domenica, luglio 16, 2006
Sydney, 15th of july
venerdì, luglio 14, 2006
Sydney, 13th e 14th of july
"......
Sono carne in mezzo alle macerie
voi le macerie
tra un fiore di loto
decido io cosa fare
decido io dove andare
decido io da quale parte stare.
Ora sono una cicala
e spreco il mio corpo
sulle vostre mani
.........."
E così accontento anche Heather. "Delle cicale cicale cicale cicale, della formica che invece non cica le mica...." The neno neno. Alla prossima.
giovedì, luglio 13, 2006
Sydney, 12th of july
mercoledì, luglio 12, 2006
Sydney, 11 th of july
Tutto bene. Anzi no. A pensarci attentamente però sì. Qui è bellissimo. Davvero. Certo, se avesssi lasciato dietro di me il paradiso al posto dell'inferno... La mente va... Non riesco a controllarla... Ma è giusto così. Sono a due passi dal giardino botanico: a destra il sole che tramonta a sinistra ho la luna che arriva. Il cielo è terso. I turisti scattano foto. Il vento mi entra negli occhi e ferma le mie lacrime. Di gioia. Probabilmente. Sono qui. Sono io. Riconosco tutti i pezzi. Sono i soliti, del resto. Il mio corso d'inglese è una bomba. Le persone con cui condivido 4 ore ogni giorno mi sono simpatiche. Spiaccicassi quattro parole in più sarebbe meglio. Ma va bene così. Ho scarpinato come una bestia e alle 10 di sera precise precise mi sono addormentato. Giornata tranquilla. Ordinaria. Normale. Come vorrei essere io. Come sono io, in fondo. Non ho ancora capito se mi farei sbattere da un giapponese per almeno una nottata o no. Spero di risolvere il dilemma entro breve. Perché a me sti nipponici in fondo mi hanno sempre ispirato.... Va beh, domani ho qualcosa a cui pensare. The neno neno
lunedì, luglio 10, 2006
Sydney, 9 and 10th of july
Ore 3 del mattino. Sveglia per andare a vedere la partita. A Leichhardt. Il solito quartiere latino. Le due strade principali pullulano di bar ancora aperti, accessibili solo se si paga l'ingresso, (italian do it better), dotati di maxi schermi al cardiopalmo. Soprattutto quando si arriva ai rigori. La ragazza vicino a me, che peserà 86 chili e sarà alta un metro e cinquantacinque, grida: "Fate li corni, fate li corni". Io sorrido, mentre mi mangio le unghie e penso: "Vorrei che Zidane mi riempisse di testate, così...tanto per... Lo amo". Ad un certo punto sento che qualcuno sospetta che tifi per la Francia. Semplicemente perché conscio di quanto giochino meglio degli italiani, temo che ogni volta che sono nella nostra area facciano goal. Non sarà così. E Leichhardt, come l'Italia con i suo satelliti in giro per il mondo, esplode. Mi dispiace non essere a Milano. In queste occasioni, mi dispiace. Davvero. Penso ai miei amici che si stanno sgolando, mi viene un po' di magone. Penso al mondiale del 1982 quando avevo 15 anni (ora però ne ho 34...non si capisce perché). Ma il cellulare aiuta... Viva l'Italia. Viva sti quattro stronzi di azzurri. E soprattutto "facciamo li corni". Quelli che io non ho fatto prima di mettere piede nella mia scuola popolata praticamente solo da studenti giapponesi. Anzi, no. Ci sono anche 2 brasiliane e un brasiliano... Di cui non parlerò. Dio mi sta già punendo abbastanza...porca troia. Ultima minchiata poi vado a nanna. Sono andato in palestra. Ambiente, direi, interessante. Ma sto cambiando... Non voglio più piacere a tutti e a tutti i costi... Sto camb.... Mi sto sforzando di farlo. Domani vorrei anche cominciare le visite culturali... Culturali? Oh Madonna... Che fatica cambiare. The neno neno
Sydney, 8th of july
sabato, luglio 08, 2006
Sydney, 7th of July
Sono le tre del pomeriggio e sto ancora dormendo. Mi sveglio e ho la bocca impastata da troppe sigarette e birre ingollate. "Sono solo. Sono ancora solo", penso. Qui, a Milano, ovunque. Anche se ieri notte non lo sono stato. Ma lì è facile non esserlo. Troppo facile. Mangio una zuppa di verdura con lei, la ragazza dai capelli rossi che alla fine mi ha offerto di rimanere in questa splendida casa, situata nella parte più splendida della città, abitata da tre inglesi (lei, appunto e altri due di cui uno, ma me ne accorgerò solo domani, ispira a mille). Quello che volevo trovare prima di partire. Il mio ideale di convivenza. "I'm a lucky man" le ho detto mentendo spudoratamente. Ma forse neanche tanto. La mia stanza è una sorta di ripostiglio ricavato nell'angolo del loft. Molto radical chic. Poco chic e molto radical come mi ha suggerito lei. Giornata splendida. Il cielo è azzurro. Dopo la zuppa di verdura vado al solito Hyde Park. Devo inventare un test per un lavoretto che mi hanno chiesto in Italia. Mi siedo su una panchina. Non è che voglio raccattare ad ogni costo, ma in questa città fa molto meno freddo fuori casa che dentro. Puttana eva. Mi perdo nel mio Ipod. Mi perdo a rileggere le cose che ho scritto in questi giorni. Mi perdo negli occhi degli australiani. Mi perdo, ma nessuno viene a cercarmi. Chissenfrega. La sera raggiunggiamo un gruppo di amici in un locale stupendo con terrazze, verande e sale su diversi livelli. Stringo non so quante mani. "Hi, my name is Alberto. How are you?" e via con l'abc dell'inglese. Ricomincio a bere. Di colpo ritorno a parlare nella loro lingua. Incastro una ragazza che ha visssuto in Germania e le biascico, mentre passo con disinvoltura dalla prima alla seconda e poi alla terza birra, di tutto. Nulla rispetto ai loro standard. Sono sconvolto da quanto trincano questi. Uomini e donne senza differenza. Se avessero i marsupi li userebbero per cacciarci dentro birre fredde e barman ponti a preparargli cocktails di ogni tipo. Sono felice. Mi guardo in giro. Mi piace. Soprattutto un suo amico. Va beh....ma questo è un altro discorso. "Non vedo l'ora di togliermi da dosso questo fottuto sonno", penso prima di risalire sul taxi in direzione casa mia. Ora lo posso dire. The neno neno (Virgine, solo quando ho visto il boomerang ho capito... E tre giorni che mi arrovellavo e dicevo: "Mah...").
venerdì, luglio 07, 2006
Sydney, 6th of July
mercoledì, luglio 05, 2006
Sydney, 5th of july
Ho la testa in giù. Come mi ha scritto mia sorella. Sydney è dall'altra parte del mondo. Fa freddo. Soprattutto nelle case che non hanno riscaldamento. Ho voglia di lei. La voglio sentire mia. Cammino per Hyde Park. Sono appena arrivato. Il sole se ne sta andando. A differenza dello sguardo di un ragazzo biondo dagli occhi azzurri che non mi vuole mollare. Lo faccio io. Sono troppo stanco per dare ossigeno alle mie solite malefatte sentimentali. Non riesco mai a stare sul dolore. Neppure questa volta che è più forte del solito. Non riesco. Non ce la faccio. E' la mia difesa. Sopravvivo. Forse è per questo che non riesco a volare. Amen. Mi sento più forte. Non so perché. Mi sento pronto a divorare questa città di grattacelli e night club, di spiagge congelate e saune per soli uomini. Domani vado in palestra. Comincio da lì la mia corsa. Ieri mattina mi sono svegliato alla 5 e ho raggiunto Leichhardt il quartiere italiano dove sono stati messi dei maxi schermi per seguire la partita Italia Germania. I miei occhi sono stati rapiti per 1 minuto da un ragazzo giovane, ricciolo e con gli occhi neri come il carbone. A un certo punto ha detto qualcosa al suo amico, e lì ho scopro che sono italianissimi, del tipo: "quello con la giacca di pelle mi sta fissando mi ha preso per finocchio?". E l'altro gli risponde: "Finché non ti bacia lascialo fare", o qualcosa del genere. Poesia, per le mie orecchie da mesi abituate ad altro. Viva l'Italia. Viva Totti. Viva i canguri con l'accento calabrese. The neno neno è tornato. Hip hip ultrà(nella foto, festeggiamenti a Leichhardt)
venerdì, giugno 30, 2006
Vero sorellina?
Fuori si schiatta. Dentro si muore. Il caldo mi fa mancare l'aria. Quello che ho dentro il respiro. Sono abituato alle mie estati torride. Peccato che non bruciano mai tutto. Cosa mi metto nella valigia per andare a Sydney? Sto facendo la cosa che più amo fare: sfidare me stesso. Le mie paure, le mie insicurezze. La mia voglia di fare e disfare contemporaneamente prende una pausa di circa un mesetto. Me ne vado nella terra dei canguri con l'idea di non vederne neppure uno. Odio la natura e gli animali. Se ad un certo punto comincio a scrivere in inglese significa che mi avete perso. Non succederà. Purtroppo. Ok. In fondo sono fortunato: non parto mai solo. Ci sono anche loro: pena e panico. So già cosa mi aspetta: passerò i primi tre giorni a piangere e poi di colpo comincerò a stare bene. Lo faccio sempre. Anche quando mi sposto da Milano a Brescia. Poi, superato il jet lag, la depressione da arrivo, quella da abbandono, e circa altre 32 patologie non ancora individuate dalla medicina contemporanea comincerò a rilassarmi e a chiedermi: Ma cosa ci torno a fare a Milano? Sono un inferno... Vero sorellina? nano nano
giovedì, giugno 22, 2006
Bugie
lunedì, giugno 12, 2006
C'è il nulla. Si parte
(da Agua Viva, di Stella Fraga Simpson. Edicion Copa Cabana)
martedì, giugno 06, 2006
Nanos nanos
Vedere Carmen Maura che fa la nonna è un colpo per chi come me è cresciuto sotto le grida di donne al bordo di un attaco di nervi (eravamo nel 1988). La stessa cosa è successa quando quest'anno ho visto Jessica Lange, per me rimasta per sempre sospesa sulla punta dell'Empire per mano dello scimmione, riportato sul grande schermo nel 1976, in Broken Flowers dove fa una delle donne del tizio protagonista. Un colpo quando Carmen Maura appare con i capelli lunghi, opachi, bianchi, le mani rugose e il viso segnato. Quanti cazzi di anni sono passati? Ho pensato. Volver. Un'altra poesia di Almodovar. Un'altra storia di donne raccontata con la solita leggerezza del regista spagnolo che sfiora temi pesantissimi e te li soffia addosso come tanti coriandoli colorati. Ognuno con un dramma appesso. Come gli amori di Traslocando. Una poesia che si racchiude tutta in una frase. Quella finale che recita: "I fantasmi non piangono". Come dire: se ci sei, se vivi non puoi evitare di piangere. E si esce dalla sala con tanta, tantissima voglia di sciogliersi in lacrime. E non importa se non si fa perchè si ha paura a farsi vedere. Ieri ho scoperto la mia patologia. Sono ego timido. Che è come dire autistico ipercinetico. Credo. Va beh... lasciatemi piangere. Che oggi sono felice. Nanos nanos(nella foto, Penelope Cruz in Volver)
mercoledì, maggio 31, 2006
Mi vedo
giovedì, maggio 25, 2006
Chiuso per inventario
Melanie Moore a Markette parla di scarpa e vagina. Su ItaliaUno quelli di Lucignolo stanno facendo il solito viaggio nel mondo della notte tra sesso a pagamento, corpi da masticare avulsi da diete e chirurgia estetica. La voce fuori campo parla di carne che si vende. Anche io, come gran parte del mondo, vendo la mia al mio datore di lavoro. Ma nessuno grida allo scandalo. Nessuno viene qui con una telecamera a sbirciare la mia vetrina. Chiuso per inventario. Eterno. Nano nano. (Nella foto, Macelleria, Annibale Carracci, 1580)
venerdì, maggio 19, 2006
Le fil rouge
"Io odio l'estate. Tornerà un altro inverno. Cadranno mille petali di rose. La neve coprirà tutte le cose e forse un po' di pace tornerà....". Sudo. Sento le zanzare. Sotto il piumone del letto, che non ho voglia di togliere, fa un caldo bestia. E di toglierlo per due fetide lenzuola non mi viene neppure in mente. Almeno ora. Ci siamo. Inizio a dormire male, senza abbracci, a non avere voglia di uscire, di finire le giornate a guardare dal terrazzo il cortile interno del palazzo dove abito e pensare: "Dio bono, un'altra estate, altri mesi grondanti di sudore a dire che cazzo ci faccio qui a Milano, perché non sono ai tropici, ad Ibiza, in un dammuso pantesco a fottere come una puttana con la persona che amo". Sì, d'estate dormo da cani e odio uscire. Troppo vociare per le strade. Troppe ali nell'aria. Troppe domande a cui rispondere. Oggi mi arriva un sms che mi chiede educato: "come va?". "Bene", rispondo. "Ho appena trombato. Ed essendo sesso dipendente e vuoto come un otre appena mi riempiono ritrovo il sorriso. Il dramma è quando finisce l'effetto. E tu?". Pochi minuti dopo ne arriva un altro simile. Digito: "Bene. Come sempre. Mi sembra di essere in mezzo ad una piazza fermo e davanti a me un dedalo di strade. E io che non so quale mi piacerebbe prendere. Neanche quale prendere. Ma quale mi piacerebbe prendere. Per il resto da dio. Il problema è che non ho capito bene cosa sia il resto. Ti voglio benissimo...". Non mi ha ancora risposto. Deduco che abbia fatto una pennica prima di arrivare in fondo. Come biasimarla. Con 1982 abbiamo parlato di sogni, di amori ideali, di principi e principesse scarlatte con sotto la tutina azzurra. Fino a poco tempo fa volevo farci entrare in questa smilza tutina azzurra gli amori distratti e caracollanti che mi passavano accanto e che catturavo all'ultimo momento. Ora non faccio altro che sistemare, allargare, plissettare, questo dannato cencio scolorito affinché chi ho vicino ci entri e si senta coperto. Protetto, avrei detto in un altro momento. Ma mi sa che i risultati sono gli stessi. Vacui, inani, vuoti. Un po' come me, forse. Noi siamo il fil rouge della nostra vita. Ecco perché gli unici che hanno capito tutto sono Dolce e Gabbana. Oggi (ieri) è il compleanno di mia sorella nell'arte e nella vita. Ha ricevuto un mazzo di fiori. Ed è tornata rabbiosa. Ed è il regalo più bello che poteva farmi. Lei a me. Ovviamente. Essendo il suo compleanno. Senza di lei la mia vita sarebbe una merda. Non mi stancherò mai di dirlo. A proposito di compleanni , è venuto in mente che il mio è ad agosto. Agosto. Che è estate... nano nano
lunedì, maggio 15, 2006
Artisti carogne
Periferia di Milano. Nord. Nord-est per la precisione. Bicocca. Che detto così fa molto quartiere romano. Sabato pomeriggio. Fa caldo. C'è una brezza primaverile che quando ti soffia addosso sembra che si porti via tutte le nefandezze che hai dentro. Non è così. E' un vento bastardo capace di ingannarti ogni volta. Quintali di mattoni e cemento vestiti di nuovo sostengono a fatica un'area urbana rivalorizzata a suon di tecnigrafi e frasi ad effetto. Qui ci sarà il futuro. Qui ci sarà il domani. Qui ci sarà sempre il sole. Qui ci sarà eternamente la bella stagione. Dicevano. Non so se è così so solo che è sabato pomeriggio. Fa caldo. C'è una brezza primaverile che quando ti soffia addosso sembra che si porti via tutte le nefandezze che hai dentro. Ma in giro non c'è nessuno. Neppure intorno al gigantesco contenitore di schermi. Vicino, carcasse di fabbriche abbandonate, alte, grandi, vuote e buie. E alberi. Alberi che hanno visto passare sotto le loro fronde migliaia di esseri umani pronti a sacrificarsi per far crescere un sogno. Lo stesso che diceva: questo è il futuro. Questo è il domani. Questo è il sole. Questo è la bella stagione. Ora, cioè domani, uno di questi parallelepipedi infiniti è diventato una galleria d'arte. Contiene mostre, vernissage, esposizioni. Prima conteneva mani sporche, tute da lavoro, acciaio e corpi sudati. A questo punto, forse ha ragione Marx. Forse il signor Cipputi è un artista e forse la storia delle grandi metropoli lo sta confermando. Del resto finora non è mai successo il contrario: nessun museo si è mai trasformato in una fabbrica. Artisti carogne tornate nelle fogne. Potere operaio. Nano Nano(nella foto, Università degli studi di Milano, Bicocca)
venerdì, maggio 12, 2006
Voglio i tuoi occhi
"...Per tornare a noi, ogni tanto capita di non fidarsi più, le persone si trasformano, nella tua mente in marionette, come pupazzi, ai quali fai eseguire i movimenti che vuoi. O meglio, le tue paure muovono queste marionette, questo tuo teatrino interiore, secondo una sceneggiatura preordinata, che termina puntualmente con la realizzazione del tuo dramma preferito: scomparire dalla faccia della terra. Così, prendendo coscienza di questo, capita che io ti trasformi in un burattinaio sadico e ti odi. Ma poi tu torni a consolarmi, mi capisci e mi ami; e poi guardo i tuoi occhi, in fotografia, rassicuranti come l'ultima volta. Stringo un patto con il diavolo, voglio i tuoi occhi, di nuovo e a tutti i costi. Fumo una sigaretta per sancire questo patto, amore mio, ma poi scopro atterrito, che sei tu il diavolo...". Pier Vittorio Tondelli, Camere separate, 1989.
(Nella foto, Robert De Niro interpreta Louis Cyphre in Angel heart, 1987)
lunedì, maggio 08, 2006
Atrapado
..."Atrapado, moribundo con esta gana de bailar contigo....Dame jaleo aleo aleo aleo oooo"... Sono stato al concerto di Ricky Martin. Solo il giorno dopo mi sono ricordato che canta. Mica mi ero accorto durante il florilegio di movimenti di braccia, collo, gambe, bacino, pettorali, muscoli a cui ha assistito lo strapieno DuchForum di Assago. Rapito dal portoricano devo avere annullato tutti i miei sensi per concentrarmi sull'unico che meritava di essere lì con me: la vista. Comunque.... Dopo la Cucca è arrivato Ricky. Per fortuna Cristina D'Avena non è in tour... Ieri pomeriggio c'è stato quel convegno sugli anni '80. A parlarne c'eravamo io (penaepanico), Ivan Cattaneo, Max Novaresi, Francesco Specchia (Libero) e Luca Dondoni (La Stampa). Che detto così fa molto Bulgaria. Replay, che c'era, mi ha confidato che avrebbe voluto chiedere: "il fatto che il 60 per cento di voi sia gay a qualcosa a che vedere con il decennio che state rappresentando?". E io ho pensato: "60%?". Sono un ingenuo dal cuore d'oro che fa il duro per non morire. Forse come lo è 1982 che qualche giorno fa mi ha mugugnato: "...non vedi che sono solo un bulletto di periferia?...". Non posso stare senza di lui. Nano Nano(nella foto, Ricky Martin con il suo personal trainer)
