venerdì, settembre 23, 2005

Rieccomi qui a scriverti

"Rieccomi qui a scriverti sfinito da tanti lamenti. Sono i miei lamenti, quelli che mi sconvolgono l’anima, che mi lasciano a letto atterrito, senza fiato, senza sogni, senza più un brivido. Ti ho visto anche oggi, eri meraviglioso stretto nei tuoi jeans, nel tuo giubbotto nero, sotto il tuo gel. Ti ho guardato per un attimo terrorizzato che il mio sguardo si potesse incastrare nel tuo sorriso. Tremo come una foglia secca trascinata dal vento che sta cercando il mare per rinascere. Ho tremato come un bambino che aspetta il lupo cattivo. E per questo il mio sguardo si è fermato nell’aria, il mio sospiro si è soffocato, il mio battito cardiaco si è sacrificato ancora una volta al mio terrore di vivere. Io non so più cosa fare. Ti ho trovata in casa convincendomi di avere voglia di vederti, senza esserne sicuro. Tu sei il mio passatopresente, il mio presentepassato bloccato tra le vertebre che mi riparano l’anima. Non riesco a farti capire perchè ho bisogno di te, ma neppure a capire se riesco a sopravvivere nella mia solitudine. Ci sei, ma non ho voglia di confrontarmi con te. Ci sei e mi basta sapere questo. Mi sento un carnefice senza armi, un assassino senza movente se non quello di non sapere come si fa a rinascere. Eppure questa esigenza di me è forte, questo mio bisogno impellente, questa necessità un male incurabile. Sono qui, ancora adesso, ma vorrei essere altrove, in una realtà parallela. Senza di voi. E continuo, malinconico, a cercare la mia immunità al dolore."
(Milano 2003. Nella foto, l'apparato cardio circolatorio).

6 commenti:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

finalmente l'ho letto....sono passati anni dall'ultima volta....e il mio cuore batte sempre allo stesso modo....di quando furtivo mi sono rivisto nelle tue parole ....

penaepanico ha detto...

...ma tu non ci vuoi essere più e sei convinto che il tempo e le distanze allontanino i cattivi pensieri. E forse hai ragione. Lo fanno. Ma creano un baratro dentro di noi che non si può più colmare.
Purtroppo.

Anonimo ha detto...

chi ha mai parlato di cattivi pensieri? sei un pensiero stupendo...averti incontrato mi ha fatto vedere l'altra faccia della medaglia , la conoscenza di me stesso a 360°, ti voglio un bene dell'anima e non esistono baratri incolmabili,anzi , non esistono baratri,il pensiero per te è vivo...in una canzone di Bertè o della Nannini, in una giacca di pelle o una camicia ricamata, in un portatile IBM o una motoretta con la busta dell'immondizia, io non voglio allontanare nulla, è solo che...non tutto è come vorresti... ma tutto può essere come puoi volere...il Blog fa male anche a me, forse mi perdero' nell'etere anch'io con i miei pensieri universali...

penaepanico ha detto...

l'Ibm ce l'avrai tu. E' un MAC, bello de mamma. Le tue parole mi commuovono e vorrei abbracciarti per 379 ore di seguito.

Anonimo ha detto...

esistono anche snobismi dell'informatica...?! sei una pazza!