brufolo maturo da schiacciare, prima di addormentarmi, davanti allo specchio. Finalmente è Natale. Finalmente mi godo la mamma e il papà, l'odore di casa in cui sono cresciuto, la neve fuori, il caminetto acceso dentro, i baci, le chiacchiere, i ricordi, il tepore della famiglia e degli affetti. Adoro il Natale e vorrei che durasse 365 giorni l'anno. Davvero. Solo in questo modo mi assicurerei di non trovare in giro nessuna testa di cazzo. Sarebbero tutte a casa a festeggiare il Natale. Perché non sei nato, morto e resuscitato a getto continuo Gesù Cristo? Happy Christmas bimbi/e. Nano nano.
(nella foto, Natività, Giotto, 1303-1305, Padova, Cappella degli Scrovegni)

Gengis, Mic e Andy

Tre nomi mi hanno sempre ispirato: Gengis Khan, Caravaggio e Andy Wahrol.
Di Gengis Khan, uno dei più grandi condottieri della storia, morto il 25 agosto 1227 cadendo durante un trasferimento a cavallo a causa delle ferite riportate, la leggenda narra che chiunque si fosse trovato ad assistere al passaggio del carro con la sua salma, avrebbe pagato con la propria vita, accompagnando il suo imperatore nel viaggio nell'aldilà. Alla morte del sovrano l'impero mongolo si estendeva dalla Cina fino al Mar Caspio. Caravaggio (al secolo Michelangelo Merisi, nato a Milano nel 1571), invece nel 1610, si trova sulla spiaggia di Porto Ercole, dove è in attesa di rientrare a Roma per ricevere la grazia, quando viene arrestato e incarcerato per 2 giorni, perchè scambiato per qualcun'altro. Due giorni dopo sulla stessa spiaggia, cercando di recuperare le sue cose, muore di "febbre maligna". E’ 18 agosto del 1610 Caravaggio non ha ancora 39 anni. Pochi giorni dopo arriverà la grazia con il permesso di ritornare a Roma. Andy Warhol (1930-1987) abbandona la pittura nel 1965 per dedicarsi esclusivamente alla produzione cinematografica. Il ritorno alla pittura avviene intorno al 1972, con una produzione incentrata soprattutto sui ritratti. Nel 1980 fonda una televisione dal nome «Andy Warhol’s TV». Muore il 22 febbraio 1987 nel corso di un intervento chirurgico. Come non impazzire per loro? Nano Nano.

(nella foto, l'impero di Gengis Khan nel 1227).

domenica, novembre 27, 2005

Cattivi pensieri

La gola è ancora dolorante. Il cervello lancia continui cattivi pensieri e il cuore, con i suoi palpiti, li corregge. Di poco, ma li corregge pur non riuscendo a trasformarli in buoni. Primo cattivo pensiero: Ma se il rapporto si fonda esclusivamente su una vacanza estiva passata insieme e su una gragnola di serate notturne dal sapore di gin e di sperma mal schizzato, che rapporto è? Secondo cattivo pensiero: Mi avete condizionato la vita, striturato l'esistenza tra un vorrei essere per voi... e un dovrei essere per me...., mi avete fatto consumare decibel di voce in quintalate di inutili discussioni, mi avete fatto credere che i giganti eravate voi e io un piccolo sassolino in una distesa di ghiaia, ora che di tutto questo sono stufo lasciatemi stare. E tacete, imbecilli. Terzo cattivo pensiero: Ma perché i miei interlocutori mattutini e pomeridiani sono braccia rubate ai ferri da stiro e menti incastrate tra un subbuteo e una paginetta di BoyMusic macchiata di nutella? Quarto cattivo pensiero: Tutti gli altri trovano uomini della loro vita dietro sgualcite insegne di locali notturni o tastiere ingiallite di pc caserecci. E sembra che lì ad aspettarli ci stessero da un secolo. Bravi. Anche per questo, vi auguro altri cento di questi anni da passare insieme. Soli. Però. Quinto cattivo pensiero: Tutti gli altri hanno un passato di sesso da far invidia alla cineteca personale di Schicchi, quella che contiene anche i fuori onda e gli scarti. E continuano a praticare con immenso successo. Ok, io no. Io sono frustrato. Io sono frigido. Io sono impotente. Io sono complessato. Io non ho superato tanti tabù. Io non vivo bene la mia sessualità. Io sono una frana. Ok, spero tanto che questa frana vi travolga tutti. Cialtroni al sapore di fragola. Ultimo cattivo pensiero: che tutti i cani delle coppiette gay felici, nelle loro casette colorate, vicino a caminetti scoppiettanti, tra i loro oggettini comprati in giro per il mondo, smettano di abbaiare e si assopiscano sul pavimento di colpo. In questo momento e per sempre. Bau Bau, Nano nano.

lunedì, novembre 21, 2005

Come volare

Ho la gola a pezzi. Venerdì mi hanno tolto le tonsille. Fa un male bestia, me lo avevano detto. Del resto quando non si hanno più 20 anni....Comunque stoicamente resisto al dolore, alla difficoltà a deglutire, alla gola massacrata. Sto a casa una settimana dal lavoro. Mediterò, ho pensato. Ma in realtà continuo a dormire. Che è un po' come volare...

mercoledì, novembre 16, 2005

Soprattutto Domenica in

Mi spiegate: perché nessuno risponde ai miei curricula? Perché in tutte le cose per avere 10 devi investire 152.369? Perché non riesco a trovare un motivo intelligente per alzarmi la mattina dal letto? Perché mi è cresciuto un brufolo in faccia? Perché chi mi piace si bacia sempre con qualcun altro? Perché esiste un giornale che si chiama settimanale Dipiù? Perché non sopporto chi ha le unghie sporche? Perché ho la tosse da tre mesi e nessuno ha il coraggio di dire che sono tisico? Perché ho una minchia di un 14 enne, gli ormoni di un 25 enne e la stanchezza di un 80enne? E soprattutto perché non sono io il conduttore di Domenica in? (nella foto, le unghie che vorrei)

A pezzi....

Ambra è di nuovo incinta da tre mesi. La talpa è Gianni Sperti. Madonna ha comparato una macchina anti cellulite e ha chiesto ai commessi di Harrods il silenzio. La Yespica si è fatta l'ex della Fabiani la quale è insieme a Dj Francesco che è l'ex della Yespica. La petineuse del Grande Fratello5 vuole comprare una squadra di calcio. Antonio Zequila è gay, lo dice un amico di Renato Zero che non vuole dichiarare la sua identità. E io sono a pezzi....

giovedì, novembre 10, 2005

All'amore, all'amore.

E’ meglio alzarsi la mattina, dopo aver dormito la notte, e fatto all’amore, con il proprio partner (ho usato il termine fare l’amore non trombare, sto diventando bravo?) e sentirsi chiedere come prima assoluta, unica, inequivocabile domanda: “ma secondo te quali sono le priorità che il nuovo governo dovrebbe affrontare?”, oppure vivere con un sordo muto? L’amore è più minato dal silenzio o dai test d’accesso ad Harvard?
(nella foto aereo Harvard)

martedì, novembre 08, 2005

Mitragliatrice

"I genitori nelle migliori delle ipotesi sono soffocanti". "Prima scopare, poi scoprirsi". "Non ho passato, il mio presente è finito un secondo fa. Il mio futuro è cominciato quando ti ho incontrato". Come una mitragliatrice sparo tutti i miei colpi in un unico post. Il primo me lo ha raccontato un esimio giornalista economico, il secondo un'idea che mi è venuta durante una conversazione telefonica con mia sorella (nell'arte e nella vita....) e il terzo è quello che avrei voglia di dire a qualcuno... Tre colpi is meglio che uan.....O no?
Alla prossima, Nano Nano.
(nella foto Mork e Mindy)